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giovedì 16 maggio 2013

Camusso: «Caro ministro del Lavoro basta con gli annunci, convochi le parti sociali» - Fonte: Susanna Camusso su Corriere della Sera


Signor ministro del Lavoro Enrico Giovannini, leggiamo di continuo suoi annunci di interventi sul lavoro, sulle pensioni, di programmi sull'occupazione giovanile. Dichiarazioni che si susseguono indicando orizzonti difficili da comprendere. Lei stesso ha asserito che gli investitori hanno bisogno di stabilità e certezze.
Pensi di quanta ne avrebbero bisogno le persone che dipendono dagli annunci che il governo propone in sequenza sul lavoro e sulle emergenze sociali, non per investire su un progetto di vita, come in epoca di crescita sarebbe auspicabile, ma sulla sopravvivenza in un tempo di crisi ancora molto profonda.
Dire, ad esempio signor ministro, che gli ammortizzatori in deroga sono una priorità e vanno rifinanziati è un obiettivo giusto su cui da mesi i sindacati si mobilitano e continuano anche in queste ore a farlo. Ipotizzare però di trovare solo un terzo, o forse la metà, delle risorse necessarie per garantire il diritto a tutti coloro che potrebbero averne titolo da altri capitoli delle politiche per il lavoro, come la formazione continua e la produttività, non dà maggiori certezze né alle persone, né ai lavoratori. Tantomeno alle imprese che, data l'ambiguità degli stanziamenti, potrebbero decidere di ricorrere ai licenziamenti.
Le chiediamo, signor ministro, se non fosse stato più proficuo convocare le parti sociali e insieme a loro discutere della quantità di risorse necessarie, di dove attingerle e su quali titoli delle «emergenze»

mercoledì 27 febbraio 2013

Rassegna Stampa: Per battere la crisi le Pmi si affidano al contratto di rete

ROMA. Operare in rete fa bene alle piccole imprese: migliora le performance produttive, aumenta il fatturato, tagliai costi, allenta addirittura lo stretto rubinetto del credito bancario, si rivela insomma un antidoto efficace alla crisi.
Il 38,5% delle aziende che hanno sottoscritto un contratto di rete, segnala un incremento del fatturato, il 33,3% un aumento degli investimenti
Ancora più ottimiste le imprese che da meno di un anno agiscono «in rete»: la metà di esse prevede di aumentare fatturato e investimenti; quasi una su quattro (24,8%) segnala una diminuzione dei costi di produzione.
Sono questi alcuni degli incoraggianti risultati di un’indagine del ministero dello Sviluppo economico su un campione di imprese aderenti ai contratti di rete, indagine pubblicata nella relazione annuale del Garante per le micro, piccole e medie imprese, Giuseppe Tripoli.
Per oltre un terzo delle imprese, aver aderito a un contratto di rete ha comportato il vantaggio di avere accresciuto il proprio knowhow e migliorato le proprie relazioni commerciali. Non solo. Allo sportello bancario per ottenere credito, la partecipazione a un contratto di rete è considerata un «plus» di merito e fa diminuire tassi, richieste di garanzia mentre apre i rubinetti del credito. Ma cosa sono i contratti di rete? Si tratta forme di aggregazione istituite per legge nel 2009, che consentono ad aziende anche geograficamente lontane di operare insieme (mantenendo però autonomia giuridica e operativa), condividere knowhow, investire in ricerca, avviare strategie di sviluppo nei mercati esteri.
Tutte attività che le imprese, soprattutto se piccole, da sole non riuscirebbero a realizzare.
In poco più di due anni (da marzo 2010 a novembre 2012) sono stati realizzati 523 contratti di rete che

mercoledì 21 dicembre 2011

L'articolo 18 tra fatti e propaganda di Carlo Clericetti su Repubblica

Il fatto che in una situazione economica drammatica come quella che stiamo vivendo si senta il bisogno di riaccendere lo scontro sociale tentando di nuovo l'affondo contro l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è quantomeno stupefacente. Conviene ricapitolare di che cosa si sta parlando, perché c'è il rischio, nel tourbillon delle polemiche, di dimenticare l'esatto motivo del contendere.
Chi dice che "in Italia non si può licenziare" mente sapendo di mentire. L'articolo 18 vieta esclusivamente i licenziamenti individuali, cioè di quella particolare persona, "senza giusta causa o giustificato motivo". Qualora ciò avvenga si può ricorrere al giudice del lavoro che, se non riscontra la giusta causa, dispone il reintegro nel posto di lavoro; altrimenti il licenziamento resta valido. Nei ruggenti anni '70 i magistrati tendevano a dar quasi sempre ragione al lavoratore, anche contro l'evidenza dei fatti (colpa comunque non della norma in sé, ma di come era applicata). Ma l'aria è cambiata da un pezzo, tanto nel paese che tra i magistrati, e oggi l'esito di queste cause non è affatto scontato. Quindi, licenziare una persona si può, se ci
sono giusta causa o giustificato motivo.
Lo Statuto dei lavoratori si applica soltanto nelle aziende che abbiano più di 15 dipendenti, quindi riguarda circa la metà dei lavoratori dipendenti. E' stato affermato più volte, in passato, che questo

giovedì 20 gennaio 2011

In Italia, una donna su due non ha lavoro e non lo cerca

L'Italia non è un paese in salute, soprattutto per giovani e donne: una su due non ha lavoro e ha anche rinunciato a cercarlo. Stesso destino per un giovane su cinque: non studia e anche lui ha rinunciato a cercare un posto di lavoro. E' la fotografia con molti toni grigi che descrive come sta andando il paese, come risulta da oltre 100 statistiche tra aspetti demografici ed economici, culturali e sociali. Si chiama "Noi Italia" ed è un dossier curato dall' Istat, (clicca qui per la versione integrale). In Italia, quindi, un giovane su cinque non studia, nè lavora: i ragazzi «non più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un'attività lavorativa, sono poco più di due milioni, il 21,2% tra i 15-29enni (anno 2009), la quota più elevata a livello europeo». Il tasso di inattività femminile italiano nel 2009 (48,9%), è stato il secondo più alto dell'Ue a 27, inferiore solo a quello di Malta.
NEL SUD IRREGOLARE UN LAVORATORE SU 5 - «La quota di unità di lavoro irregolari è pari all'11,9%. Nel Mezzogiorno può essere considerato irregolare quasi un lavoratore su cinque; nell'agricoltura circa uno su quattro». Altra immagine di un paese che non va, sempre presa dal rapporto "Noi Italia" . La quota del sommerso, così, si mantiene «abbastanza rilevante», spiega l'Istituto, «confermando il dato del 2007, in lieve calo rispetto al biennio 2005-2006». La Regione con la quota più alta è la Calabria (26,6%), mentre quella con la percentuale più bassa è l'Emilia Romagna (8,5%).
IN CALO OMICIDI, FURTI E RAPINE - Con 1,10 omicidi ogni 100 mila abitanti, l'Italia si colloca al di sotto della media calcolata sul complesso dei 27 paesi Ue, pari a 1,30 omicidi (2008). Il fenomeno è in

TELECOM ITALIA: I PICCOLI AZIONISTI DEVONO SAPERE

Telecom Italia ha già versato 400 milioni all'erario per la vicenda Sparkle (presunta frode fiscale, su cui l'ex Ad di Fastweb, Scaglia, si è fatto alcuni mesi di prigione) e rischia ora di pagare altre centinaia di milioni a causa della sua passata gestione, che avrebbe lasciato mano troppo libera alla Security (il caso Tavaroli-Sismi, per intenderci). Non si sa a quanto salirà il conto, ma presumibilmente a ben di più di 500 milioni. E rimane l'impressione che nell'impresa succedesse di tutto senza che i vertici sapessero alcunché (vero o falso? lo diranno i magistrati).
A metà dicembre il Cda di Telecom Italia (con il voto contrario del consigliere indipendente Zingales) decide di non chiedere i danni agli amministratori precedenti. Con più di mezzo miliardo in ballo e un’immagine pesantemente compromessa, pare una decisione incredibile. Ma il Cda non dovrebbe fare gli interessi degli azionisti? E in che senso tali interessi sono tutelati dalla decisione del Cda di proteggere gli ex amministratori?
Si parla spesso di capitalismo consociativo, di reti di interessi che legano comunque le società (e chi siede nei consigli) ben oltre gli effettivi legami azionari, ed evidentemente anche quando i legami azionari si sono sciolti.
È stato un bruttissimo episodio, sul quale abbiamo taciuto nella speranza che succedesse qualcosa. Ma evidentemente la cosa sta bene a troppi. E non emergono le ragioni della decisione, e neppure i documenti che giustificherebbero la decisione stessa. Brutto momento per la tutela degli investitori. Brutto per la trasparenza dei mercati azionari.
C'è solo un modo con cui il Cda può fugare il dubbio di voler con una mano lavare l'altra: coprendo le malefatte di passate e presenti gestioni: renda pubblici i rapporti sulla gestione precedente sulla base dei quali ha preso la sua decisione. I piccoli azionisti hanno diritto di sapere.
Fonte: Tito Boeri e Carlo Scarpa - LaVoce.info

La Cgil: "Con 100 mila assunzioni lo Stato risparmierebbe 500 milioni"

Per ottenere una cattedra fissa i precari della scuola si rivolgono al giudice e la Cgil fa sapere che lo Stato addirittura se ne avvantaggerebbe. Basterebbe infatti assumere definitivamente 100 mila precari della scuola per risparmiare in tre anni 500 milioni di euro. Sì, esattamente mezzo miliardo. Secondo la Flc Cgil, per mantenere in piedi il complesso meccanismo delle graduatorie dei supplenti, che sfornano annualmente migliaia di docenti itineranti, lo Stato spende più di quanto spenderebbe se gli stessi venissero stabilizzati.
Per questo motivo il sindacato lancia l'"Operazione 100 mila", attraverso la quale chiede al governo di assumere a tempo indeterminato 60 mila docenti e 40 mila Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) nel prossimo triennio. Intanto, corre velocemente verso quota 20 mila il numero di precari della scuola che stanno aderendo alla class action promossa dal Codacons contro il ministero dell'Istruzione, per chiedere la trasformazione a tempo indeterminato del contratto a tempo determinato svolto per anni.
La tesi del sindacato di via Serra sui risparmi in caso di stabilizzazione dei precari, al momento, non è stata oggetto di nessuna smentita da parte di viale Trastevere. Segno che nei conteggi effettuati dalla Cgil c'è qualcosa di vero. "Il ministro Gelmini ha sempre giustificato la politica fin qui praticata dal governo adducendo motivi di incompatibilità economica e di risparmio... ma è davvero un risparmio per lo Stato nominare personale a tempo determinato fino al 30 giugno?", si chiede provocatoriamente la Flc Cgil. "La risposata è no: lo Stato risparmierebbe nel caso contrario". E spiega perché.
Per un supplente fino al termine delle lezioni (il 30 giugno), e in Italia ce ne sono circa 100 mila l'anno, lo Stato sborsa più di quanto spende per un supplente annuale, con incarico fino al 31 agosto. Nel primo caso,

giovedì 4 novembre 2010

CGIL, Susanna Camusso è il nuovo Segretario Generale

Susanna Camusso
Con 125 sì, 21 no e 12 astenuti, il Comitato Direttivo della CGIL ha eletto oggi Susanna Camusso Segretario Generale al posto di Guglielmo Epifani. Su 162 membri del Direttivo hanno votato in 158, ovvero il 97,5%. I voti favorevoli alla Camusso, fino a ieri Vicesegretario e Segretario Generale designato dallo stesso Epifani, sono stati il 79,1% del totale. La percentuale dei no si attesta sul 13,3%, mentre la percentuale degli astenuti è pari al 7,6%. Per la prima volta nella storia centenaria della più grande organizzazione sindacale italiana, la CGIL ha una donna come Segretario Generale.
Un lungo e commosso applauso ha salutato la notizia dell’elezione che è stata data da Morena Piccinini, attuale presidente dell’INCA ed ex Segretario Confederale. In piedi la sala di via dei Frentani ha dato il benvenuto al suo nuovo Segretario e ha salutato, con un applauso prolungato il Segretario uscente che ha fatto i suoi auguri convinti e sereni a Susanna Camusso, una donna al vertice del sindacato, fatto storico per la CGIL, ma anche per tutto il paese. “Con questo voto – ha detto Epifani – diamo un segnale preciso e colmiamo un ritardo che non era più accettabile proprio nel momento in cui un grande paese come il Brasile affida la sua guida ad una donna”.
Per Epifani, Susanna Camusso sarà un “grande Segretario Generale”. Ne ha tutte le qualità e saprà affrontare con forza le grandi sfide che abbiamo di fronte nel bel mezzo di una delle più gravi crisi economiche degli ultimi 80 anni. A Susanna Camusso spetta un compito difficilissimo, ma di altissima responsabilità, ha spiegato Epifani, soprattutto perché il paese ha bisogno di noi, ha bisogno della CGIL. Un sindacato che ha saputo tenere la barra dritta, è stato coerente con i suoi valori, ha saputo dare battaglia contro le divisioni che ha dovuto subire. Nel corso dei due mandati di Epifani, lo ha ricordato lo stesso Segretario uscente, la CGIL ha organizzato e gestito 12 scioperi generali (di cui tra l’altro molti unitari). Ci sono stati due Congressi, la

lunedì 18 ottobre 2010

Il valore del lavoro e la politica distante

L'ingiustizia plateale di cui è vittima il lavoro dipendente nel nostro paese - rimossa dal governo, trascurata dalla sinistra - si sta riprendendo da sola l'attenzione che le spetta.
Solo un establishment miope, che ha lucrato per decenni sulla crescita delle disuguaglianze sociali senza peraltro compensarla con alcun vantaggio per l'economia, può liquidare la piazza romana gremita di lavoratori metalmeccanici come una manifestazione di estremismo politico. Da trent'anni una distribuzione squilibrata del reddito - che a differenza da altri paesi neppure la fiscalità e il welfare riescono a correggere - provoca un'imponente decurtazione della quota di ricchezza nazionale destinata alle buste paga. E come se questo non fosse un problema, ogni rara volta che viene ipotizzato un nuovo investimento nell'apparato industriale, esso viene preceduto dalla richiesta di concessioni normative a vantaggio dell'impresa. Quasi non provenissimo da decenni di moderazione sindacale e di concessioni rimaste senza contropartita alcuna per i lavoratori.
Può sembrare antico il simbolo della Federazione Impiegati Operai Metalmeccanici della Cgil fondata nel 1901, con la ruota dentata e il martello affiancati alla penna e al compasso - ma chi lo irrideva alla stregua di un anacronismo ormai disgiunto dal malcontento operaio, ha perso la sua scommessa.
Ancora una volta si è confermato poco saggio confidare sulla divisione sindacale per edificare nuove relazioni industriali. Sono caduti nel vuoto perfino gli avvertimenti del vecchio "duro" Cesare Romiti. Peggio ancora, il ministro Maroni ha additato irresponsabilmente come pericolo pubblico la manifestazione promossa da una grande organizzazione democratica che merita il rispetto di tutti, compreso chi non ne condivide la linea sindacale. Mentre il suo collega Sacconi, novello apprendista stregone, ha sproloquiato vaneggiando di un inesistente "clima da anni Settanta".
La compostezza della protesta operaia ha fatto giustizia della linea di un governo che punta a stringere accordi con la Cisl e la Uil negando il ruolo decisivo della Cgil. Speriamo che l'amministratore ...

Indietro non si torna

A duecento metri dal Colosseo e altrettanti da piazza San Giovanni si uniscono i due cortei. Sotto la scalinata di una chiesa si incontrano e con ordine si incolonnano le parole DEMOCRAZIA e DiGNITÀ scritte maiuscolo, una persona una lettera, nessuna sigla. Piove poco. Da una casa al terzo piano la musica forte degli Inti Illimani. LAVORO e LEGALITÀ si mettono in fila scambiandosi la lettera L. El pueblo, unido. Applausi alla finestra aperta. A quelli di noi senza ombrello, tanti, i vecchi operai offrono il loro casco rosso della Fiom: tanto noi non ci ammaliamo, ridono.
Guglielmo Epifani al suo ultimo corteo da segretario, «lascio con la speranza che le cose cambino», sorriso breve e gentilmente malinconico, Susanna Camusso al suo fianco, la donna di domani, Cofferati un po' più indietro, ciao Cinese, gli dicono, il Circo Massimo sembra un secolo fa : «Bisogna tornare indietro per andare avanti», risponde lui. Come restare vicini e lontani. Vedendo questa piazza ho meno paura, dice Vendola. Vedendo questa piazza sento felicità e speranza, dice Landini il segretario Fiom che lo tiene per un braccio. Irresponsabili, provocatori quelli che hanno invocato il morto: sono ministri. Anche dal palco, Epifani e Landini: Sacconi irresponsabile. A Maroni ci pensa la piazza: manifestanti con cartello al collo, "Infiltrato". Il servizio d'ordine Fiom alla testa del corteo degli studenti. Slogan degli studenti: «Contro la precarietà esistenziale». Una moltitudine, i ragazzi. Francesco Caporali, rete Link: non siamo qui solo per solidarietà, siamo qui perché è in gioco il nostro futuro. «Sì ai diritti no ai ricatti», striscione. Pioggia più forte. Bandiere arcobaleno. «I soldi per la ricerca li fate esplodere in Afghanistan», cartello. «Il lavoro è una guerra», dice dal palco la ragazza di Emergency, applausi. Infermieri con la siringa al braccio. Ragazze zingare che ballano la danza del ventre, Valentino Parlato che guarda. Lavoratori africani di Rosarno, neri sullo striscione rosso. Le maschere bianche di Eutelia. Un trattore, vero. Berlusconi, un pupazzo: «La crisi c'è ma non per me».
Lo abbraccia il pupazzo di Bossi: «L'appetito vien mangiando». Del Pd visti Marino, Fassina, Vita. Bandiere con Berlinguer, edicole de l'Unità, uno striscione con Marx. Di Pietro coi suoi. Sotto palco Mussi, Ferrero, Diliberto. Delegazione livornese danzante: Vaini (soldi) che fa rima con casini minuscolo. Tramonto col sereno. Centinaia di migliaia di persone: nessuno le conta per far dispetto alla questura. Basta parole, ecco i fatti. Sciopero generale, chiede... Roma invasa da un mare di popolo che vuole dignità e lavoro, legalità e giustizia. Sciopero generale ripetono dal palco Landini ed Epifani. Un discorso breve, Epifani. Finisce così: «Questo comizio chiude il mio mandato: sono felice che sia in questa piazza, con la Fiom. Abbiamo discusso, litigato, ma abbiamo sempre cercato quello che ci univa. Il pluralismo è la nostra ricchezza, in questa tempesta è quello che ci dà forza e prospettiva di speranza». Grazie di questa grande manifestazione democratica e pacifica, dice anche. La violenza, avete visto signori, è roba vostra: è nei vostri volti, nei vostri gesti, nelle vostre parole. Provate a contare dalle foto aeree, siete specialisti dei "rapporti riservati": scambiateveli, pazienza se la verità non la racconterete mai. Chi c'era lo sa. L'Italia da qui indietro non torna.
Fonte: Concita De Gregorio - L'Unità

mercoledì 31 marzo 2010

Testo integrale del messaggio del Presidente Napolitano alle Camere

Palazzo del Quirinale, 31/03/2010
Testo integrale del Messaggio motivato con il quale il Presidente Napolitano ha chiesto alle Camere una nuova deliberazione sulla Legge recante: "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro".
"Onorevoli Parlamentari, mi è stata sottoposta, per la promulgazione, la legge recante: "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro".
Il provvedimento, che nasce come stralcio di un disegno di legge collegato alla legge finanziaria 2009 (Camera n.1441-quater), ha avuto un travagliato iter parlamentare nel corso del quale il testo, che all'origine constava di 9 articoli e 39 commi e già interveniva in settori tra loro diversi, si è trasformato in una legge molto complessa, composta da 50 articoli e 140 commi riferiti alle materie più disparate.
Questa configurazione marcatamente eterogenea dell'atto normativo - che risulta, del resto, dallo stesso titolo sopra riportato - è resa ancora più evidente da una sia pur sintetica e parziale elencazione delle principali materie oggetto di disciplina: revisione della normativa in tema di lavori usuranti, riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero della salute, regolamentazione della Commissione per la vigilanza sul doping e la tutela della salute nelle attività sportive, misure contro il lavoro sommerso, disposizioni riguardanti i medici e professionisti sanitari extracomunitari, permessi per l'assistenza ai portatori di handicap, ispezioni nei luoghi di lavoro, indicatori di situazione economica equivalente, indennizzi ...