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martedì 14 giugno 2022

Manifestazione nazionale Cgil 18 giugno 2022. Partecipa!

 

La Cgil lancia per sabato 18 giugno, alle ore 10, una grande manifestazione nazionale a Roma, in Piazza del Popolo, che sarà conclusa dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Al centro i temi della pace, del lavoro, della giustizia sociale e della democrazia, temi che come dice lo slogan dell’iniziativa devono camminare insieme. L'assemblea nazionale, aperta a tutte e a tutti, sarà il culmine di un percorso di assemblee sul territorio e nei luoghi di lavoro con delegate e delegati e attivisti delle leghe.

Partecipa anche tu: pullman da Brescia (per informazioni contatta la categoria o l'ufficio di segreteria della Camera del Lavoro).

La CGIL impegna tutte le Camere del lavoro a convocare assemblee pubbliche di delegate e delegati e attivisti delle leghe, per discutere le nostre proposte, anche insieme agli studenti e alle associazioni presenti sul territorio, invitando rappresentanti delle istituzioni, dei Comuni e delle Regioni, a confrontarsi con noi.

Questo percorso di discussione e mobilitazione sul territorio e nei luoghi di lavoro si concluderà con una grande assemblea nazionale in forma aperta da svolgere a Roma il 18 giugno 2022.

📎 PIEGHEVOLE | VOLANTINO .

martedì 3 settembre 2013

CGIL BRESCIA ORGANIZZA: "APERITIVI VERDI E PENSANTI" 6-7-8 SETTEMBRE 2013


Aperitivi verdi e pensanti
occasioni d'incontro di pensiero e parole
per una economia sensata 
e solidale in contrasto alla crisi 
e all'impoverimento

6-7-8 Settembre 2013
Camera del lavoro di Brescia
cortile di Via Folonari 20

lunedì 28 gennaio 2013

ATTUARE UNA POLITICA ECONOMICA


LA CGIL DI BRESCIA INVITA 
LE FORZE POLITICHE E SOCIALI BRESCIANE 
ALL'ATTIVO PER IL LAVORO
DEI LAVORATORI E LAVORATRICI DELLE AZIENDE IN CRISI

Giovedì 31 Gennaio
ore 9,30
presidio Mac davanti Iveco

ATTUARE UNA POLITICA
ECONOMICA
CONTRO LA DISOCCUPAZIONE
      IN DIFESA DEI DIRITTI E DELLA DEMOCRAZIA
PER UN NUOVO SVILUPPO

Mac, Spumador, Sedilexport, Zucchi,Invatec, Alnor, Monier,Scame, Mastaf, CF Gomma, mensa Compass, pulizie Nicma, Fornaci
Danesi,Brandt Italia.
Brescia,25 Gennaio 2013

sabato 12 gennaio 2013

“NEL NOME DEL LAVORO”

Cara compagna, caro compagno,

permettimi di rubarti qualche istante per ricordarti che mercoledì 23 Gennaio p.v. a Bergamo si terrà l’attivo regionale delle delegate e delegati, pensionate e pensionati (vedi invito allegato).
“NEL NOME DEL LAVORO”: questo il tema della nostra iniziativa che sarà conclusa dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso ed alla quale interverrà Umberto Ambrosoli, candidato Presidente della Regione Lombardia per il centrosinistra.
E’ un appuntamento importante: vogliamo fare le nostre proposte per la crescita ed il lavoro in Lombardia e dialogare con chi si candida a Presidente in netta e aperta discontinuità con i diciotto anni di Governo regionale del centrodestra.
E per questo ti chiedo, se appena ti è possibile, di non far mancare la tua presenza.
Un caro saluto e, di nuovo, un sincero augurio per un 2013 che tutti speriamo e vogliamo migliore.

Il Segretario Generale CGIL Lombardia
                                                                                      

giovedì 26 gennaio 2012

NON PIEGHIAMO I DIRITTI

Care compagne e cari compagni,
vi informo che, in collaborazione con le altre regioni del Nord Italia, abbiamo organizzato una manifestazione pubblica il:
26 gennaio dalle ore 9.30 
- presso Mediolanum Forum di Assago - 
dal titolo:
“Non pieghiamo i diritti”
- coesione sociale, equità, futuro per i giovani -
- lavoriamo per crescere - 
Oltre che fare il punto sul confronto con il Governo sui temi del lavoro e della crescita, lo scopo della manifestazione è quello di rendere esplicite all’opinione pubblica le posizioni della Cgil.
La manifestazione sarà conclusa dal Segretario Generale CGIL Susanna Camusso.
Vista l’importanza ed il valore dell’iniziativa vi chiedo di essere presenti.
Cordiali saluti e buon lavoro
Nino Baseotto

venerdì 4 novembre 2011

RIPRENDIAMOCI IL CAMPO

La crisi globale dell'economia e della finanza sta mutando profondamente gli equilibri mondiali e mette con tutta evidenza in discussione questo modello di sviluppo. In Italia, un Governo ormai privo di qualsiasi credibilità internazionale, condizionato dagli interessi personali e dalle vicissitudini giudiziarie del Presidente del Consiglio, non ha saputo contrastare gli effetti peggiori della crisi, trascinandoci in una situazione ormai insostenibile sotto ogni punto di vista: istituzionale, politico, economico e morale.
Il nostro Paese è oggi, fermo, prostrato, sfiduciato, incapace di investire sul proprio futuro. Un Paese dove soprattutto ai giovani viene negata una prospettiva decente di vita e di lavoro. La disoccupazione giovanile sfiora, infatti, il 30% contro il 20% del resto d'Europa; sono due milioni i giovani che non studiano, non lavorano e non sono nemmeno inseriti in percorsi di formazione; cresce il numero - in Lombardia più che altrove - di giovani e soprattutto di donne che rinunciano alla ricerca di un posto di lavoro.
Le manovre economiche e finanziarie che si sono succedute in questi due anni, ed in modo particolare le due che sono state approvate tra luglio e inizio settembre, hanno un segno fortemente depressivo, dove nulla è previsto per stimolare la crescita, ed hanno un carattere di profonda e ripetuta ingiustizia perché fanno ricadere su una sola parte del Paese - quella più verificabile o più debole o meno garantita - il costo di un risanamento necessario ma che non sarà raggiunto in ragione del fatto che non si punta alla ripresa ed allo sviluppo.
I tagli insostenibili a Regioni ed Autonomia locali non solo hanno la conseguenza di ridurre i servizi ai cittadini ed aumentare l'imposizione fiscale, ma determinano un corto circuito tra i livelli istituzionali ed amministrativi, impedendo nella sostanza a Regioni ed Autonomie Locali di esercitare le funzioni ad esse attribuite dallo Stato.
Noi pensiamo che non sia più possibile rassegnarci a questo stato di cose: l'Italia deve ripartire, voltare pagina, rinsaldare i capisaldi della convivenza civile, come più volte richiamato dal

mercoledì 8 giugno 2011

Rapporto sui diritti globali 2011

No, non siamo la Grecia e neanche il Portogallo. Ma dalla crisi non siamo certo passati indenni. E non si tratta solo del Pil che arranca ancora faticosamente o della produzione industriale ben lontana dai livelli raggiunti qualche anno fa. Si tratta di una nuova concezione dello Stato, che lascia indietro i più deboli, le persone senza lavoro, che stentano a pagare l'affitto, sempre più penalizzate dai tagli del welfare. La crisi, insomma, ha segnato la fine dello "stato sociale europeo". E' la tesi conclusiva del "Rapporto sui diritti globali 2011", presentato stamane nella sede della Cgil e promosso, oltre che dal sindacato, da diverse associazioni italiane, tra le quali Arci, ActionAid, Antigone, Legambiente.
Gli Stati europei, si legge nel rapporto, "stanno cercando di liberarsi dagli oneri derivanti dalla protezione degli strati sociali più deboli e dal mantenimento di una serie di servizi pubblici a suo tempo considerati essenziali per promuovere lo sviluppo economico-sociale e oggi ritenuti un fardello". Gli autori del volume citano Luciano Gallino: "Negli ultimi cinquant'anni il modello sociale europeo ha migliorato la qualità della vita di decine di milioni di persone e ha permesso loro di credere che il destino dei figli sarebbe stato migliore di quello dei genitori. Ora il modello sociale europeo è sotto attacco nientemeno che da parte dell'Europa stessa".
La scure sul welfare: spesa tagliata del 78,7%. Un "passaggio epocale", dunque. Che rischia di passare inosservato. E invece i segni per rendersene conto (e per cercare di fermare questa trasformazione che appare ineluttabile) ci sono tutti. I tagli abnormi sulla spesa sociale in Italia, per esempio. Il "Rapporto sui diritti globali" li elenca tutti, sottolineando come "dal 2008 al 2011 i dieci principali ambiti di investimento sociale hanno avuto tagli complessivi pari al 78,7%, passando da 2.527 milioni stanziati nel 2008 ai 538 ...

lunedì 26 aprile 2010

Marcia della Pace Perugia-Assisi 16 maggio 2010

MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI
15-16 Maggio 2010
La Camera del Lavoro di Brescia organizza la partecipazione alla Marcia per la pace Perugia-Assisi dal 15 maggio al 16 maggio 2010.
Non basta parlare di pace. Uno ci deve credere. E non basta crederci. Uno ci deve lavorare.” Eleanor Roosevelt
Programma:
15 maggio 2010
ORE 08,00 Partenza da via F.lli Folonari, Brescia, per Nocera Umbra in pullman
ORE 12,00 Sosta ad Orvieto per pranzo libero
ORE 16,00 Arrivo e sistemazione, cena e pernottamento presso Agriturismo Villa della Cupa
16 maggio 2010
ORE 09,00 Trasferimento dall’Agriturismo per Ponte San Giovanni – partenza della Marcia
ORE 18,00 Partenza dal parcheggio di Santa Maria degli Angeli per Brescia in pullman
ORE 23,00 Arrivo previsto a Brescia
Quota di partecipazione: 70 euro comprensivo di viaggio in pullman andata/ritorno e mezza pensione presso Agriturismo Villa della Cupa.
Per ulteriori informazioni e per l’iscrizione:
Camera del Lavoro di Brescia -Via F.lli Folonari, 20 - Brescia
Telefono: 0303729204
Indirizzo e-mail:luisa.prati@cgil.brescia.it
Sito: www.cgil.brescia.it

lunedì 21 dicembre 2009

da Rassegna.it

Risposte alla crisi
lavoro, il ritorno del mutuo soccorso

A Brescia raccolgono fondi per aiutare gli operai senza lavoro. In Emilia le casse di resistenza. Una risposta socialmente organizzata alla carenza di politiche nazionali. E il sabato sera si organizza la sagra del tortellino per auto-finanziarsi
di Antonio Fico

Per uno strano parallelismo della storia questa crisi, innescata da sofisticati meccanismi finanziari, sarà anche ricordata per il ritorno di forme di solidarietà antiche che sembravano relegate agli albori del movimento operaio. A 150 anni dall'esordio delle casse operaie – le prime società nacquero ai tempi della Prima Internazionale ed ebbero il loro apice nel 1904 con oltre 900 mila soci prima che il fascismo le mandasse in soffitta – a Brescia rilanciano il mutuo soccorso. Mentre in molte fabbriche i lavoratori in lotta stanno recuperando le vecchie casse di resistenza. In particolare in Emilia, storica roccaforte rossa, si moltiplicano nelle forme più spontanee i fondi istituiti dagli stessi lavoratori per sostenere quelli che presidiano le fabbriche.
Nella Leonessa d'Italia, di fronte ai morsi della congiuntura economica sfavorevole, che si annuncia ancora lunga e imprevedibile, l'idea di istituire un fondo per sostenere i lavoratori licenziati o in cassa integrazione, è stata lanciata dalla Cgil. Ma perchè ripescare dal pozzo della storia? “Abbiamo discusso a lungo su come dare un aiuto in modo organizzato – racconta Marco Fenaroli, segretario della camera del Lavoro – e ci siamo convinti che è l'unico modo per mantenere un legame con chi sta perdendo il posto di lavoro e il reddito, e rischia di rimanere solo. Il mutuo soccorso è una risposta socialmente organizzata, un secolo fa come oggi, alla carenza di politiche nazionali”.
A Brescia sono 60 mila i lavoratori in cassa integrazione a 700 euro al mese, e circa 30 mila i licenziati. Una situazione devastante che rischia di provocare un vero e proprio terremoto sociale. Da questa considerazione è partita l'iniziativa, che sta sortendo i primi frutti. Nel giro di un mese, la Camera del lavoro ha raccolto 50 mila euro, soldi provenienti per il momento dai dirigenti e dai quadri sindacali. “Abbiamo deciso inizialmente di autotassarci – spiega il segretario – 250 euro a testa per funzionario. Ci è venuto un aiuto anche da tutte le strutture territoriali e di categoria e presto partiremo con la raccolta nei mercati rionali, presso gli uffici pubblici”.
I soldi raccolti con la sottoscrizione di biglietti da 2,5, 5 e 10 euro (la Cgil ne ha fatti stampare 50 mila) saranno periodicamente girati alla Caritas che confezionerà pacchi da distribuire alle famiglie in difficoltà o usati per diffondere il microcredito. In poche settimane le richieste di prestiti hanno superato quota 350 e serviranno ai lavoratori per fara fronte soprattutto alle bollette, che divorano, in assenza di entrate, i magri bilanci familiari.
“Quello che sta accadendo – evidenzia Fenaroli – è che la gente sta risparmiando anche sulla luce e sul gas, il cui costo annuo varia tra gli 800 e i 1000 euro; fa sorridere amaramente l'epiteto di 'privilegiati' lanciato ai cassintegrati da qualcuno”.
Un altro aspetto di rilievo è che circa il 60 per cento delle richieste di finanziamento arriva da immigrati. Una risposta al razzismo della Lega, che qualche tempo fa lanciò la proposta di dare incentivi ai lavoratori stranieri che sarebbero tornati ai loro Paesi. “Sia chiaro – sottolinea Fenaroli – il muto soccorso non sostituisce le responsabilità dello Stato, che deve varare misure adeguate a questa crisi”.
Sono, intanto, molti i casi in cui i lavoratori promuovono le casse di resistenza. E' accaduto all'Ideal Standard. Ne hanno istituita una all'Agile, ex Eutelia, dove da quattro mesi i dipendenti sono senza stipendio, e alla Phonemedia, entrambe società controllate dalla Omega, al centro di una vicenda giudiziaria dai contorni poco chiari.
Ma è in Emilia che in modo diffuso molte fabbriche stanno rispolverando le casse di resistenza. A Reggio, in particolare la Spx, azienda di macchinari, 60 licenziati su 210 dipendenti, chi entra a lavoro versa un quinto del proprio stipendio ai lavoratori che rimangono a turno in presidio, e il sabato sera si organizza la sagra del tortellino per auto-finanziarsi. Così alla Tecnogas, dove ai 400 dipendenti che rischiano il posto danno una mano tra i fornelli delle cene di solidarietà i dirigenti e gli operai di altre fabbriche della provincia.
Il sociologo del lavoro Luciano Gallino sottolinea due aspetti del fenomeno: “E' un chiaro ritorno alle origini. Con questa crisi il sistema che era stato messo in piedi negli anni 70 ha mostrato limiti e problemi: dopo pochi mesi, le persone sono di fatto senza reddito. E così si riscoprono forme di solidarietà come la condivisione degli orari o il mutuo soccorso. Vedo un aspetto positivo nel ritorno ad un sentimento collettivo dopo gli anni della solitudine e dell'individualismo, con cui si cerca di mitigare insieme ai propri anche i problemi degli altri”.

domenica 20 dicembre 2009

8 Domande al Governo e all'Inps


La conoscenza tempestiva ed analitica dei dati consentirebbe a tutti maggior trasparenza, capacità di individuare gli interventi, valutare la loro efficacia, maggior certezza nel confronto e nelle scelte.
Un concetto sempre valido ma particolarmente vero durante una crisi di straordinarie dimensioni come l'attuale. All'inizio di questa crisi il Governo ammonì ad una informazione non pessimistica della situazione, ma non si può orientare i messaggi attraverso la conoscenza o meno dei dati.
L'accesso alle informazioni in possesso dell'INPS e del Governo è un atto dovuto e fondamentale. Si tratta di informazioni che riguardano l'intero sistema previdenziale, assistenziale e degli ammortizzatori sociali, che debbono poter essere conosciute in tutti i loro aspetti. Dati sono periodicamente pubblicizzati, ma quasi sempre in forma macro, senza possibilità di una lettura qualitativa. Alcuni con grande evidenza, altri difficili da rintracciare e comparare. Ecco perché vogliamo rivolgere pubblicamente alcune richieste.
Sarebbero molte di più, ma le abbiamo raggruppate in 8 domande a cui occorre dare una rapida e precisa risposta:
  1. Quante domande di una tantum per collaboratori sono state presentate e quante accolte sul totale delle cessazioni di attività; quanti iscritti alla gestione separata suddivisi per categoria e relativi guadagni aggiornati al 2008?
  2. Quante indennità di disoccupazione di persone infracinquantenni hanno già raggiunto gli otto mesi di massima fruizione e quante li raggiungeranno nei primi sei mesi del 2010?
  3. A quante ore lavorate per persona corrispondono i tre milioni di voucher acquistati; che posizione professionale avevano costoro prima di essere retribuiti con il voucher?
  4. Quale andamento delle assunzioni, delle trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro dal 2008 ad oggi sulla base delle comunicazioni obbligatorie?
  5. Quante sono le aziende che hanno ultimato o stanno per ultimare le 52 settimane di cassa integrazione ordinaria; quante persone complessivamente sono state coinvolte dal ricorso alla cassa integrazione nell'ultimo anno?
  6. Quante sono le pensioni già liquidate con il sistema contributivo e misto, e quale il loro importo medio?
  7. Quale risparmio ha già conseguito il sistema previdenziale con l'introduzione del metodo di calcolo contributivo?
  8. Quanto incideranno i nuovi coefficienti sull'importo delle pensioni liquidate dal 1/01/2010?

CGIL

CGIL presenta proposte per un fisco giusto, taglio strutturale tasse per lavoratori e pensionati

Ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati complessivamente per circa 20 miliardi nei prossimi tre anni e farlo subito: con un aumento delle detrazioni per 500 euro da erogare entro marzo e poi strutturalmente con 100 euro di detrazione per i prossimi 3 anni. E’ questa la richiesta al centro delle proposte presentate oggi dalla CGIL per un fisco giusto. La confederazione - che oggi (14/12/2009) in una conferenza stampa tenuta dal Segretario Generale, Guglielmo Epifani, e dal Segretario Confederale, Agostino Megale, ha lanciato anche la campagna di comunicazione sulla lotta all’evasione e per l’equità fiscale - propone una strutturale riforma fiscale che sposti di fatto la pressione sulle transazioni e sulle rendite finanziarie, e sulle grandi ricchezze, oltre a recuperare l'evasione fiscale, che, secondo il sindacato, vale 110 miliardi.
Il prelievo fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni - ha detto Epifani - è il più alto d'Europa. Non è giusto, c’è bisogno di mettere mano a questa iniquità per una questione di giustizia sociale. Bisogna farlo seriamente e bisogna farlo adesso”. Sul come farlo è stato il segretario confederale, Agostino Megale, a spiegarlo. Secondo la CGIL, infatti, è possibile attuare una riforma dell'IRPEF che in tre anni, dal 2010 al 2012, consenta la riduzione delle tasse a lavoratori dipendenti e pensionati per circa 20 miliardi di euro. Tre, in sintesi, le direttrici sulle quali lavorare: recupero dell’evasione fiscale, imposte sulle grandi ricchezze, un’aliquota sulle rendite finanziarie al 20%.
In questo modo, ha sostenuto il leader della CGIL, si libererebbero 19,8 miliardi “per ridurre le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, spostando il prelievo su altre fonti”. Secondo Epifani “non bisogna aspettare tempi migliori” per fare questa operazione di equità. “Sono questi i tempi migliori - ha aggiunto - lo stanno facendo in tutti i paesi europei. I consumi languono e la misura che proponiamo sarebbe anticiclica. L'importante partire da subito per poi realizzare un piano ordinato per spostare il prelievo dal lavoro dipendente e dalle pensioni ad altre fonti”.
La proposta della CGIL è molto articolata. Si parte con la riforma dell'IRPEF dal 2010 per 19,8 miliardi in tre anni e comprende le detrazioni di imposta per il 2009 o 2010 per circa 9 miliardi. Le misure della confederazione di Corso d'Italia - che ha dimostrato dati alla mano la progressiva iniquità del fisco nei confronti dei lavoratori dipendenti e dei pensionati - prevedono anche la tassazione del 20% delle rendite e transazioni finanziarie internazionali, un'imposta sulle grandi ricchezze, misure per studenti e giovani lavoratori e credito d'imposta per ricerca, formazione e innovazione.
Il Governo può e deve fare qualcosa subito, a cominciare dalla legge Finanziaria in discussione. “Si poteva e si può fare ancora qualcosa in questa Finanziaria - ha detto Epifani - come detassare parte della tredicesima, riprendere il discorso della quattordicesima per i pensionati e aumentare le detrazioni. L'importante è partire rapidamente e poi avere un piano organico”. Le proposte saranno formalmente avanzate al governo, ma prima si penserà un percorso comune con CISL e UIL che su questo tema sembrano avere più o meno le stesse opinioni della CGIL. “Ci sono punti di contatto con le proposte di CISL e UIL - ha concluso Epifani - ci sono richieste comuni. Vedremo se si potrà fare un'azione di pressione di tutto il movimento sindacale”. Le proposte della CGIL, infine, ha annunciato il segretario confederale, Agostino Megale, saranno al centro delle settimane che la CGIL promuoverà a febbraio per “un fisco giusto” in tutte le regioni d’Italia: “La nostra - ha detto Megale - è un’iniziativa quasi ‘pedagogica’, di alto senso civico e istituzionale. Nel mezzo della discussione congressuale, la CGIL parlerà al paese intero proponendo una grande alleanza di ordine culturale per denunciare l’iniquità del fisco”.

martedì 22 settembre 2009

Manifestazione nazionale a Roma per la difesa della libertà di informazione

La manifestazione nazionale a Roma per la difesa della libertà di informazione, inizialmente prevista per sabato prossimo, è stata rinviata al 3 ottobre dopo l’attentato di Kabul costato la vita a sei militari italiani. “Stiamo lavorando per organizzare la manifestazione a Roma il 3 ottobre con le stesse modalità”, ha riferito il segretario della FNSI, Franco Siddi. Confermata Piazza del Popolo a Roma così come l'orario (dalle 16 alle 19).
La CGIL conferma la propria adesione e partecipazione
“Il rinvio è stato deciso per una ragione molto seria: la tragedia di Kabul”, ha detto Siddi nel sottolineare però che “la manifestazione non si archivia, perché i problemi non sono archiviati”, ha aggiunto spiegando che la decisione di spostare la data è stata concordata con le altre associazioni che avevano aderito, citando tra queste CGIL, ACLI, ARCI, Libertà e Giustizia, Articolo 21, Coordinamento precari della scuola, Associazione culturali e movimenti di pace.