“Il rilancio della politica di coesione europea deve essere la pietra angolare sulla quale fondare il prossimo quadro finanziario pluriennale post 2020, poiché rappresenta il tramite per costruire un’Europa federale, sociale e dei popoli”. È quanto si legge nel documento unitario che i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Gianna Fracassi, Angelo Colombini e Guglielmo Loy presentano quest’oggi al Parlamento Europeo nell’ambito dell’iniziativa ‘Le priorità del sindacato italiano. Il quadro finanziario pluriennale post 2020 e la politica di coesione europea’.
Nel documento le tre Confederazioni evidenziano alcune criticità nelle poste di bilancio contenute nella recente comunicazione della Commissione.
Per quanto riguarda le risorse, auspicano che “il principio guida del prossimo Quadro finanziario pluriennale post 2020 sia l’articolo 2 del Trattato di Lisbona, così da poter rendere applicabile il principio del valore aggiunto europeo, una strumentazione per monitorare e valutare i risultati dei programmi”. Inoltre, “la riforma del bilancio europeo dovrebbe prevedere una riforma degli attuali meccanismi di finanziamento diretti e indiretti, con fonti di finanziamento proprie, adeguate e stabili nel tempo, eurobond e nuove tasse (web tax e tassazione sulle rendite finanziarie).
Risorse che – sottolineano i tre sindacati confederali – dovrebbero essere utilizzate per rilanciare un consistente programma di investimenti pubblici e privati volti innanzitutto all’infrastrutturazione
Nel documento le tre Confederazioni evidenziano alcune criticità nelle poste di bilancio contenute nella recente comunicazione della Commissione.
Per quanto riguarda le risorse, auspicano che “il principio guida del prossimo Quadro finanziario pluriennale post 2020 sia l’articolo 2 del Trattato di Lisbona, così da poter rendere applicabile il principio del valore aggiunto europeo, una strumentazione per monitorare e valutare i risultati dei programmi”. Inoltre, “la riforma del bilancio europeo dovrebbe prevedere una riforma degli attuali meccanismi di finanziamento diretti e indiretti, con fonti di finanziamento proprie, adeguate e stabili nel tempo, eurobond e nuove tasse (web tax e tassazione sulle rendite finanziarie).
Risorse che – sottolineano i tre sindacati confederali – dovrebbero essere utilizzate per rilanciare un consistente programma di investimenti pubblici e privati volti innanzitutto all’infrastrutturazione
