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venerdì 25 giugno 2021

Fisco: Cgil, Cisl, Uil, riforma non potrà prescindere da confronto con sindacati

“Se le direttrici della riforma fiscale fossero quelle emerse dall’anticipazione delle conclusioni dell’indagine conoscitiva delle commissioni di Camera e Senato, sarebbero poco rispondenti alle necessità di una riforma fiscale equa e giusta”. Lo affermano in una nota unitaria la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, e i segretari confederali di Cisl e Uil Giulio Romani e Domenico Proietti.

L’Irpef – sottolineano i tre dirigenti sindacali – va riformata attraverso una diminuzione delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati, che da soli versano oltre il 90% del gettito netto, ed un ampliamento della base imponibile”. Fracassi, Romani e Proietti aggiungono che “Il regime dei forfait va ridiscusso; sarebbe sbagliato ridurre le imposte sulle rendite finanziarie”, e che “occorre contemporaneamente attuare una svolta epocale nella lotta all’evasione per recuperare i 110 miliardi che vengono sottratti alla collettività ogni anno e che rappresentano la via prioritaria per rafforzare le politiche pubbliche”.

Abbiamo da tempo presentato una piattaforma in cui chiediamo una riforma complessiva del sistema fiscale che ripristini l’equità. Le mobilitazioni del 26 giugno prossimo a Torino, Firenze e Bari – concludono Fracassi, Romani, Proietti – saranno l’occasione anche per rilanciare la piattaforma e ribadire che la riforma del fisco non può prescindere da un confronto con i sindacati che il Governo deve al più presto avviare”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


mercoledì 2 gennaio 2019

Pensioni: Ghiselli (Cgil), Governo convochi sindacati, necessario superare legge Fornero

“Nei prossimi giorni è prevista l’approvazione del decreto legge sulle pensioni e sarebbe un errore se il Governo procedesse, anche in questa circostanza, senza un preventivo confronto con le organizzazioni sindacali, ignorando le proposte che unitariamente abbiamo da tempo formulato”. Così il segretario nazionale della Cgil, Roberto Ghiselli.
“Se le anticipazioni fossero attendibili – aggiunge il dirigente sindacale – ci troveremmo di fronte ad una misura previdenziale temporanea, che si esaurirà in un triennio e che non potrà essere definita quota 100 perché il requisito dei 38 anni di contributi per l’anticipo pensionistico rimarrebbe vincolante a prescindere dall’età. Ma, soprattutto, non avrebbe nulla a che vedere con la “cancellazione” della legge Fornero che, al contrario, resterebbe in vigore integralmente e che, anche nei prossimi tre anni, non migliorerebbe le condizioni di gran parte delle persone, soprattuto per chi ha fatto lavori discontinui e gravosi, le donne, i lavoratori precoci”.
“Si sta parlando di misure, alcune anche condivisibili, – sottolinea Ghiselli – che comunque da sole non sono una riforma organica e socialmente sostenibile del sistema previdenziale italiano”.
“Voremmo inoltre capire – conclude il segretario nazionale della Cgil – se il decreto conterrà effettivamente la proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna, e un intervento risolutivo per gli esodati. Rispetto all’ipotesi di un blocco dei 5 mesi di incremento dell’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, se questa misura venisse accompagnata da un sistema di finestre d’uscita esteso anche a queste pensioni verrebbe annullato quasi del tutto il beneficio e sarebbe una ulteriore promessa non mantenuta”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil