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martedì 20 giugno 2017

L’enorme costo umano di guerre e persecuzioni

Alla fine del 2016 il numero dei rifugiati, sfollati e richiedenti asilo nel mondo ha raggiunto il livello più alto mai registrato: 65,6 milioni. Questo il dato del Global Trends 2016 dell'Unhcr (l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati), pubblicato in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, appuntamento annuale istituito dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei rifugiati, evidenziandone la forza, il coraggio e lo spirito di sacrificio, e invitarla a non dimenticare mai che ognuno di loro porta con sé un vissuto di storie e lacerazioni.
Ogni giorno circa 34 mila persone, cioè 24 al minuto, lasciano tutto quel che hanno – affetti, famiglia e casa – per fuggire da situazioni di guerra, persecuzioni, orrori, violenze e terrore. Il rapporto precisa che il totale di 65,6 milioni è costituito da tre componenti principali. La prima è il numero dei rifugiati a livello mondiale, che si attesta a 22,5 milioni. Il conflitto in Siria rimane la principale causa di origine dei rifugiati (5,5 milioni), ma nel 2016 il principale “nuovo” elemento è stato il Sud Sudan, dove la disastrosa interruzione del processo di pace ha contribuito alla fuga di 739.900 persone alla fine dell’anno (diventate, a oggi, 1,87 milioni).
La seconda componente è rappresentata dalle persone sfollate all’interno del proprio Paese, il cui