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mercoledì 21 settembre 2016

Fondo per pluralismo informazione: timidi avanzamenti ma eccesso di delega al Governo e sistema confuso

Il nuovo testo di legge per l’Istituzione del Fondo per il Pluralismo, votato al Senato in prima lettura il 16 settembre 2016, prosegue nel solco di altre norme prevedendo un’ampia delega al Governo per regolare una materia particolarmente delicata – così una nota della segreteria nazionale Slc Cgil.
In continuità con quanto già predisposto con il testo di “Riforma della Rai”, si delega alla Presidenza del Consiglio, entro 6 mesi, il riordino del Finanziamento Pubblico all’Editoria e alle Radio e Tv locali. Ancora una volta, come avvenuto per il servizio pubblico radiotelevisivo, si espropria il Parlamento dalla possibilità di discutereper definire organicamente il sistema radiotelevisivo ed editoriale.”
In aggiunta, alle precedenti stesure – elenca la nota Slc – il Senato ha inserito alcune materie riguardanti la Rai:

  • Il rinnovo della concessione stabilendone la durata decennale. Atto che riteniamo positivo ed importante per il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo e per i suoi 13.000 dipendenti, oltre che per tutto l’indotto.
  • Il limite dei compensi a 240 mila euro, dopo che lo stesso Governo, con la legge n. 89 del 2014, l’aveva cancellato. Nella norma rimane comunque poco chiaro se a tale limite sarà assoggettato anche il personale artistico.

Il prelievo introdotto sulle società concessionarie di pubblicità, viene ripartito al 50% tra quotidiani e radio e Tv Locali, con attribuzioni alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dello