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giovedì 7 febbraio 2019

Pil: Cgil, inutile negare recessione, sabato in piazza per futuro Paese

Gianna Fracassi
È inutile negare la recessione. Il ministro dell’Economia parla di ‘battuta d’arresto’, ma rischiamo di restare fermi per anni. Non bastano iniezioni di fiducia mediatica, occorre un serio cambiamento delle politiche economiche volto a moltiplicare la crescita e creare buona occupazione”. Così, in una nota, la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi.
Le previsioni rese note oggi dalla Commissione Ue che stimano una crescita dell’Italia allo 0,2% nel 2019, seguono – sottolinea la dirigente sindacale – le già poco rosee stime di Bankitalia (0,6) e dell’Upb (0,4), e lasciano il nostro Paese in fondo alla classifica europea. Ancora peggiori le stime del Fmi che condannano la nostra economia a non crescere oltre lo zero-virgola fino al 2022”. “Sono passati undici anni dall’inizio della crisi e l’Italia deve ancora recuperare 4,5 punti di Pil rispetto al 2007 e il 30% di investimenti. Non possiamo impiegare altri dieci anni per ritrovare il sentiero di crescita necessario a creare benessere e lavoro”.
Secondo Fracassi “il Ministro Tria dichiara di avere a disposizione molti strumenti, ma non sembra voglia usarli, a partire dagli investimenti pubblici, sacrificati in legge di Bilancio, che rappresentano la prima leva utile a uscire dalla recessione e a ridurre la disoccupazione. Per questo diciamo che è necessaria una politica industriale, sociale, infrastrutturale e ambientale, fondata su almeno il triplo delle risorse oggi a disposizione”.
“Sabato prossimo – prosegue – scenderemo in piazza insieme a Cisl e Uil, per ribadire con forza le nostre proposte basate sulle priorità per il Paese e su un’idea di crescita e di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico che possa ridare gambe all’economia, forza e futuro al lavoro. Daremo voce – conclude Fracassi – a tutte quelle lavoratrici e lavoratori, giovani, pensionati e cittadini che vorrebbero dal Governo soluzioni concrete e un cambiamento vero”.
Fonte: Ufficio stampa Cgil

giovedì 26 febbraio 2015

Pari opportunità: Cgil, denuncia Lagarde pesa come un macigno

Loredana Taddei, responsabile Politiche di Genere della Cgil, commenta la denuncia di Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, che ha parlato di una ''cospirazione contro le donne'' private della possibilità di dare un contributo alla crescita economica, perché anziché le pari opportunità ''hanno di fronte a se un’insidiosa congiura''.
Il Fmi in una ricerca condotta sui danni del sessismo nel mondo, calcola in Italia una perdita di pil pari al 15% a causa della discriminazione contro le donne.
"Le parole di Lagarde - osserva Taddei - pesano come un macigno. Ma sono la cruda espressione della realtà, in particolare italiana, dove il divario di genere è in aumento”.
“Le cause - prosegue la dirigente del sindacato guidato da Susanna Camusso - come sempre sono molteplici: il gap salariale a parità di lavoro, lo svuotamento del Welfare e la mancanza di infrastrutture e servizi, che rende difficile coniugare impiego e vita privata, con il risultato che dopo il primo figlio la metà delle donne abbandona il lavoro. 
E la crisi che dovrebbe essere contrastata con una maggiore occupazione femminile, fa invece emergere in maniera drammatica la questione della mancanza di lavoro per le donne che, a parte ogni considerazione sull'ingiustizia sociale, continua ad accrescere la distanza tra l'Italia e il resto d'Europa".
"Doveva essere questo uno dei banchi di prova del primo Governo paritario italiano - conclude Taddei – invece l’Esecutivo continua a sottovalutare il ruolo delle politiche per valorizzare l'occupazione femminile, allontanando l'obiettivo della crescita del Paese".

Fonte: Ufficio stampa Cgil