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martedì 28 settembre 2021

Infortuni lavoro: Cgil, Governo dia seguito impegni assunti ieri

“Il Governo dia immediatamente seguito agli impegni assunti ieri. Non possiamo continuare a piangere ogni giorno vittime sul lavoro”. Così, in una nota, la Cgil Nazionale dopo la morte di due operai di una ditta esterna deceduti in un deposito di azoto della sede dell’ospedale Humanitas a Pieve Emanuele nel Milanese, e la morte di un altro lavoratore caduto da un’impalcatura in un’officina meccanica a Nichelino nell’hinterland di Torino.

“Si deve agire al più presto – prosegue la Confederazione guidata da Maurizio Landini – con un piano di assunzioni nell’Ispettorato del lavoro e nei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro. Occorre prevedere un obbligo formativo per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Inoltre, le aziende appaltanti che non rispettano le norme sulla sicurezza devono essere escluse dalle gare di appalto”.

“Infine – conclude la nota – in caso di violazioni non sono sufficienti sole le sanzioni ma vanno sospese tutte le attività produttive fino a quando le imprese non si siano messe in regola”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 11 maggio 2021

Lavoro: Landini, sicurezza emergenza nazionale, subito “Accordo” tra governo e parti sociali

Arrivare subito alla definizione di un “Accordo per la sicurezza” tra governo e parti sociali, fare assunzioni mirate nei servizi pubblici per garantire più prevenzione, ispezioni e controlli, condizionare le risorse del PNRR destinate alle imprese e alle aziende al rispetto dei contratti e di tutte le norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, fino ad arrivare ad una vera e propria patente a punti. Sono queste le principali richieste che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha avanzato al tavolo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si è tenuto con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i vertici di Cgil, Cisl e Uil.

“Quella degli incidenti e dei morti sul lavoro – ha sottolineato il leader della Cgil – è una vera e propria emergenza nazionale. È necessaria una strategia sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per dare finalmente risposte adeguate. Strategia che deve essere finanziata anche con il PNRR e i fondi per la coesione europei e nazionali. Le risorse destinate alle imprese e alle aziende devono, però, essere condizionate al pieno rispetto delle garanzie di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla regolarità contrattuale e alla legalità”.

Per il segretario generale della Cgil, “per superare l’emergenza è necessario fare rapidamente assunzioni mirate nei servizi pubblici per aumentare la prevenzione attraverso più formazione, ispezioni, controlli e una maggiore ricerca sulla sicurezza. E’ inoltre necessario rafforzare la rappresentanza sindacale dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro e valorizzare la contrattazione come misura di prevenzione”.

Landini, infine, ha rilanciato la proposta di una patente a punti per le imprese, come strumento di controllo “sulla regolarità e il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la legalità e l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 10 maggio 2021

Sicurezza: Cgil, Cisl e Uil, mercoledì 12 maggio Assemblea nazionale “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”

“Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”. 

Questo il monito che Cgil, Cisl e Uil lanceranno mercoledì prossimo, 12 maggio, nel corso della Assemblea nazionale a cui parteciperanno i segretari generali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, delegati e rappresentanti per la sicurezza. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta dalle ore 10 alle ore 12.30 sui siti istituzionali e sulle pagine Facebook dei tre sindacati confederali.

“È bastato che la morsa della pandemia allentasse lievemente la sua presa e consentisse di riprendere in

giovedì 23 luglio 2020

Incidenti lavoro: Landini, Il tempo del solo cordoglio è finito, bisogna agire e farlo subito

“Il tempo del solo cordoglio è finito, bisogna agire e farlo subito. Non è possibile che appena si riaprono i cantieri si torni a morire e che ci siano lavoratori usciti di casa senza farci più ritorno. Tutto ciò non era accettabile prima del ‘lockdown’, lo è ancor meno oggi”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dopo l’ennesimo incidente mortale sul lavoro verificatosi nella giornata di oggi. 
 “La crisi sanitaria – prosegue il leader della Cgil – sta lasciando il posto a una vera e propria ‘emergenza sicurezza’. La ripresa delle attività non può e non deve mettere a rischio l’incolumità di chi lavora. Sulla sicurezza bisogna investire, proprio per evitare gli incidenti e salvaguardare la salute e l’incolumità di operai, trasportatori, edili. Al lavoro vanno garantiti diritti, sicurezza, tutele proprio perché il lavoro non è una merce qualsiasi”. 
 “Dovremmo invece essere capaci, tutti, – conclude Landini – di cogliere la sfida che il Coronavirus ha posto. Occorre ricostruire un diverso equilibrio e una gerarchia di valori. La vita umana, la centralità delle persone, il lavoro come dignità. E’ necessario ripartire da qui. E allora bisogna intensificare i controlli nei luoghi di lavoro, introdurre la patente a punti sulla sicurezza per le aziende e applicare senza se e senza ma le sanzioni penali previste nel nostro ordinamento”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 5 novembre 2019

Anmil, la strage sul lavoro continua

“Lo straordinario sacrificio dei Vigili del fuoco, intervenuti stamattina per un soccorso nella palazzina di Alessandria, non sarà neppure raccolto fra i dati Inail, per poter sottolineare, ancora una volta, quanto sia grave il fenomeno degli infortuni sul lavoro che, nonostante le numerose enunciazioni del governo, ancora non vede prendere dei provvedimenti forti e determinati per evitare che altre famiglie piangano per tragedie ingiuste”, dichiara il presidente nazionale Anmil, Zoello Forni.
“Ci stringiamo alle famiglie di questi tre eroi, Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido, che, come tanti altri colleghi del corpo dei pompieri, affrontano quotidianamente rischi e pericoli di straordinaria portata e la politica dei tagli operata dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni, ha tenuto in scarsa considerazione questa categoria che opera per la salvaguardia della salute e della vita dei cittadini, abbassando fortemente le loro condizioni di sicurezza, a partire da una riduzione degli organici, oltre a una dotazione di mezzi usurati e tecnologicamente non adeguati”, osserva Forni.
“Fra i Vigili del fuoco, come negli altri corpi che operano per la sicurezza dei cittadini, si rileva da più parti un profondo scoramento e proprio ieri, a Viareggio (LU), due Vigili urbani e un

martedì 1 ottobre 2019

Incidenti lavoro: Landini, basta frasi e impegni di circostanza, ora fatti concreti

“A nome mio e di tutta la Cgil, esprimo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell’operaio che ha perso la vita sul lavoro stanotte nello stabilimento Fca di Cassino”. Così il segretario generale, Maurizio Landini.
“Oggi – aggiunge il leader della Cgil – non servono davvero frasi e impegni di circostanza. Il governo ha finalmente avviato con i sindacati un confronto sul tema della sicurezza che adesso deve dare risposte ai lavoratori. Servono investimenti in formazione, prevenzione e controlli”.
“La magistratura – conclude Landini – appurerà cause e dinamiche di questa ennesima tragedia, ma il mondo del lavoro adesso pretende fatti concreti che evitino il ripetersi di simili drammi”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 12 settembre 2019

Incidenti lavoro: Cgil, Flai, sicurezza sia priorità, non si può morire di lavoro nel XXI° secolo

“Il gravissimo incidente mortale sul lavoro avvenuto in una azienda di allevamento in provincia di Pavia, il pesante bilancio di quattro morti, ci riporta a quello che è un quotidiano bollettino di una guerra non dichiarata, quella dei morti sul lavoro. Nello stringerci alle famiglie delle vittime e nell’attesa di capire la dinamica dell’incidente, torniamo a denunciare con forza la poca attenzione al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Serve prevenzione, e quindi, formazione, serve una vera cultura della sicurezza da parte delle aziende e di tutte le istituzioni preposte ai controlli”. Lo dichiarano in una nota congiunta Cgil nazionale, Flai Cgil nazionale, Cgil Lombardia e Flai Cgil Lombardia.
“Non si può, come ancora troppo spesso accade, continuare a considerare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un costo o un mero adempimento normativo e seguitare a morire di lavoro nel ventunesimo secolo. Come sindacato ci battiamo da tempo su questo difficile versante, scontrandoci spesso con un muro di gomma di indifferenza e poca attenzione, crediamo, invece, che a fronte di lavori spesso poveri, poco tutelati, con appalti e subappalti, il tema della salute e sicurezza debba rappresentare una priorità e un diritto irrinunciabile per ogni lavoratore, che dopo una giornata di lavoro deve poter far ritorno a casa”.
“Infine – concludono Cgil nazionale, Flai Cgil nazionale, Cgil Lombardia e Flai Cgil Lombardia – rivendichiamo l’immediata costituzione di un tavolo per costruire politiche condivise per contrastare questo dramma”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 26 luglio 2019

Inail: Landini, assurdo e inaccettabile continuare a morire come cinquant’anni fa

“È assurdo e non più accettabile continuare a morire come cinquant’anni fa. Siamo dinanzi a un dramma: aumentano i morti sul lavoro, gli infortuni e le malattie professionali. La salute e la sicurezza è considerata ancora un costo e non si investe in termini pubblici sulla prevenzione”. Così in una nota il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in merito ai dati presentati quest’oggi dal presidente dall’Inail, Massimo De Felice.
“Purtroppo – prosegue – anche in questo campo c’è un problema di carenza di investimenti, e quando ciò accade prevale l’idea che pur di lavorare va bene qualsiasi condizione, questo non è assolutamente accettabile”. “Le imprese devono cambiare registro e iniziare a investire su prevenzione e sicurezza, mentre le Istituzioni pubbliche su controlli, ispezioni e nei servizi di medicina del lavoro. Contemporaneamente – conclude Landini – c’è bisogno di favorire una cultura della sicurezza, ostacolata oggi anche dalle condizioni precarie di lavoro”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 10 maggio 2019

Morti su lavoro : Cgil, Cisl, Uil, su sicurezza richiesto incontro a Di Maio, ma ancora nessuna convocazione

“Si continua a morire sui posti di lavoro, ancora in questi giorni assistiamo con sgomento ad una strage continua ed inesorabile. Abbiamo chiesto ripetutamente un incontro al Ministro Luigi Di Maio, ma ancora non siamo stati convocati. Non si può perdere altro tempo, è necessario intervenire con decisione per comprendere le criticità e trovare soluzioni efficaci in termini di investimenti sulla prevenzione e sulla formazione, rilanciando un tavolo congiunto di confronto tra il Governo e le Parti Sociali”. 
È quanto dichiarano in una nota unitaria i Segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini, Silvana Roseto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 5 marzo 2019

Incidente piattaforma: Cgil, indignazione e cordoglio, serve strategia nazionale

“Esprimiamo profondo cordoglio ai familiari dell’operaio di 63 anni morto nell’incidente di oggi sulla piattaforma petrolifera ‘Barbara F.’ al largo di Ancona, e siamo vicini agli operai rimasti feriti. Siamo addolorati, ma anche profondamente indignati: non possiamo assistere a queste tragedie, si individuino ora le responsabilità di quanto accaduto”. Così, in una nota, la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori.
Per la dirigente sindacale “occorre una strategia nazionale e interdisciplinare contro gli infortuni. Al Governo chiediamo di applicare interamente la normativa vigente su sicurezza e la salute, e agli Enti preposti di intensificare i controlli affinché drammi come quelli di oggi non si ripetano”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 3 aprile 2018

Esplosione Treviglio: Cgil, vicinanza e cordoglio a famiglie vittime

“Anche nel giorno di Pasqua, purtroppo, si lavora e si muore. L’incidente avvenuto questa mattina in un’azienda di mangimi a Treviglio nel Bergamasco, che è costato la vita a due operai, conferma la preoccupante inversione di tendenza sul versante della sicurezza nei luoghi di lavoro, che si registra ormai da alcuni mesi. È tempo che tutti, a partire dalle istituzioni, facciano la loro parte”. È quanto si legge in una nota della Cgil.
“Siamo vicini ed esprimiamo il nostro cordoglio – prosegue la nota – alle famiglie che hanno perso i lori cari e ai loro colleghi. Chiediamo che venga al più presto fatta chiarezza sui motivi dell’incidente e che eventuali responsabilità e negligenze siano colpite con il massimo rigore”.
“Cgil, Cisl e Uil – conclude la nota – per rilanciare l’impegno di tutto il mondo del lavoro, dedicheranno la manifestazione nazionale del Primo maggio, che si svolgerà quest’anno a Prato, al tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 17 gennaio 2018

Incidente Milano: Camusso, la sicurezza prima di tutto

“Dieci anni fa la Thyssen a Torino, ieri la Lamina a Milano, due stragi sul lavoro che lasciano inorriditi. Il fatto che possano continuare ad esserci delle stragi sul lavoro dovrebbe essere un’ossessione, un elemento di lutto nazionale, una dimensione che non può essere relegata a cronache quasi ordinarie”. Così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1.
“Quando accadono tragedie come queste e non se ne riescono a capire le cause – prosegue Camusso – è evidente un accumulo di disattenzione sul tema della sicurezza sul lavoro che si è man mano determinato. L’orrore è dato anche dalla sensazione che queste morti siano figlie del fatto che si considera sempre la sicurezza come uno dei tanti costi della produzione e non come la salvaguardia della vita delle persone, del loro diritto di uscire di casa la mattina sapendo che torneranno integri la sera”.
“In queste circostanze – aggiunge il segretario della Cgil – si rischia di dire cose che purtroppo si ripetono ad ogni tragedia e questo determina anche un senso di frustrazione e inutilità, ma questa dovrebbe essere anche l’occasione per provare a cambiare stagione ed affrontare seriamente il tema della sicurezza, perché la sicurezza delle persone deve venire prima di tutto”.
“I dati relativi alle morti e agli incidenti sul lavoro dello scorso anno e dei primi giorni di quello in corso – sottolinea Camusso – dimostrano come l’età media delle vittime sia sempre più elevata. Occorre quindi interrogarsi su quanto pesi il fatto che si trascuri l’invecchiamento dei lavoratori nei luoghi di lavoro”.
“Vogliamo stringerci ai famigliari delle vittime – conclude Camusso – manifestare loro tutta la nostra attenzione, tutto il nostro affetto per un dolore profondissimo, ma vorremmo anche promettergli che i loro cari non saranno morti invano, ma che determineranno delle scelte differenti e soprattutto una diversa attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro.”
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 9 ottobre 2017

Infortuni: Cgil, per sicurezza investire in lavoro di qualità e formazione

“La morte dei due operai caduti nella cisterna della diga Furore di Naro ripropone la gravità dell’inversione di tendenza rilevata dai recenti dati sugli infortuni nei luoghi li lavoro”. Così in una nota il segretario confederale della Cgil Franco Martini.
“È ancor più grave – prosegue il dirigente sindacale – che questa inversione si stia verificando in presenza dei primi segnali di ripresa produttiva. Ciò significa che l’innovazione e la qualità del lavoro, di cui la sicurezza è indice fondamentale, non rappresenta la scelta prioritaria e diffusa”.
Per il segretario confederale “le norme esistono, occorre però un massiccio investimento per il loro rispetto, a partire dai controlli. Non possono più essere trasferite risorse pubbliche alle imprese, qualunque siano le loro forme, senza rendere vincolante l’obbligo della formazione in materia di sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro”. “Occorre – prosegue – intervenire drasticamente nel settore degli appalti per superare la logica del massimo ribasso e attuare rigorosamente la norma sulla responsabilità solidale”. Infine “le forme di lavoro prevalenti – sottolinea il dirigente sindacale – non possono essere i contratti a termine, poichè disincentivano la formazione e gli investimenti in sicurezza”.
“Sono strade – conclude Martini – che possono essere percorse fin da subito da Governo, Istituzioni regionali e locali, imprese, insieme all’iniziativa congiunta dei sindacati e alla contrattazione a tutti i livelli. In particolare, chiediamo al Governo la convocazione di un incontro con parti sociali e istituti che hanno competenze in materia di sicurezza, per una verifica congiunta sulle iniziative da adottare per favorire i controlli”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 29 novembre 2016

Incidente mortale Messina: Cgil intollerabile quanto accaduto, si intervenga, molte norme inapplicate

“Oggi piangiamo un numero inaccettabile di persone che hanno perso la vita mentre lavoravano, siamo vicini alle loro famiglie e pretendiamo giustizia e verità dalle autorità preposte. Il ministro Poletti, che ha invitato ad intensificare l’impegno per la prevenzione, cominci a dare il buon esempio: si può completare la normativa sui porti, si possono intensificare e razionalizzare i controlli, si può intervenire in maniera efficace e tempestiva”. Così Sebastiano Calleri, responsabile Salute e Sicurezza della Cgil nazionale, in seguito a quanto accaduto questo pomeriggio nel porto di Messina, dove quattro operai hanno perso la vita a bordo di un traghetto.
“Il settore dei porti e della navigazione – spiega Calleri – è uno di quelli in cui in Italia si registra un altissimo numero di incidenti di elevata gravità. Ciò è dovuto alle particolari lavorazioni che si effettuano e alle difficili condizioni in cui queste avvengono. Ma – conclude il dirigente sindacale – è inutile cercare di nascondere all’opinione pubblica che questo succede a causa di un insieme di misure volontariamente non applicate dai datori di lavoro e di una normativa per le attività portuali farraginosa che, a ben nove anni dall’approvazione del D.Lgs 81, non risulta ancora attuata completamente”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 19 settembre 2016

Lavoro: Cgil, grave e inaccettabile due morti in poche ore

“La morte di due operai nel giro di poche ore è un fatto grave e inaccettabile che non può trovare giustificazioni. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità per il nostro Paese”. Così la Cgil in una nota dopo la morte dei due operai che questa mattina hanno perso la vita all’Ilva di Taranto e in un deposito di rimessaggio di treni dell’Atac di Roma. “Episodi che si sono verificati – sottolinea il sindacato – a distanza di soli due giorni dalla morte di un altro operaio a Piacenza”.
La Cgil esprime “cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e ai loro colleghi di lavoro” e “chiede alle autorità competenti di fare presto chiarezza su quanto si è verificato per accertare tutte le responsabilità”.
“In ogni caso – conclude il sindacato di Corso d’Italia – non si può e non si deve morire di lavoro. Un operaio che muore sul luogo di lavoro rappresenta sempre una sconfitta per tutto il Paese. Per questo il tema delle condizioni di lavoro, della sicurezza e della salute e prevenzione devono tornare al centro dell’agenda politica nazionale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 9 maggio 2016

Incidenti lavoro: Cgil, ennesima vittima, Governo intervenga

“Esprimiamo cordoglio e vicinanza ai familiari del lavoratore che ha perso la vita questa mattina in un laboratorio per la lavorazione del marmo a Massa. Un’altra inacettabile morte sul lavoro, a meno di un mese dall’incidente sulle Apuane, dove morirono due cavatori travolti da una frana”. Così il segretario confederale Cgil Fabrizio Solari.
“Sono onestamente preoccupato – aggiunge il dirigente sindacale – per l’aumento degli infortuni gravi e mortali, che come certifica l’Inail sono cresciuti del 16% rispetto all’anno scorso. L’edilizia, nonostante la contrazione occupazionale dovuta alla crisi, è uno dei settori più colpiti”. “Una delle cause principali di questa ascesa – spiega Solari – è l’innalzamento dell’età pensionabile: nel solo comparto delle costruzioni, in cui i lavori sono particolarmente usuranti, in questi primi mesi del 2016 su 37 vittime il 32% aveva più di 55 anni”.
“Dobbiamo ricordarci – prosegue il segretario confederale – che i lavori non sono tutti uguali. Nonostante l’esperienza e la professionalità acquisite, lavorare in laboratorio per la lavorazione del marmo a 61 anni, come la vittima di oggi, non può che aumentare i rischi di un’attività già di per sé pericolosa. Attendiamo quindi dal Governo misure concrete in tutti gli ambiti per arginare un fenomeno francamente non più tollerabile”, conclude Solari.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 28 luglio 2015

Drammatico bilancio di morti per infortunio sul lavoro

CGIL CISL e UIL di Brescia esprimono   la più profonda partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime dell'infortunio nell'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio a Modugno in provincia di Bari e si stringono ai colleghi e a tutti i lavoratori e lavoratrici colpiti dall'ennesima tragedia sul lavoro. A soli pochi giorni dalla morte di un operaio colpito dal getto di una pompa idraulica mentre era impegnato nella pulizia delle cisterne al Petrolchimico di Porto Marghera, altri 8 operai con il titolare dell'impresa perdono la vita in modo atroce. 
CGIL CISL e UIL confidano nell'inchiesta della magistratura perché si possa presto fare chiarezza sulle cause dell’incidente e sul rispetto delle misure di sicurezza. Denunciano l'ampia area di violazione delle norme vigenti in materia di prevenzione e tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori e delle lavoratrici nei diversi settori produttivi, aumentata anche per effetto della crisi economico-finanziaria.
Il   peggioramento   delle   condizioni   di   lavoro   trova   conferma   nella Relazione   2015 pubblicata dall'INAIL all'inizio di questo mese dove i numeri degli infortuni e delle Malattie risultano in aumento, tanto più negli ambiti la cui pericolosità è nota per rischi di esplosione, di caduta dall'alto e, più in generale, laddove i lavori assegnati rientrano nella filiera degli appalti basati sul massimo ribasso. 
La sicurezza e la prevenzione anziché essere considerate come un investimento che oltre a salvare le vite è strategico per qualificare il lavoro e rilanciare l'economia, per scarsa considerazione e lungimiranza  da  parte    di un numero ancora elevato  di imprese, enti e istituzioni, continua ad essere considerato un costo da comprimere. 
Contro questa deriva CGIL CISL  UIL di Brescia rivendicano il rispetto delle norme in materia di Salute e Sicurezza, la messa a bilancio di investimenti da parte delle imprese e lo sviluppo delle attività di Prevenzione e Sorveglianza con adeguato aumento degli organici negli enti preposti.

LAVORATORI E LAVORATRICI  CI UNIAMO AL DOLORE  DEI  FAMILIARI  E DELLA COMUNITA'  PUGLIESE  DENUNCIANDO  L'INDIFFERENZA  SUI  RISCHI SUL LAVORO E RIVENDICANDO   PIU'  PREVENZIONE E SICUREZZA.

CGIL                    CISL                   UIL
BRESCIA

giovedì 6 dicembre 2012

ThyssenKrupp: Camusso, i sette operai morti, un monito per tutti

“Sono passati cinque anni dal gravissimo incidente che causò la morte di sette operai dello stabilimento della ThyssenKrupp di Torino. Il loro ricordo, le condizioni di lavoro e lo stato di insicurezza in cui persero la vita devono essere un severo monito per tutti. In questo siamo confortati dall’operato della magistratura che ha severamente e coraggiosamente sanzionato i comportamenti dell’azienda con una storica sentenza”. Lo afferma il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso a cinque anni dall'incendio che causò la morte di sette operai dello stabilimento siderurgico.
“Li ricordiamo ancor più oggi - spiega Camusso - dopo l'incidente costato la vita a un lavoratore a Taranto e ai gravi problemi ambientali e di salute che quello stabilimento dell'Ilva ha prodotto e produce nella città pugliese. Oggi più che mai dobbiamo essere consapevoli che nessuna ragione economica può mettere in secondo piano la sicurezza, l'ambiente e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Alle loro famiglie e ai loro compagni di lavoro rinnoviamo in questa ricorrenza la nostra solidarietà e la nostra vicinanza”
Ricorre oggi il quinto anniversario del rogo alla ThyssenKrupp in cui morirono sette lavoratori.
Fiamme nella notte. Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 otto operai dello stabilimento di Torino vengono investiti da un getto di olio bollente in pressione che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118 che trasferiscono i feriti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno le altre sei persone ferite in modo gravissimo dall’olio bollente: sono Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.
Unico superstite. Degli operai coinvolti nell’incidente, l’unico superstite e testimone oculare è Antonio Boccuzzi: lavora alla Thyssen da 13 anni, è un sindacalista e avrà un ruolo determinante nell'inchiodare