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martedì 5 aprile 2016

Spettacolo: Bizi (Slc), grave depenalizzare mancato pagamento contributi ai lavoratori

La depenalizzazione del mancato pagamento dei contributi, previsto dal DDL 8 del 15 gennaio 2016, è particolarmente grave in un settore quale quello dello spettacolo, in cui i rapporti di lavoro si svolgono spesso per periodi brevi, e scarsamente tutelati – dichiara Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil. Da tanto tempo chiediamo che si guardi al mondo dello spettacolo, rilevando le specificità, per garantire diritti e tutele ad operatori che, nella maggior parte dei casi, lavorano in modo strutturalmente intermittente e non possono essere definiti precari.”
Nel DDL si depenalizzano reati, nell’ambito dello spettacolo dal vivo e del cinema, quali il mancato versamento contributivo fino a 10.000 €, rappresentazioni teatrali e cinematografiche abusive, e relativamente al diritto d’autore e al diritto connesso, il reato per chi concede in noleggio o concede a qualsiasi voglia titolo opere tutelate da diritto d’autore, ed esegue copie su supporti video o audio di artisti interpreti ed esecutori – prosegue la sindacalista.
Tutto viene sanzionato con ammende amministrative, che partono da 5.000€ nel caso di mancato pagamento della contribuzione nonché di violazione del diritto d’autore e diritto connesso, da 10.000€ nel caso di spettacoli abusivi. Ovviamente questi reati, se penali, sono maggiormente disincentivanti.”
In questo momento i lavoratori del settore dello spettacolo sono particolarmente vessati da un incastro di norme e leggi a loro totale sfavore – conclude Bizi: da un lato vigono ancora i disguidi dell’Enpals, che da quando è stato assorbito dall’INPS non garantisce più servizi; dall’altro l’inserimento dei voucher, che genera un piccolo contributo alla gestione separata dell’INPS, crea confusione nella ricostruzione della vita lavorativa e dei contributi ai fini pensionistici di questi lavoratori. Se a questo sommiamo la mancanza di controlli ispettivi arriviamo alla chiusura del cerchio.”
Fonte: www.slc-cgil.it/

lunedì 2 marzo 2015

IL MANCATO PAGAMENTO DEGLI 80 EURO IN BUSTA PAGA

Molti iscritti ci chiedono quali sono le motivazioni per il mancato pagamento nel mese di gennaio e febbraio del bonus di 80 euro anche per coloro che, da calcoli abbastanza realistici non supereranno per l'anno 2015 le soglie di reddito previste per tale erogazione che, lo ricordiamo, sono 24mila per la misura intera e 26mila per quella ridotta.
In effetti si tratta di un programma di elaborazione degli stipendi adottato da poste italiane alquanto discutibile perchè si basa su una proiezione del reddito da lavoro dipendente puramente teorica calcolando mese per mese la media dell'imponibile annuo già maturato e moltiplicando il risultato per 14 mensilità.
Con questa metodologia viene a pesare l'acconto erogato nel mese di gennaio che nel corso dell'anno verrà spalmato su tutte le mensilità.
E' ovvio che con questo assurdo sistema di calcolare il reddito da lavoro di ciascun dipendente viene ritardato il pagamento di quanto dovuto solo al momento del conguaglio.
D'altro canto stupisce il silenzio tombale su una materia così sensibile per i lavoratori da parte di un'azienda che si preoccupa solo di richiedere la dichiarazione di rinuncia al bonus per chi ritiene di non averne diritto e non dà alcuna spiegazione sulla assurda metodologia adottata che provoca il ritardato pagamento di quanto è dovuto ai propri dipendenti.
Come SLC-Cgil esprimiamo tutte le nostre riserve su questo sistema adottato da poste italiane anche perchè ci risulta che altre aziende effettuano il calcolo del bonus di 80 euro in modo più realistico.
E' appena il caso di ricordare che il ritardato pagamento di un elemento della retribuzione comporta, sia pure momentaneamente, una perdita economica per i lavoratori, mentre per l'azienda costituisce senz'altro un vantaggio.
La Segretaria SLC-CGIL
Laura Storti