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lunedì 25 marzo 2013
mercoledì 7 dicembre 2011
MANOVRA INIQUA E SOCIALMENTE INSOSTENIBILE BASTA FARE CASSA CON LE PENSIONI
PAGHIAMO
ANCORA UNA VOLTA NOI, NO AD UNA MANOVRA CHE FA CASSA CON LE PENSIONI
E NON INTRODUCE LA PATRIMONIALE DA SUBITO MOBILITAZIONE GENERALE
LUNEDI
12 DICEMBRE SCIOPERO DI 4 ORE
CONCENTRAMENTO
ORE 9.00 PIAZZA GARIBALDI
COMIZIO
PIAZZA LOGGIA
E'
un altro colpo durissimo ai lavoratori, alle lavoratrici alle
pensionate e ai pensionati.
Ancora
una volta la scelta è fare cassa con la previdenza e non si vanno a
colpire i grandi patrimoni , le rendite, i capitali. Cosa prevede la
manovra in discussione in questi giorni in parlamento, in sintesi le
modifiche al sistema previdenziale:
- Dal 1 Gennaio 2012 spariscono le pensioni di anzianità e si chiameranno “Uscita Anticipata”, possibili solo con 42 anni e 1 mese di contribuzione per gli uomini, e 41 anni e 1 mese per le donne, con penalizzazione di 2 punti l'anno della componente retributiva nei casi di pensionamento prima dei 62 anni di età. Esempio un lavoratore che ha iniziato a lavorare a 15 anni e ha una carriera contributiva piena di 42 anni e 1 mese può accedere alla pensione “anticipata” a 57 anni percependo una pensione penalizzata nel suo valore del 10%.
- Il decreto fissa le uscite anticipate a 42 anni e un mese nel 2012, 42 anni e due mesi nel
giovedì 1 settembre 2011
Cgil: dall'Eutelia alla Vinyls le 20 crisi-simbolo per cui scioperare - su Repubblica
Cento e 87 tavoli di crisi ancora aperti al ministero dello Sviluppo economico, 225mila lavoratori il cui futuro occupazionale è in bilico anche da due anni e poi 500mila dipendenti in cassa integrazione, 380mila dei quali in cassa straordinaria e in deroga. Sono i numeri che la Cgil ricorda nel rilanciare le ragioni dello sciopero generale del 6 settembre. "La manovra è depressiva e recessiva - dice Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil - , priva di misure utili alla risoluzione delle tante crisi industriali ancora aperte nel nostro paese, alle quali è legato il futuro occupazionale di migliaia di lavoratori". In gravi difficoltà, sottolinea la Cgil sono i macro settori produttivi, come testimoniano le numerose vertenze legate alla chimica, all'itc (information and communications technology), ma anche al settore farmaceutico, navalmeccanico, degli elettrodomestici, della ceramica, del mobile imbottito e dei trasporti. Ecco le 20 vertenze simbolo ricordate oggi dalla Cgil.Agile-Eutelia - Coinvolge 1.900 lavoratori. I sindacati rivendicano urgentemente la presentazione dei bandi relativi alla vendita dell'azienda. Risulta ancora mancante l'atto di indirizzo del ministero, mentre c'è una manifestazione di interesse da parte del manager italoamericano Mark De Simone.
Alenia - Il futuro del gruppo, a crisi non formalizzata la situazione, preoccupa soprattutto per l'impatto che avrebbe nel Mezzogiorno (Campania e Puglia su tutte) dove Alenia aeronautica impiega quasi 12mila lavoratori, 5mila dei quali concentrati in Campaniaa, mentre l'indotto ne occupa circa il doppio.
Atitech - Sindacati e lavoratori denunciano un inesorabile declino dello stabilimento di Capodichino di Napoli che si occupa di manutenzione aeronautica. Il calo progressivo delle commesse provoca un ricorso sempre più massiccio alla cassa integrazione straordinaria per i circa 700 lavoratori impiegati.
Basell - Punto focale della crisi della chimica in Umbria, la multinazionale Lyondell Basell ha aperto da oltre
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