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giovedì 26 novembre 2020

Unar, sindacati e organizzazioni datoriali firmano protocollo d’intesa per la non discriminazione e l’inclusione nei luoghi di lavoro

Il 24 novembre si è svolto l’incontro in videoconferenza organizzato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) con le Organizzazioni Sindacali e Datoriali per la sottoscrizione di un Protocollo di intesa finalizzato alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni in ambito lavorativo.

L’ambiente di lavoro è uno dei principali luoghi in cui possono concretizzarsi il riconoscimento delle pari opportunità, la valorizzazione delle differenze e delle competenze di tutti i lavoratori e le lavoratrici, l’effettiva e piena inclusione di tutte le persone indipendentemente dall’origine etnica o da altri fattori di discriminazione, anche con riferimento alla discriminazione multipla.

L’UNAR e le Organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie del protocollo intendono lavorare in sinergia per promuovere e diffondere una cultura di integrazione, di inclusione e di promozione sociale, anche mediante iniziative comuni di informazione, formazione e sensibilizzazione.

In attuazione del Protocollo di intesa sarà istituita una Cabina di regia nazionale ad hoc, coordinata dall’UNAR, di cui faranno parte tutti i soggetti firmatari, per raccordare gli interventi in materia di non discriminazione nell’ambiente lavorativo, diffondere la conoscenza delle buone prassi già realizzate a livello nazionale e territoriale e promuovere nelle diverse realtà produttive le pratiche di diversity inclusion, favorendo nel mercato del lavoro l’instaurarsi di un proficuo clima aziendale che tenga nell’opportuna

lunedì 23 novembre 2020

Sisma Irpinia: Cgil, 40 anni dopo serve ancora legge quadro per emergenza, ricostruzione e prevenzione

“Il 23 novembre del 1980 una forte scossa sismica devastò l’Irpinia e colpì intere aree del Mezzogiorno. Da quella data drammatica che rimarrà nella memoria di tutti noi, in cui persero la vita 2.914 persone, sono passati quarant’anni e una serie di eventi sismici hanno purtroppo continuato a causare morte e distruzione in numerose regioni del nostro Paese”. Ad affermarlo, in una nota, la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi.

“Non possiamo restare fermi, non possiamo continuare ad agire di emergenza in emergenza. Abbiamo bisogno – sottolinea la dirigente sindacale – di una legge Quadro per gestire emergenze e ricostruzioni. Occorrono inoltre interventi strutturali che sappiano coniugare lo sviluppo, in particolare delle aree interne del Paese, la manutenzione del territorio e la prevenzione dal rischio sismico e idrogeologico”, conclude Fracassi.

– Per video e approfondimenti di Collettiva clicca qui

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

sabato 7 novembre 2020

Sanità: Cgil, Cisl, Uil, risorse, personale, territorio, non autosufficienza per affrontare l’emergenza e costruire il SSN del futuro

Positivo l’incontro che si è tenuto questa mattina in video call tra Cgil, Cisl, Uil confederali e di categoria e il Ministro della Salute Roberto Speranza. Le tre Confederazioni hanno illustrato le priorità necessarie ad affrontare la seconda fase della pandemia, nella prospettiva, però, di mettere le fondamenta per potenziare e rilanciare il SSN attraverso interventi di carattere strutturale. Tre i pilastri su cui investire prioritariamente: personale, territorio, cronicità e non autosufficienza.

“L’emergenza Covid va affrontata in un quadro di rilancio del SSN, a partire dal rafforzamento della sanità pubblica”, hanno affermato LandiniFurlan e Proietti, “serve un piano straordinario di assunzioni, di stabilizzazioni e di superamento del precariato. Sono necessarie quindi nuove risorse a cominciare da quelle da stanziare nella prossima legge di Bilancio e ne occorrono di più rispetto ai 4 miliardi previsti”.
Per Cgil Cisl e Uil investire nel personale significa anche procedere rapidamente al rinnovo del contratto scaduto da due anni e liberare le risorse per la contrattazione integrativa per dare risposte agli operatori sanitari impegnati in lunghi turni di lavoro.
Potenziare la rete dei servizi socio sanitari sul territorio deve essere il fulcro centrale del rilancio del sistema

martedì 25 febbraio 2020

Coronavirus: Cgil, azzerare Iva per prodotti di prevenzione

“È inaccettabile l’incremento ingiustificato dei prezzi dei prodotti di prevenzione e di protezione personale finalizzati ad evitare la diffusione del virus Covid 19. Il Governo intervenga, ad esempio azzerando temporaneamente l’IVA”. Così in una nota la Cgil nazionale.
“Per fortuna i casi sono una minoranza rispetto alla gran parte del circuito – si legge nella nota – ma in una fase in cui è necessario, con responsabilità, dare prova di coesione e di unità, crediamo che i comportamenti opportunistici debbano essere prevenuti e, in ogni caso, puniti con severità”.
“Inoltre – aggiunge in conclusione la Cgil – chiediamo al Governo di intervenire ed inserire nei provvedimenti a cui si sta lavorando misure ad hoc che garantiscano una maggiore accessibilità di questi prodotti, come l’azzeramento temporaneo dell’IVA”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 29 gennaio 2019

Lavoro: Cgil, costruire cultura e politica della salute e sicurezza

L’aumento degli infortuni denunciati all’Inail nel 2018 rispetto all’anno precedente, di quelli mortali e delle malattie professionali conferma quanto le organizzazioni sindacali denunciano da sempre: siamo dinanzi a un problema irrisolto, nonostante siano stati messi in campo strumenti importanti di carattere legislativo e contrattuale”. Così, in una nota, la Cgil Nazionale.
Per la Confederazione è necessario: “prendendo spunto dai più recenti accordi sindacali confederali e di categoria implementare tutte le ulteriori misure e strumenti; trasformare il ruolo dell’Inail da ente esclusivamente assicuratore in un pilastro del sistema integrato di salute e sicurezza; migliorare il quadro delle competenze a livello delle autorità pubbliche agendo rapidamente sull’attuale e insufficiente coordinamento tra le Asl di livello regionale e l’Ispettorato nazionale del Lavoro (Inl); valorizzare il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori facendo in modo che nessuna azienda e territorio ne sia più sprovvista.
Inoltre – prosegue – è indispensabile intervenire sui settori attualmente scoperti per quanto riguarda i provvedimenti applicativi del Testo Unico su salute e sicurezza (ferrovie, porti, scuola, marittimo, pesca) e su quelli caratterizzati da una ripetitività degli infortuni soprattutto mortali (cadute dall’alto, ambienti confinati, appalti); realizzare un sistema omogeneo su tutto il territorio nazionale in materia formativa anche al fine di garantire una larga diffusione della cultura della prevenzione che oltre ai luoghi di lavoro abbia nelle scuola un proprio punto centrale.
Queste sono solo alcune delle proposte che le parti sociali hanno avanzato a tutto il Paese. Esse chiamano in causa in primo luogo le istituzioni della Repubblica. Queste ultime diano prova di apertura alla società, di sensibilità sociale e istituzionale. Si convochino immediatamente le parti sociali più rappresentative delle imprese e dei lavoratori e si passi dal dolore e dallo sdegno a costruire una cultura e una politica della salute e sicurezza rivolta a tutto il Paese”, conclude la Cgil Nazionale.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 7 febbraio 2018

Esplosione azienda Como: Cgil, rabbia e apprensione, necessaria prevenzione

Esprimiamo rabbia e apprensione per quanto avvenuto nella ditta di lavorazione di rifiuti speciali in provincia di Como. Ci auguriamo che il bilancio dei lavoratori coinvolti non si aggravi, e che i ricoverati in ospedale in codice rosso possano uscire presto dalla situazione di pericolo”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale in seguito all’esplosione nell’azienda Ecosfera di Bulgarograsso.
Purtroppo siamo nuovamente di fronte ad un avvenimento grave, per la dinamica e per l’alto numero di persone interessate”, sottolinea la Cgil. “Bisogna inoltre ricordare – aggiunge – che il settore in questione, con un’elevata rischiosità delle lavorazioni, registra ogni anno alti indici infortunistici, fra i più elevati tra quelli accertati dall’Inail”.
Ribadiamo quindi che occorre intraprendere azioni di prevenzione efficaci e capillari affinché eventi del genere non si ripetano. Attendiamo di chiarire le cause di quanto accaduto, e – si legge in conclusione nella nota – ci dichiariamo a disposizione per tutte le azioni che i lavoratori stessi, le famiglie e le rappresentanze sindacali volessero intraprendere”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 16 gennaio 2017

Appello al Parlamento e al Governo

Approvare rapidamente leggi per rafforzare la prevenzione e il contrasto alle mafie e alla corruzione. In questa legislatura il Parlamento ha approvato alcuni importanti provvedimenti di legge in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e alla corruzione. 
Tra questi, ricordiamo quelli sullo scambio elettorale politico-mafioso, sulla corruzione e falso in bilancio, sui reati ambientali, sul caporalato e sul nuovo codice dei contratti e degli appalti, nonché alcuni decreti attuativi di atti normativi europei in materia. 
Tuttavia, non possiamo non evidenziare che alcune di queste riforme sono ancora incomplete. Inoltre, sono in attesa di approvazione altri importanti progetti di legge per molti dei quali l’iter è già in uno stato avanzato. 
Con la possibile fine anticipata della legislatura, vi è il rischio concreto che tutto questo importante lavoro possa essere disperso, mentre assistiamo ad un’aumentata e pericolosa pervasività e presenza dei mafiosi e dei corrotti nella vita politica ed economica del Paese, con danni ingenti per la democrazia e lo sviluppo dell’Italia.
Al fine di evitare questa situazione riteniamo importante che, prima dell’indizione delle prossime elezioni politiche, il Parlamento approvi in via definitiva alcuni importanti provvedimenti, tra i quali:

  • le misure riguardanti gli amministratori locali minacciati ed intimiditi (AC 3891, Disposizioni

venerdì 10 giugno 2016

Sanità: Cecconi (Cgil), quadro allarmante, serve un SSN più forte

Siamo di fronte ad un quadro sempre più allarmante per il diritto alla salute dei cittadini, con oltre undici milioni di persone che rinunciano alle cure, ma la risposta non può essere ‘più sanità privata’, ovvero solo per chi può pagarsela: occorre prima di tutto dare più forza al Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale, indebolito da anni di tagli. Direzione che non sembra prendere il Governo, che prevede invece una diminuzione dell’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil da qui al 2019”. Così Stefano Cecconi, Responsabile Politiche della Salute della Cgil nazionale a proposito di quanto emerge dalla ricerca Censis-Rbm, presentata ieri in occasione del Welfare Day 2016.
L’analisi del Censis è condivisibile – sostiene Cecconi – ma lo è meno la ricetta proposta: affiancare un pilastro privato a quello pubblico rappresentato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) perché questo ormai è in crisi. Attenzione, se vogliamo davvero mantenere la tutela della salute come diritto fondamentale, prima di tutto bisogna dare più forza al SSN pubblico e universale indebolito da anni di tagli e il cui destino è in pericolo”. “Infatti – spiega lanciando l’allarme il dirigente sindacale – se si attueranno le previsioni del Governo, che vuole portare l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil al 6,5% nel 2019 (vedi l’analisi Cgil sul Def 2016) l’Italia scenderà al livello di guardia sotto il quale l’OMS segnala pericolo per il diritto alla

martedì 28 luglio 2015

Drammatico bilancio di morti per infortunio sul lavoro

CGIL CISL e UIL di Brescia esprimono   la più profonda partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime dell'infortunio nell'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio a Modugno in provincia di Bari e si stringono ai colleghi e a tutti i lavoratori e lavoratrici colpiti dall'ennesima tragedia sul lavoro. A soli pochi giorni dalla morte di un operaio colpito dal getto di una pompa idraulica mentre era impegnato nella pulizia delle cisterne al Petrolchimico di Porto Marghera, altri 8 operai con il titolare dell'impresa perdono la vita in modo atroce. 
CGIL CISL e UIL confidano nell'inchiesta della magistratura perché si possa presto fare chiarezza sulle cause dell’incidente e sul rispetto delle misure di sicurezza. Denunciano l'ampia area di violazione delle norme vigenti in materia di prevenzione e tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori e delle lavoratrici nei diversi settori produttivi, aumentata anche per effetto della crisi economico-finanziaria.
Il   peggioramento   delle   condizioni   di   lavoro   trova   conferma   nella Relazione   2015 pubblicata dall'INAIL all'inizio di questo mese dove i numeri degli infortuni e delle Malattie risultano in aumento, tanto più negli ambiti la cui pericolosità è nota per rischi di esplosione, di caduta dall'alto e, più in generale, laddove i lavori assegnati rientrano nella filiera degli appalti basati sul massimo ribasso. 
La sicurezza e la prevenzione anziché essere considerate come un investimento che oltre a salvare le vite è strategico per qualificare il lavoro e rilanciare l'economia, per scarsa considerazione e lungimiranza  da  parte    di un numero ancora elevato  di imprese, enti e istituzioni, continua ad essere considerato un costo da comprimere. 
Contro questa deriva CGIL CISL  UIL di Brescia rivendicano il rispetto delle norme in materia di Salute e Sicurezza, la messa a bilancio di investimenti da parte delle imprese e lo sviluppo delle attività di Prevenzione e Sorveglianza con adeguato aumento degli organici negli enti preposti.

LAVORATORI E LAVORATRICI  CI UNIAMO AL DOLORE  DEI  FAMILIARI  E DELLA COMUNITA'  PUGLIESE  DENUNCIANDO  L'INDIFFERENZA  SUI  RISCHI SUL LAVORO E RIVENDICANDO   PIU'  PREVENZIONE E SICUREZZA.

CGIL                    CISL                   UIL
BRESCIA