“La notizia della scomparsa di Gino mi lascia sgomento. È un pugno allo stomaco. Mi fa piangere”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
“Ho avuto la fortuna – prosegue il numero uno della Cgil – di conoscere, frequentare e discutere con Gino Strada. Di diventarne amico, di lottare insieme, di condividere un sistema di ideali comuni, come piaceva dire a Gino”.
“Tutte le volte che Gino ha chiamato – aggiunge Landini – ho risposto ci sono. E Così ha sempre fatto lui quando gli è stato chiesto di prendere le parti del lavoro”.
“Gino – ricorda il segretario della Cgil – si vantava di avere in tasca solo due tessere: quella dell’Anpi e quella onoraria della Fiom Cgil, che gli era stata consegnata nel 2004 a Livorno. L’ultima manifestazione pubblica che abbiamo fatto insieme è stata quella del 25 aprile 2018 a Monte Sole di Marzabotto, davanti a migliaia di persone. E in quell’occasione Gino con forza ribadì di essere contro tutte le guerre, senza se e senza ma, e che il nostro impegno doveva puntare a cancellare la guerra come strumento di regolazione dei rapporti tra gli Stati e le persone”.
“Gino ci ha insegnato – conclude Landini – che il diritto ad essere curati deve essere universale, che proteggere la vita delle persone è compito fondamentale di ogni democrazia e che per questo la parola profitto è incompatibile con una vera sanità pubblica. Caro Gino grazie per tutto ciò che hai saputo fare e per averci insegnato ad essere partigiani. Sempre”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil
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