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venerdì 10 giugno 2016

Sanità: Cecconi (Cgil), quadro allarmante, serve un SSN più forte

Siamo di fronte ad un quadro sempre più allarmante per il diritto alla salute dei cittadini, con oltre undici milioni di persone che rinunciano alle cure, ma la risposta non può essere ‘più sanità privata’, ovvero solo per chi può pagarsela: occorre prima di tutto dare più forza al Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale, indebolito da anni di tagli. Direzione che non sembra prendere il Governo, che prevede invece una diminuzione dell’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil da qui al 2019”. Così Stefano Cecconi, Responsabile Politiche della Salute della Cgil nazionale a proposito di quanto emerge dalla ricerca Censis-Rbm, presentata ieri in occasione del Welfare Day 2016.
L’analisi del Censis è condivisibile – sostiene Cecconi – ma lo è meno la ricetta proposta: affiancare un pilastro privato a quello pubblico rappresentato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) perché questo ormai è in crisi. Attenzione, se vogliamo davvero mantenere la tutela della salute come diritto fondamentale, prima di tutto bisogna dare più forza al SSN pubblico e universale indebolito da anni di tagli e il cui destino è in pericolo”. “Infatti – spiega lanciando l’allarme il dirigente sindacale – se si attueranno le previsioni del Governo, che vuole portare l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil al 6,5% nel 2019 (vedi l’analisi Cgil sul Def 2016) l’Italia scenderà al livello di guardia sotto il quale l’OMS segnala pericolo per il diritto alla