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lunedì 10 luglio 2017

Statua Falcone: Cgil, sorpresi, amareggiati e indignati per scempio vandalico

Sorpresi, amareggiati e indignati per lo scempio vandalico compiuto ai danni della statua che ricorda Giovanni Falcone, il magistrato, che con sua moglie e tre uomini della scorta, ha pagato con la vita la sua lotta alla mafia”. Così in una nota la Cgil.
“La statua – prosegue il sindacato di Corso d’Italia – ne celebrava la memoria all’interno del plesso scolastico nel quartiere Zen, che porta il suo nome. E lo Zen è forse il quartiere più difficile di Palermo”.
Siamo vicini – aggiunge la Cgil – a quanti operano nella scuola Falcone di Palermo, alla dirigente scolastica, alle docenti e ai docenti, a tutto il personale, e a tutti coloro che ogni giorno affrontano la complessa realtà di un quartiere ancora oggetto degli atti vandalici ‘della sua parte marcia’, come avverte la sorella del giudice Maria. Si tratta di un oltraggio alla memoria, un atto simbolico, compiuto proprio là dove si educa con coraggio alla legalità e alla lotta contro la mafia.
Il sindacato – conclude la nota – riafferma, qualora ve ne fosse ancora bisogno, il valore prezioso della conoscenza, dell’impegno scolastico, della socializzazione autentica per battere la mafia, e l’impegno, insieme con lavoratrici e lavoratori, per porre un argine democratico e civile a quanti invece oppongono vandalismo, provocazioni, inciviltà”.
Fonte: Ufficio Satmpa Cgil

lunedì 22 maggio 2017

Legalità: la Cgil ricorda Falcone, per combattere mafie partire da lavoro

Domani, oltre alle tante iniziative organizzate sul territorio nazionale e a quelle a cui parteciperemo per ricordare l’uccisione di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della sua scorta per mano della mafia, nel corso della riunione del Comitato Direttivo Nazionale lo commemoreremo e avanzeremo le nostre proposte”. È quanto dichiara Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil.
A venticinque anni da quegli avvenimenti e a poche ore dalla recrudescenza consumatasi a Palermo, dove si è tornato a sparare – continua Massafra – torneremo a ripetere che dare centralità e dignità al lavoro è indispensabile per l’emancipazione, la coesione e per superare tutte le forme di disuguaglianza che sono alla base del proliferare dell’illegalità”.
Battere le mafie, l’illegalità, la corruzione – sostiene il dirigente sindacale – è condizione essenziale per liberare il Paese da un vero e proprio cappio al collo che ne impedisce lo sviluppo economico, l’occupazione e la tenuta democratica”. “È tempo di aprire una nuova stagione di mobilitazione – prosegue – capace di unire società civile e istituzioni affinché, come diceva Giovanni Falcone, ‘questo diventi un fatto straordinario di tutti nella normalità'”.
Per il segretario confederale della Cgil “ora che le mafie sono un fenomeno, un sistema, diffuso su tutto il territorio nazionale, come dimostrano gli innumerevoli atti giudiziari per i quali dobbiamo essere grati a Magistratura e forze dell’ordine, la politica deve fare uno scatto in avanti deciso e