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mercoledì 9 ottobre 2019

Siria: Arci, Anpi, Cgil, Legambiente a Istituzioni italiane ed Europee, avviare forte e decisa azione diplomatica

Viviamo con angoscia queste ore nelle quali si sta minacciosamente aggravando la situazione al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una guerra cruenta di molti anni che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili”. È quanto si legge in una lettera inviata da Arci, Anpi, Cgil e Legambiente al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, alla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, al Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.
A seguito delle improvvide dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che annunciavano il ritiro delle truppe americane da quei territori, anche se oggi smentite, il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha dato avvio – prosegue la lettera – ai bombardamenti e all’avanzata dell’esercito nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali lo Stato

martedì 20 giugno 2017

L’enorme costo umano di guerre e persecuzioni

Alla fine del 2016 il numero dei rifugiati, sfollati e richiedenti asilo nel mondo ha raggiunto il livello più alto mai registrato: 65,6 milioni. Questo il dato del Global Trends 2016 dell'Unhcr (l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati), pubblicato in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, appuntamento annuale istituito dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei rifugiati, evidenziandone la forza, il coraggio e lo spirito di sacrificio, e invitarla a non dimenticare mai che ognuno di loro porta con sé un vissuto di storie e lacerazioni.
Ogni giorno circa 34 mila persone, cioè 24 al minuto, lasciano tutto quel che hanno – affetti, famiglia e casa – per fuggire da situazioni di guerra, persecuzioni, orrori, violenze e terrore. Il rapporto precisa che il totale di 65,6 milioni è costituito da tre componenti principali. La prima è il numero dei rifugiati a livello mondiale, che si attesta a 22,5 milioni. Il conflitto in Siria rimane la principale causa di origine dei rifugiati (5,5 milioni), ma nel 2016 il principale “nuovo” elemento è stato il Sud Sudan, dove la disastrosa interruzione del processo di pace ha contribuito alla fuga di 739.900 persone alla fine dell’anno (diventate, a oggi, 1,87 milioni).
La seconda componente è rappresentata dalle persone sfollate all’interno del proprio Paese, il cui