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sabato 18 dicembre 2021

Pensioni: CGIL, il ricalcolo contributivo è iniquo, taglio su assegni fino a oltre il 30%

Il ricalcolo contributivo della pensione, ipotesi presa a riferimento da commentatori o esperti nel dibattito in corso sulla riforma previdenziale, produrrebbe un taglio importante e iniquo, che potrebbe arrivare a superare il 30% dell’assegno lordo. Lo conferma l’Analisi dell’Osservatorio Previdenza della Cgil nazionale e della Fondazione Di Vittorio, in cui si prendono a riferimento diversi casi, tutti ‘misti’, cioè con un'anzianità contributiva inferiore ai 18 anni di contribuzione al 31.12.1995.

Ad esempio, spiega il responsabile Politiche previdenziali della Cgil nazionale Ezio Cigna, “per una retribuzione di 20 mila euro lorde e con 30 anni di contribuzione complessiva, con una carriera lineare e 15 anni di contribuzione al 31.12.1995, la pensione lorda mensile passerebbe da 870 euro con il sistema misto a 674 euro con il ricalcolo contributivo, un taglio pari al 22,6%. Una differenza che in questo caso per un soggetto che anticipa a 64 anni l'uscita con il ricalcolo contributivo peserebbe per 19.344 euro di pensione in meno nell'intero periodo di pensionamento”.
Il metodo di ricalcolo non è equo – sostiene Cigna – e

lunedì 10 febbraio 2020

Pensioni: Cgil, sì a flessibilità no a ricalcolo contributivo

“È necessaria una vera riforma del sistema previdenziale che superi strutturalmente e definitivamente la legge Fornero, garantendo una flessibilità in uscita per tutti dopo i 62 anni, e a prescindere dall’età con 41 anni di versamenti, senza alcun ricalcolo contributivo. Occorre tenere conto della specifica condizione delle donne, dei lavoratori discontinui e precoci, dei lavoratori gravosi o usuranti e introdurre una pensione contributiva di garanzia per i giovani”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli al termine del tavolo tecnico di questa mattina al Ministero del Lavoro sulla flessibilità in uscita.
“Il governo, che più volte ha dichiarato di condividere la finalità e l’impianto della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, si è preso l’impegno di stimare e valutare le nostre proposte”, ha dichiarato il dirigente sindacale. “Restiamo in attesa di vedere quali misure metterà sul tavolo e quante saranno le risorse a disposizione”.
“La nostra proposta è economicamente sostenibile”, sottolinea Ghiselli, che ribadisce: “Siamo assolutamente contrari all’ipotesi di ricalcolo interamente contributivo, che, come dimostrano le nostre simulazioni, rischia di pesare eccessivamente sulle future pensioni, con un taglio fino al 30% dell’assegno lordo. Un metodo – aggiunge in conclusione – che determinerebbe addirittura un vantaggio per lo Stato perché imporrebbe al lavoratore un onere aggiuntivo maggiore del beneficio eventualmente concesso”.
L’Osservatorio Previdenza della Fondazione Di Vittorio e della Cgil nazionale ha effettuato una serie di simulazioni sull’effetto del ricalcolo contributivo
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 24 agosto 2015

SLC CGIL BRESCIA INFORMA: Come cambia il calcolo della pensione dal 1 Gennaio 2016

Dal 1 Gennaio 2016 cambiano i coefficienti per la trasformazione del montante di rendimento per il calcolo della pensione.
Tra le novità in materia pensionistica attuate o da attuare nel 2015, vi è anche quella relativa ai coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione che è già in vigore in quanto il relativo D.M. 22-06-2015 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 6 Luglio 2015
In sostanza si tratta dell'attuazione di quanto fissato dalla Legge 335/95 e successive modificazioni, circa l'aggiornamento triennale dei suddetti coefficienti attraverso i quali viene determinato il rendimento dei contributi previdenziali versati.
Il provvedimento contiene la nuova tabella in vigore dal 1° Gennaio 2016 e sostituisce quella valida fino al 31 Dicembre 2015.


OSSERVAZIONI
E' chiaro che la diminuzione dei valori dei coefficienti da considerare per il calcolo delle pensioni con il sistema contributivo, comporta automaticamente una diminuzione dell'importo delle pensioni stesse che verranno liquidate dal 1° Gennaio 2016 rispetto a quelle liquidate nel 2015 a parità di requisiti.
La diminuzione può essere valutata in una percentuale media pari all'1,5%.
L'incidenza negativa avrà un impatto marginale sulle pensioni liquidate con il sistema retributivo, mentre sarà più sensibile su quelle liquidate con il sistema misto ed ancor più su quelle liquidate con il sistema “Opzione Donna” il cui calcolo, com'è noto, viene effettuato tutto con il sistema contributivo.
Segreteria SLC-CGIL – Brescia