Visualizzazione post con etichetta costo lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta costo lavoro. Mostra tutti i post

martedì 27 febbraio 2018

Poste: preoccupazione per contrazione costo lavoro

Leggiamo dai lanci stampa le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Poste Italiane sul nuovo Piano d’Impresa. Il nostro giudizio, che resta in attesa di prendere visione dei numeri, è di soddisfazione per l’annunciata valorizzazione dell’azienda nel settore della logistica: un settore che, come ormai ripetiamo da tempo, non può non costituire il futuro per il recapito in Poste Italiane e per la tenuta occupazionale dello stesso.” Così commenta Nicola Di Ceglie, segretario nazionale Slc Cgil.
Non possiamo tuttavia dimenticarci che Poste si colloca in tale contesto con un forte ritardo rispetto ad altre società, ormai leader del settore, e ciò la pone nella condizione di dover rincorrere il mercato.”
L’espletamento del servizio universale resta elemento imprescindibile e caratterizzante l’attività di Poste Italiane – afferma il sindacalista – ed auspichiamo in tal senso una interlocuzione tra azienda e governo per quantificare in maniera equa la remunerazione di tale servizio.”
“Restiamo in attesa di ulteriori delucidazioni circa la modalità di espletamento dell’attività assicurativa nel campo della RCA, settore che l’azienda ha annunciato di voler “aggredire”da tempo e che necessita di un approfondimento da parte di tutti.”
Ci preoccupa, e non poco – conclude Di Ceglie – la notizia di una contrazione del costo del personale, per cui attendiamo di sapere in che modo ciò possa realizzarsi anche attraverso l’immissione di nuovo personale, quantificato nel numero di 10000 unità. Mentre ci soddisfa l’indicazione data sugli investimenti, ma anche qui, ci riserviamo ulteriori considerazioni solo di dopo aver avuto cognizione circa i settori e le modalità con cui verranno realizzati.”

venerdì 29 dicembre 2017

Call Center: stabiliti riferimenti di costo del lavoro per appalti

Con un Decreto emanato dal Ministero del Lavoro ieri sono stati finalmente stabiliti i riferimenti del costo del lavoro che devono essere considerati nelle gare di appalto che aggiudicano servizi di call center, così come previsto dall’articolo 24-bis del Decreto-legge n. 83 del 2012 modificato un anno fa con la legge di Bilancio 2017 che ha previsto ,appunto, lo scomputo del costo del personale dalle offerte e quindi la necessità di determinarlo sulla base di un accordo con le Organizzazioni Sindacali.” Lo annuncia una nota congiunta delle Segreterie Nazionali Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil.
Questo importante passaggio “regolatorio” è stato fortemente voluto dalle Organizzazioni Sindacali che si sono prima battute per far diventare obbligo di legge l’avere dei valori certi di riferimento per le gare (considerando che per i call center il costo del lavoro incide per oltre l’80% dei costi totali) e poi sono state impegnate dalla scorsa estate in un lungo e costruttivo confronto in sede ministeriale, e con Asstel, che ha portato alla sottoscrizione della tabella del costo del lavoro medio al minuto di effettiva prestazione per livello inquadramentale che sostanzia il Decreto stesso.”
Considerato che di fatto la totalità degli affidamenti sono svolti con il sistema del “costo a minuto di conversazione”, da oggi le gare dovranno considerare un costo del lavoro non inferiore ai valori stabiliti nell’accordo e dal Decreto pari, ad esempio, a 0,4282 €/minuto per un lavoratore di 3° livello (operatore di call center) che è la figura cardine nei capitolati d’appalto.”
Crediamo che, dopo l’accordo di settore del 2016 che ha introdotto la “Clausola Sociale”, con l’intesa raggiunta ed il Decreto appena emanato si compia oggi un altro ulteriore importante passo in avanti per il Settore di Call Center in outsourcing in quanto, stabilendo a norma di legge valori