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martedì 15 giugno 2021

Lavoro: Cgil, Cisl e Uil, il 26 giugno manifestazioni nazionali a Torino, Firenze e Bari

Cgil, Cisl e Uil proseguono con il percorso di mobilitazione iniziato circa un mese fa e organizzano per sabato 26 giugno, tre manifestazioni nazionali nelle città di Torino, Firenze e Bari che vedranno la partecipazione, rispettivamente, del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, e del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri.  
“Il nostro Paese sta vivendo una delicata fase di transizione – fanno sapere in una nota Cgil, Cisl e Uil -. La crisi pandemica ha arrestato in parte la sua corsa, grazie anche alla campagna vaccinale in atto, ma a preoccuparci al pari dell’espansione del virus è la ripresa economica che deve essere il faro per la massima coesione sociale, in grado di creare lavoro stabile e sicuro, a partire dai giovani, dalle donne e dal Mezzogiorno. Nel Decreto Sostegni – spiegano – non vi è contezza e condizione per affermare che ci siano i presupposti necessari a tutto ciò, non dimenticando che tale Decreto prevede la fine del blocco generalizzato dei licenziamenti dal 1° luglio 2021 e l’assenza di adeguate politiche industriali capaci di valorizzare a pieno gli investimenti e i contenuti del PNRR”.
“Durante questi lunghi mesi di pandemia – sottolineano le tre confederazioni – abbiamo sempre avanzato proposte e chiesto con tenacia la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. Tali azioni hanno trovato forte condivisione anche nella Conferenza Episcopale Italiana”.
“La mobilitazione avviata nelle scorse settimane, sulla grave emergenza della sicurezza nei luoghi di lavoro, proseguita con il presidio del 28 maggio davanti alla sede del Parlamento, ha prodotto risultati parziali. Per queste ragioni – avvertono Cgil, Cisl e Uil -, la nostra azione deve proseguire in

lunedì 17 settembre 2018

Le Giornate del Lavoro 2018, news e materiali

Prima giornata
Lecce, 13 settembre – Da oggi fino a domenica 16 settembre si terrà a Lecce l’appuntamento, ormai annuale, delle Giornate del Lavoro. ‘Democrazia è’ lo slogan scelto per la manifestazione promossa dalla Cgil, arrivata alla sua quinta edizione. Il mondo politico e sindacale, le istituzioni, lavoratori e studiosi si confronteranno per quattro giorni sui temi del lavoro, dei diritti, e della democrazia.
Le Giornate del Lavoro saranno inaugurate alle 16.30 presso il Teatro Apollo. Insieme al segretario generale della Cgil Susanna Camusso porteranno i loro saluti l’Assessore al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo, il Sindaco e il Presidente della Provincia di Lecce Carlo Salvemini e Antonio Maria Gabellone. (ASCOLTA)
Due i principali appuntamenti della prima giornata. Il primo, alle ore 19 al Teatro Paisiello, con il professor emerito dell’Università degli Studi di Bari Luciano Canfora, che terrà la Lectio Magistralis ‘Lo stato di salute della democrazia politica’. (ASCOLTA)
Il secondo, alle 21.30 al Palazzo dei Celestini, sarà il dibattito ‘Democrazia è…nuovi cittadini’,

venerdì 2 settembre 2011

Sciopero Generale: 'Giovani NON+' mobilitati contro la manovra -

I Giovani 'NON+ disposti a tutto' della CGIL scendono in campo per lo Sciopero Generale proclamato dal sindacato il 6 settembre prossimo. Lo fanno nel modo colorato e dinamico che li ha visti protagonisti, dall'autunno scorso, di clamorose iniziative di protesta e denuncia organizzate per denunciare le gravi condizioni di lavoro e di vita delle nuove generazioni, nel tempo della crisi economica. Precari, sottopagati, dequalificati e sfruttati, ma sicuramente non più disposti a subire, pronti a riprendere in mano la propria vita e decisi nel voler far valere i propri diritti.
Questa volta, i giovani della CGIL, hanno deciso di utilizzare delle provocatorie cartoline per denunciare l'evasione fiscale, i tagli indiscriminati e per dire che l'articolo 18 non si tocca. Una mobilitazione per far conoscere, in particolare ai giovani e ai precari, le ragioni dello Sciopero attraverso una campagna di comunicazione che si sta diffondendo, in maniera virale, nei social network e nei prossimi giorni sarà portata nelle università e nei luoghi di aggregazione giovanile, attraverso volantinaggi e momenti informativi.
Dopo essere stati nella spiaggia di Mondello a Palermo, ci fa sapere sapere Ilaria Lani, responsabile delle Politiche Giovanili della CGIL, “proseguiremo in molte altre città: a Pisa è prevista per sabato 3 settembre un street parade nel centro storico, mentre nel Lazio e in Campania ci saranno volantinaggi creativi per esemplificare i contenuti della manovra, contrapponendo le proposte della CGIL ai desideri esauditi

giovedì 27 gennaio 2011

Meditate che questo è stato!


con la collaborazione di

CGIL – CISL - UIL – ANPI – ANEI 
Archivio storico “Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani”
e Centro studi “Officina Memoria”
In occasione del giorno della Memoria 2011 l’ANED Sezione di Brescia organizza:
27 gennaio 2011
Meditate che questo è stato!
Programma
Ore 09,30 - Auditorium San Barnaba - Piazzetta Benedetti Michelangeli, Bs

Conversazione dei rappresentanti sindacali di CGIL CISL eUIL con gli studenti alla presenza di testimoni rappresentanti dell’ANED, dell’ANPI e dell’ANEI

Reportage degli studenti del Liceo Gambara di Brescia del viaggio a Mauthausen
in occasione della Manifestazione Internazionale per il Sessantacinquesimo anniversario della liberazione del
Campo.

Testimonianza di Ionne Biffi (ANED Sezione di Sesto San Giovanni)

Interventi musicali a cura del Liceo Musicale Gambara di Brescia:
Francesca Virgilio (arpa) eseguirà tre canti ebraici della speranza:
- All’angolo del villaggio
- La rondine chiamerà
- Perché verranno
Susanna Soffiantini (pianoforte) eseguirà preludio e fuga in do diesis minore BWV 849 (Das
Wohltemperierte Klavier I) di Johann Sebastian Bach

Ore 12,00 - Monumento ANED - Piazzale Cremona, Brescia

Breve cerimonia di deposizione di fiori presso il Monumento al deportato.
LE SCUOLE CHE INTENDONO PARTECIPARE SONO PREGATE DI COMUNICARE IL NUMERO DEGLI STUDENTI
AI SEGUENTI RECAPITI:
ANED: 030.3755511 – anedbs@teletu.it
ARCHIVIO STORICO: archiviostorico@cgil.brescia.it

domenica 15 novembre 2009

Crisi e lavoro, centomila in piazza a Roma con la Cgil. Epifani: per l'occupazione il peggio deve venire


La crisi c’è ancora, ha la faccia di chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo, delle aziende che chiudono o rischiano di chiudere. Sono volti e storie che non ci stanno ad essere negati, accantonati per far spazio all’euforia di una ripresa che chissà quando si tradurrà in maggiori certezze di reddito e occupazione. Si sono ritrovati alla manifestazione di Roma della Cgil, conclusa a piazza del Popolo. Centomila persone, secondo gli organizzatori.
Il malessere sociale del paese è stato il cuore dell'intervento di Guglielmo Epifani: di fronte ad una crisi che è la peggiore degli ultimi 80 anni il Governo «non ha fatto sostanzialmente nulla», ha affermato. «Tolta l'estensione - ha detto - della cassa integrazione in deroga con i soldi delle Regioni non ha fatto nulla. Ha speso meno dell'1% del Pil quando altri Paesi in Europa hanno fatto molto di più». E la Finanziaria appena varata in Senato è semplicemente "inesistente".
E dire che il peggio, per Epifani, deve ancora venire: «Oggi la valanga, che sta aumentando, non è fatta di Cig ma di mobilità, di ristrutturazioni e di persone che se ne vanno a casa senza avere un futuro». La crisi non è passata per i disoccupati, per i lavoratori, per i precari e per i pensionati. Per loro il peggio deve ancora arrivare». «Quando sento dire che il peggio è passato - ha proseguito - domando 'ma per chi?' Forse per coloro che investono nella Borsa, visto che dall'inizio dell'anno è aumentata del 100%». Insomma, per Epifani la recessione è oramai alle spalle solo per «chi ci ha portato nella crisi, gli speculatori». «Ho visto tutti i grafici sull'andamento del pil e con la crescita del terzo trimestre siamo ritornati indietro al primo trimestre del 2003, quello che oggi fa l'Italia è esattamente quello che faceva sei anni fa». «Per risalire ai livelli dell'inizio del 2003 impiegheremo 6 o 7 anni», ha sottolineato Epifani. Dall'inizio della crisi si sono persi circa 50mila posti di lavoro al mese.
Il governo - ha detto il segretario della Cgil - deve intervenire nelle situazioni di crisi. A cominciare da Termini Imerese. «Il governo deve intervenire non solo sull'occupazione ma anche sul mantenimento degli stabilimenti, infatti non si possono dare risorse alla Fiat, soldi dei cittadini, e poi chiudere gli stabilimenti nel Sud».
Lo scudo fiscale «è una vergogna perchè non puoi fare ogni due-tre anni un condono, uno scudo e poi un altro scudo e insieme la lotta contro l'evasione fiscale». E nonostante questo, secondo il segretario, il Governo restituisce le risorse a quelle categorie tra le quali «c'è qualche contribuente infedele». «Perchè - ha chiesto Epifani - non si restituiscono le risorse ai lavoratori e pensionati, perchè solo noi continuiamo a pagare sempre più tasse, perchè si chiede sempre di più a una parte del Paese a cui non va nulla?».
Quanto ai rapporti sindacali, che non sono granchè visto che - ammette - non si è riusciti a fare una manifestazione nazionale unitaria sulla crisi - Epifani dice di credere ancora all'unità e invita Cisl e Uil a fare uno sciopero nazionale sul fisco.
Il Pd concorda sull'analisi di Epifani. Sull'analisi mostra di concordare il segretario del Pd Luigi Bersani, che nel messaggio inviato a Epifani invoca "una svolta nella politica economica del governo". "La vera exit strategy a cui dobbiamo dare priorità oggi è la exit strategy dalla disoccupazione di lunga durata e dalla stagnazione dei redditi da lavoro - ha scritto Bersani - Il governo ha perso 18 mesi preziosissimi, ha lasciato impoverire il nostro migliore capitale sociale e la nostra più innovativa capacità produttiva faticosamente irrobustita negli ultimi anni".
Molto critico, come sempre quando in piazza va la Cgil, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: "Mi sembra un piccolo mondo antico che rappresenta un pezzo del Paese, ma rimane ancorato al '900 e alle sue ideologie". Sacconi ha sottolineato tra la Cgil e gli altri sindacati confederali: "Una manifestazione fatta da soli, esaltando in questo modo la separatezza dalle altre organizzazioni sindacali".
Fonte: L'Unità