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lunedì 3 febbraio 2020

‘Cambiare il sistema’. Presentato il 17° Rapporto diritti globali

Cambiare il sistema’. Questo il titolo del 17° Rapporto sui diritti globali (edito Ediesse) che è stato presentato oggi (4 febbraio) presso la sede della Cgil nazionale a Roma.
Il rapporto, promosso dalla Cgil, è stato realizzato da Associazione Società INformazione Onlus, con l’adesione di ActionAid, Antigone, Arci, Cnca, Fondazione Basso-Sezione Internazionale, Gruppo Abele, Legambiente, Rete dei Numeri Pari.
“Cambiare si deve, a partire dai sistemi di produzione, di consumo, di sfruttamento delle risorse materiali e umane. Questa scossa che ha attraversato l’intero globo è partita dai giovani, la fascia della popolazione che più di ogni altra sta pagando e pagherà il prezzo delle politiche fino a oggi perseguite”. È quanto scrive il segretario generale della Cgil Maurizio Landini nella prefazione del rapporto.
“Il movimento dei giovani sta obbligando i potenti di tutto il mondo a ripensare le politiche di produzione – prosegue Landini – : negli Usa è una giovane donna il simbolo della reazione al modello politico e comunicativo di Donald Trump così come dall’altra parte del globo, a Hong Kong, è il movimento dei giovani che ha avuto il coraggio e la forza di sfidare la potenza cinese per difendere i propri Diritti”. Dunque per il dirigente sindacale è in atto ” una sfida alle vecchie generazioni

mercoledì 8 giugno 2011

Rapporto sui diritti globali 2011

No, non siamo la Grecia e neanche il Portogallo. Ma dalla crisi non siamo certo passati indenni. E non si tratta solo del Pil che arranca ancora faticosamente o della produzione industriale ben lontana dai livelli raggiunti qualche anno fa. Si tratta di una nuova concezione dello Stato, che lascia indietro i più deboli, le persone senza lavoro, che stentano a pagare l'affitto, sempre più penalizzate dai tagli del welfare. La crisi, insomma, ha segnato la fine dello "stato sociale europeo". E' la tesi conclusiva del "Rapporto sui diritti globali 2011", presentato stamane nella sede della Cgil e promosso, oltre che dal sindacato, da diverse associazioni italiane, tra le quali Arci, ActionAid, Antigone, Legambiente.
Gli Stati europei, si legge nel rapporto, "stanno cercando di liberarsi dagli oneri derivanti dalla protezione degli strati sociali più deboli e dal mantenimento di una serie di servizi pubblici a suo tempo considerati essenziali per promuovere lo sviluppo economico-sociale e oggi ritenuti un fardello". Gli autori del volume citano Luciano Gallino: "Negli ultimi cinquant'anni il modello sociale europeo ha migliorato la qualità della vita di decine di milioni di persone e ha permesso loro di credere che il destino dei figli sarebbe stato migliore di quello dei genitori. Ora il modello sociale europeo è sotto attacco nientemeno che da parte dell'Europa stessa".
La scure sul welfare: spesa tagliata del 78,7%. Un "passaggio epocale", dunque. Che rischia di passare inosservato. E invece i segni per rendersene conto (e per cercare di fermare questa trasformazione che appare ineluttabile) ci sono tutti. I tagli abnormi sulla spesa sociale in Italia, per esempio. Il "Rapporto sui diritti globali" li elenca tutti, sottolineando come "dal 2008 al 2011 i dieci principali ambiti di investimento sociale hanno avuto tagli complessivi pari al 78,7%, passando da 2.527 milioni stanziati nel 2008 ai 538 ...