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giovedì 25 novembre 2021

Pnrr: CGIL, definire Protocollo nazionale per partecipazione delle parti sociali

Positiva l’apertura del tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale sul Piano di Ripresa e Resilienza, ma sono trascorsi ben cinque mesi e ancora stiamo aspettando la definizione del Protocollo nazionale, previsto dalle legge 108, per la partecipazione delle parti sociali alle scelte sugli investimenti del Pnrr”.
Ad affermarlo la vicesegretaria generale della CGIL, Gianna Fracassi, al termine della prima riunione sul Pnrr che si è tenuta quest’oggi a Palazzo Chigi. Inoltre, la dirigente sindacale sottolinea un altro nodo critico: “mancano ancora le linee guida per l’attuazione della clausola sociale per giovani e donne.
È importante che tutti gli investimenti del Pnrr siano vincolati al 30% di assunzioni dedicate alle donne e al 30% ai giovani”.
Crediamo che le scelte necessarie a definire gli investimenti utili al Paese e al mondo del lavoro debbano essere realizzate con il coinvolgimento e la partecipazione dei sindacati”, conclude Fracassi.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 31 marzo 2021

Lavoro: Cgil, disuguaglianze si riducono con investimenti, ammortizzatori universali e contrasto povertà

Le nuove disuguaglianze sono il prodotto combinato degli effetti generati dalla pandemia e di quelli derivanti dalle criticità strutturali del nostro mercato del lavoro. L’emergenza sanitaria sta colpendo più duramente il lavoro cosiddetto fragile”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, intervenuta oggi in audizione presso la Commissione Lavoro della Camera sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro. 
La crisi pandemica – ha evidenziato la dirigente sindacale – non ha caratteristiche omogenee su tutto il mondo del lavoro. A risentirne maggiormente sono alcuni settori, pensiamo alla ristorazione, al comparto alberghiero o al piccolo commercio. Inoltre, incide con più forza su alcune tipologie di lavoro, dai part time ai tempi determinati, con contraccolpi differenti per genere e generazioni, a farne le spese infatti sono soprattutto le donne e i giovani, e per territori”.
Per Scacchetti, lo scenario pandemico ha reso evidenti due questioni, la prima “la necessità di un rafforzamento strutturale delle misure di contrasto alla povertà esistente, attraverso il potenziamento del Reddito di Cittadinanza, sia nei criteri di accesso e di calcolo del beneficio, sia nelle modalità di presa in carico dei beneficiari e nel conseguente rafforzamento dell’infrastruttura sociale territoriale,

martedì 2 febbraio 2021

Lavoro: Cgil, Istat certifica rischio di una imminente bomba sociale

“Sono dati che non sorprendono e purtroppo evidenziano un rischio sempre più imminente: se a primavera non verrà prorogato il blocco dei licenziamenti saremo di fronte a una vera e propria bomba sociale”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta le rilevazioni su occupati e disoccupati diffuse quest’oggi dall’Istat.

Donne, giovani, lavoratori autonomi – afferma la dirigente sindacale – hanno già pagato un prezzo altissimo, destinato a salire qualora non si mettano in campo strumenti straordinari e innovativi per governare la fase di transizione che verrà determinata dall’onda lunga della crisi”.

Per questo, prosegue Scacchetti, “chiediamo di riformare subito il sistema di protezioni sociali. Dobbiamo rilanciare il contratto di solidarietà difensiva e – sottolinea – creare un sistema universale di sostegno al reddito che non lasci indietro nessuno, a partire dai lavoratori con contratti precari e discontinui”. Inoltre, continua la segretaria confederale, “la proroga del blocco dei licenziamenti serve a garantire le condizioni per individuare in modo condiviso soluzioni e interventi capaci di evitare un impatto sociale che rischia di essere drammatico”.

Infine “come da noi proposto anche nelle audizioni sul Recovery Plan occorre un piano straordinario di investimenti che abbiano come obiettivo principale la creazione di nuova occupazione. Non si può costruire la ripresa sulle macerie del lavoro”, conclude Scacchetti.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


mercoledì 9 dicembre 2020

Lavoro: Scacchetti, pandemia ha accentuato criticità. Invertire tendenza con investimenti.

“La pandemia ha, senza alcun dubbio, accentuato e reso evidenti le criticità e le debolezze già presenti nel nostro mercato del lavoro: crescita della precarietà e dell’occupazione povera e scarsamente qualificata, esclusione dei giovani, ampliamento dei divari territoriali. Inoltre, ha determinato il crollo dei tempi determinati, la crescita dei lavoratori scoraggiati e l’aumento di coloro che sono nella cosiddetta area della sofferenza”. Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti commenta quanto fotografato dalla ricerca realizzata dalla Fondazione Di Vittorio dal titolo “Il mercato del lavoro in Italia alla prova della pandemia: ripercussioni e prospettive”.

Per la dirigente sindacale “il 2021, partendo da queste basi, non può diventare l’anno dei licenziamenti. Certamente il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti hanno evitato una vera e propria emorragia di posti di lavoro, ma ora sono urgenti altre misure, in primis la riforma degli ammortizzatori sociali, accompagnata da alcuni interventi da attuare subito come il rilancio dei contratti di solidarietà, il rafforzamento della Naspi e della Dis Coll”.

“Inoltre – prosegue Scacchetti – sarà fondamentale definire una forte condizionalità degli investimenti alle loro ricadute occupazionali. Sarà essenziale definire un piano straordinario per l’occupazione che a partire dai settori pubblici, sanità ed istruzione in primis, possa garantire uno shock occupazionale soprattutto per giovani e donne”.

giovedì 29 ottobre 2020

Inps: Scacchetti (Cgil), da dati emerge importanza di tutelare occupazione e favorire investimenti

“Le misure varate in questi mesi di pandemia e i dati relativi al mercato del lavoro descritti nel rapporto annuale Inps rendono evidente come in poco tempo sia cambiato completamente lo scenario di riferimento”. Ad affermarlo, in una nota, la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti che sottolinea “come le misure ‘argine’, bonus, indennità, congedi, cassa integrazione, ma anche il non citato blocco dei licenziamenti, hanno protetto e sostenuto, nonostante la frammentarietà, imprese e lavoratori ed evitato il crollo dei livelli occupazionali e dei redditi”.

Nel dettaglio la dirigente sindacale si sofferma sui dati relativi alla cassa integrazione: “Dodici milioni di prestazioni Cig in sette mesi per 6,5 milioni di lavoratori evidenziano – afferma – le difficoltà del nostro sistema produttivo, in particolare dei settori definiti non essenziali”. In merito alla riforma degli ammortizzatori sociali, Scacchetti condivide le riflessioni proposte da Tridico “è necessario superare una logica prettamente categoriale a favore di una riforma a carattere universale e inclusiva, a carattere assicurativo. Riforma che inevitabilmente dovrà affrontare il tema di una contribuzione generalizzata che ne garantisca la sostenibilità. Appare invece semplificatoria la proposta di superare la frammentarietà delle misure attraverso la sola estensione della Cigo”.

Inoltre, Scacchetti esprime preoccupazione per “il rovesciamento inevitabile del trend dei dati

venerdì 18 settembre 2020

Coronavirus: Cgil, effetti prevedibili su lavoro, ora agire in fretta con investimenti

“Gli effetti prevedibili della pandemia sul mercato del lavoro sono rappresentati in tutta la loro drammaticità dai dati pubblicati oggi dall’Osservatorio Inps sul precariato. Occorre agire in fretta affinché il Paese sia pronto, al termine delle misure di protezione per il lavoro, ad una ripresa efficace e duratura”. Lo afferma in una nota la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti.

Per la dirigente sindacale, il confronto tra il primo semestre 2019 e quello 2020 evidenzia un dato importante “sono stati attivati -1.669.443 posti di lavoro, e il 68,8% dei dei nuovi contratti – sottolinea preoccupata – è lavoro povero, a tempo determinato, stagionale, intermittente. Nel solo mese di giugno questo dato ha raggiunto il 70,5%”. “La contrazione complessiva delle assunzioni attivate dai datori di lavoro – prosegue la segretaria confederale – si mostra a maggio più contenuta, questo grazie al blocco dei licenziamenti, una rivendicazione ottenuta dal costante impegno della Cgil in questi mesi. Una rilevazione – aggiunge – che indica quanto sia urgente agire mettendo in campo investimenti pubblici e privati, capaci di farci uscire dalla secca del lavoro povero”.

Le risorse messe a disposizione dall’Europa dovranno essere impiegate per sostenere il lavoro stabile e di qualità, sia nei settori pubblici, come sanità e istruzione, sia in quelli privati con progetti per l’innovazione, la ricerca e nuovi modelli produttivi”, conclude Scacchetti.
Fonte: Uffico Stampa Cgil

mercoledì 16 settembre 2020

Ambiente: Cgil, strategici investimenti Next generation Eu per lotta a cambiamenti climatici

Alla luce di quanto annunciato quest’oggi da Von der Leyen, il nostro Paese dovrà impegnarsi da subito per rivedere gli obiettivi nazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. Sarà fondamentale utilizzare bene le risorse di Next generation Eu che per il 37% verranno destinate agli investimenti green”. Così la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi commenta la proposta avanzata dalla Presidente della Commissione al Parlamento Europeo su innalzamento del target di riduzione delle emissioni di Co2 per il 2030 almeno al 55% e investimenti massicci su ‘green’ e digitale.

È questo – prosegue la dirigente sindacale – il momento per cambiare il nostro modello di sviluppo: decarbonizzazione, riconversione ecologica delle produzioni, efficientamento energetico e sviluppo delle energie rinnovabili dovranno essere al centro delle politiche del Paese, e lo Stato dovrà essere attore economico nei settori strategici dell’economia anche per contrastare i cambiamenti climatici, favorire la riconversione energetica del sistema produttivo, l’economia circolare, e creatore e promotore della piena e buona occupazione”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 8 giugno 2020

Istat: Cgil, occorrono investimenti pubblici per compensare caduta domanda privata

 “Lo scenario economico globale sarà dominato dagli effetti negativi della pandemia e il drastico ridimensionamento del commercio mondiale influenzerà il commercio estero nazionale. Per rilanciare l’economia italiana occorreranno investimenti pubblici per compensare la caduta della domanda privata”. Così la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi commenta le previsioni economiche diffuse quest’oggi dall’Istat.
“L’Istituto nazionale di statistica rileva – sottolinea Fracassi – una ripresa ‘dimezzata’: una recessione profonda per quest’anno e un rimbalzo positivo molto meno forte della caduta. Tutto ciò nonostante le misure di sostegno al lavoro, alle famiglie e alle imprese messe in campo dal Governo e nonostante la scommessa sull’efficacia della politica monetaria accomodante e, ancor di più, su una politica europea espansiva”.
“In linea col quadro macroeconomico tendenziale del Governo, presentato poco meno di due mesi fa nel DEF, si prevede – prosegue Fracassi – una marcata contrazione del Pil determinata prevalentemente dalla domanda interna e, in particolare, dalla caduta dei consumi (-8,7%) e dal crollo degli investimenti (-12,5%), che rimontano solo parzialmente nel prossimo anno”. “D’altra parte – aggiunge la dirigente sindacale – l’Istat prevede segno negativo per i salari reali nel biennio e una brusca riduzione dell’occupazione nel 2020 (-9,3%), misurata in termini di unità di lavoro quindi tenendo conto delle ore lavorate, con una ripresa, anche qui, molto limitata nel 2021 (+4,1%)”.
“Per questo, occorre un nuovo ruolo economico dello Stato. I presupposti e le risorse ci sono tutti, a livello nazionale ed europeo. Serve solo programmare, assieme alle parti sociali, gli investimenti pubblici, le riforme, la creazione di lavoro, il nuovo welfare, la nuova governance pubblica. Insomma – conclude Fracassi – un piano che utilizzi al meglio i fondi a disposizione, coniugando le risposte all’emergenza con la visione di un nuovo modello di sviluppo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 24 ottobre 2019

Patto per la ricerca: Cgil, Flc Cgil, fatto importante, necessari meno incentivi e più investimenti


Il Patto per la ricerca presentato ieri dal ministro Fioramonti è un fatto importante, significativo e condivisibile negli obiettivi che si propone”. È quanto sostengono in una nota congiunta Cgil e Flc Cgil.
“È importante – sottolinea la nota – poiché rappresenta una scommessa a favore di uno sviluppo di qualità, socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile. Un nuovo modello di sviluppo che deve partire da un nuovo ruolo dello Stato e che presuppone una ripresa e un aumento degli investimenti privati, ma anche una maggiore responsabilità̀ sociale del sistema delle imprese per affrontare tutti quegli elementi di debolezza, che hanno determinato l’aumento della dipendenza tecnologica del nostro Paese”.
In questo nuovo modello – sostengono Confederazione e categoria – è però necessario rompere la logica della spesa a pioggia e incondizionata verso il sistema produttivo esistente, puntando a meno incentivi e più investimenti”.
“È decisivo aumentare le risorse per le università e investire molto di più sulla ricerca di base. Nel settore della ricerca pubblica l’Italia investe meno della media europea ed ha basso numero di ricercatori in rapporto alla popolazione. È indispensabile pensare a nuovi investimenti in questo settore, anche per affrontare il tema del precariato: fare ricerca non può essere un lavoro poco garantito, poco pagato, poco riconosciuto”, conclude la nota.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 10 aprile 2019

Def: Landini, governo boccia se stesso e prende in giro italiani

Nella bozza di Def il governo boccia se stesso; insiste nelle inesattezze e certifica gli errori fatti sulle stime della crescita; prevede un calo nell’occupazione e un aumento della disoccupazione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Il Def – prosegue il leader del sindacato di Corso d’Italia – registra l’impatto quasi nullo delle vecchie e nuove misure programmate come il decreto crescita – un elenco di interventi già sperimentati e privi di risultati – e lo sblocca cantieri che rischia di ridurre le tutele del lavoro e favorire fenomeni corruttivi e malavitosi”.
Secondo Landini “il governo continua a prendere in giro gli italiani con misure di propaganda elettorale come la flat-tax, che privilegiando i ricchi contrasta con il principio costituzionale di progressività; non prevede una seria lotta all’evasione mentre sul versante fiscale non dà risposte a lavoratori e pensionati”.
Crediamo che non ci sia più tempo da perdere” aggiunge il segretario generale della Cgil. “Insieme a Cisl e Uil – sottolinea Landini – abbiamo detto che serve una diversa politica economica prevedendo il rilancio degli investimenti pubblici e privati, soprattutto nelle infrastrutture materiali, sociali e della conoscenza, capaci di far ripartire il Paese e un grande piano di manutenzione e riassetto del territorio”.
È indispensabile – prosegue il dirigente sindacale – una vera riforma fiscale che, aumentando le detrazioni, dia una risposta ai redditi di lavoratori e pensionati e compia una reale lotta alle diseguaglianze rispettando la costituzione che parla di equa contribuzione in base alla possibilità economica dei cittadini, ovvero di redditi e ricchezza”.
Nel Def – conclude il segretario generale della Cgil – non c’è dunque un’idea di sviluppo, manca un progetto per il Paese, mentre le misure economiche sono piegate al consenso elettorale. Così non si regge, rischiamo seriamente di andare a sbattere”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 8 febbraio 2019

Industria: Cgil, quadro fosco, servono investimenti e innovazione

Il 2018 si è chiuso con un pesante calo della produzione industriale e le previsioni per il 2019 non sono positive. Un quadro fosco che conferma l’entrata in recessione del Paese con prevedibili e pesanti ripercussioni sul sistema produttivo e sull’occupazione”. Così la Cgil Nazionale commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Istat.
Quanto rilevato dall’Istituto Nazionale di Statistica – sottolinea la Confederazione – contraddice clamorosamente le incaute affermazioni sia del Presidente del Consiglio che del ministro dello Sviluppo economico circa una presunta ripresa dell’Italia. Si abbandonino i falsi ottimismi e si metta mano ad una situazione che rischia di presentare un conto assai grave in termini di possibili e ulteriori perdite di posti di lavoro e del perdurare di un declino della manifattura italiana”.
In particolare, si legge nella nota “occorre: una nuova politica industriale fondata su investimenti e innovazione; risolvere rapidamente i casi di crisi aziendali aperti; rivedere il sistema di ammortizzatori sociali messo in discussione dalle scelte dei precedenti governi, così come chiediamo in un protocollo d’intesa sottoscritto insieme a Cisl, Uil e Confindustria. Inoltre, servirebbe ripensare ed evitare di mettere in atto misure sbagliate come quelle sull’auto, che rappresenta il settore che oggi segna la caduta più grave”.
Anche per queste ragioni domani saremo in piazza a Roma per una grande manifestazione nazionale unitaria. Al Governo chiediamo l’apertura di un confronto vero e serrato su questi temi, in assenza – conclude la Cgil – assumeremo tutte le iniziative per rimettere al centro il futuro dell’industria italiana e la difesa dell’occupazione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 9 gennaio 2019

Lavoro: Cgil, il Paese è fermo

Il mercato del lavoro è ormai da troppi mesi immobile. Il Paese è fermo, anzi, dai dati diffusi quest’oggi dall’Istat su ‘occupati e disoccupati’ si intravede, ancor più distintamente, l’avvicinarsi del rischio recessione, un rischio aggravato ulteriormente dalla stagnazione della produzione industriale”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
La dirigente sindacale esprime particolare preoccupazione per il dato sugli occupati (58,6%), e sottolinea: “si ripete sostanzialmente dalla scorsa primavera. Tra gli occupati, su base annua, crescono solo gli ultracinquantenni e calano tutte le altre fasce di età. Diminuisce l’occupazione femminile e quella dipendente. Cala la disoccupazione, ma solo a fronte dell’aumento degli inattivi e dell’esaurirsi dei tempi degli ammortizzatori sociali, e il dato sull’occupazione giovanile ristagna, ormai da troppo tempo, al 31,6%”.
Il futuro del Paese, e le rilevazioni di oggi lo dimostrano, ha bisogno di ingenti investimenti per la creazione di lavoro, a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali. Purtroppo – conclude Scacchetti – la manovra economica del Governo non va in questa direzione: diminuiscono gli investimenti e si depotenziano le già esigue iniziative e misure in materia di politiche attive. Per questo il 9 febbraio saremo in piazza a Roma, insieme a Cisl e Uil, per un’importante manifestazione nazionale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 19 ottobre 2018

Manovra: Colla, Cgil “Siamo al Passo del gambero. Occorre lavoro di cittadinanza”

Siamo di fronte al cammino del gambero, altro che manovra del popolo”. Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil, ad una prima analisi, bolla come “impostazione che ci riporta ancora più indietro” i documenti presentati dal governo in tema di politica economica, DEF, decreto fiscale, legge di bilancio ecc.
Non ci sono soltanto tagli e diminuzioni finanziarie verso la formula che chiamiamo ‘impresa 4.0’. In più, a giudizio unanime delle Parti Sociali e di tutti gli operatori economici -fa rilevare il segretario confederale- i meccanismi di incentivazione di bonus, di iper ammortamento, super ammortamento, credito di imposta alla formazione, legge Sabbatini ecc., hanno consentito di realizzare una crescita di fatturato e di ordinativi per migliaia di aziende soprattutto piccole e medie che senza questi interventi non sarebbero mai riuscite a far investimenti di trasformazione tecnologica e a mettersi così in pari con i nostri competitori europei”.
Da ciò la preoccupazione di Colla “sia per le prevedibili ricadute negative sul piano occupazionale, della produzione industriale e dei servizi”, sia perché dietro a tutto questo c’è “una totale mancanza di visione, l’assenza grave di qualunque strategia di sviluppo. Basti pensare -rimarca

venerdì 12 ottobre 2018

Scuola: Cgil, sosteniamo mobilitazione studenti, investire su istruzione

Grave l’assenza in legge di Bilancio di investimenti strutturali in istruzione, ricerca e lavoro, essenziali per contrastare disoccupazione, insuccesso formativo e esclusione sociale delle nuove generazioni. Per questo sosteniamo gli studenti che quest’oggi stanno manifestando in numerose piazze italiane”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra in merito alle mobilitazione nazionale promossa dagli studenti medi e universitari.
Per il segretario confederale, le scelte del Governo “non sono all’altezza delle sfide che il Paese deve fronteggiare per assicurare diritti di cittadinanza, pari opportunità e crescita personale e professionale ai nostri giovani”. “Servono – sottolinea – risorse maggiori per il diritto allo studio. Bisogna investire su un Piano nazionale di contrasto alla dispersione scolastica, e occorre realizzare efficaci interventi di sostegno all’occupazione”.
“Infine – conclude Massafra – rilanciamo il messaggio che gli studenti stanno diffondendo da tutte le piazze per costruire una società migliore, più inclusiva e che ripudia ogni forma di razzismo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 9 ottobre 2018

Il giudizio dei sindacati: Def debole

Cgil, Cisl e Uil giudicano il Def “debole”, lo sviluppo e il lavoro “sono i grandi assenti”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, al termine della segreteria unitaria con Cisl e Uil dedicata alla valutazione della manovra del governo. Secondo i sindacati, anche sugli investimenti per le infrastrutture, sulla sanità, su formazione e istruzione “c’è un’assenza di idea di futuro”. Il Def è “del tutto insufficiente per far ripartire il Paese”, ha sottolineato Furlan (Cisl). Oltre al fatto, come ha rimarcato Carmelo Barbagallo (Uil), che “mancano investimenti per le infrastrutture, risorse per i contratti della pubblica amministrazione, fisco e Mezzogiorno”.
Nella nota di aggiornamento del Def, spiega Camusso, spicca “l’assenza di un’idea del futuro e delle prospettive del Paese, che invece ha bisogno di uscire con determinati elementi dalla crisi degli anni scorsi”. Per il segretario generale Cgil “è stato un incontro molto utile e una discussione positiva, in particolare ci siamo confrontati sull’aggiornamento del Def e, quindi, sugli annunci che si determinano per la legge di bilancio. Abbiamo condiviso un giudizio generale sulla non intenzione di misure utili su sviluppo e lavoro, temi che sono assenti come quelli degli investimenti, infrastrutture, sanità, formazione, conoscenza e istruzione”. 
Camusso ha poi posto il tema sulla questione fiscale, che va “nella direzione sbagliata, a partire dai condoni e allo spostamento di reddito da lavoro e pensioni verso altri”. Sul reddito di cittadinanza ha sottolineato che “per il momento è molto fumoso”, soprattutto in rapporto alle prospettive di lavoro.
Cgil Cisl e Uil hanno deciso di mettere a punto una piattaforma unitaria, che parta da lavoro fisco e

giovedì 4 ottobre 2018

Def: Cgil, insufficienti gli investimenti per lavoro e sviluppo

Gli interventi decisi dal Governo, e quindi anche le scelte di sforamento del rapporto deficit/pil, devono rispondere alle necessità del Paese e non al mero consenso elettorale, come la Flat tax”. È il giudizio della Cgil all’indomani dell’approvazione del Consiglio dei ministri della nota di aggiornamento del Def.
Per la Cgil “le priorità devono essere gli investimenti e il lavoro; le infrastrutture materiali e le infrastrutture sociali per ridurre le disuguaglianze; la messa in sicurezza del territorio; la riduzione dei divari territoriali. Su questi punti si sarebbe dovuto intervenire coraggiosamente con un piano di investimenti finalizzato a crescita e sviluppo sostenibile”.
In attesa dei testi e della loro traduzione nella legge di bilancio – prosegue il sindacato di corso d’Italia – alcune operazioni ci sembrano mere partite di giro, poiché per finanziare gli interventi vengono ridotti altri strumenti, o si prefigurano ulteriori nuovi tagli sul welfare”. “Sul fisco – sottolinea – si sceglie di non abbassare le imposte a lavoratori e pensionati e di non combattere seriamente l’evasione fiscale, ma si annulla il criterio della progressività a favore di pochissimi e si annuncia l’ennesimo condono fiscale”.
La legge di bilancio dovrà nei prossimi giorni tradurre in scelte concrete la traccia contenuta nel Def: è necessario e urgente aprire un confronto con le organizzazioni di rappresentanza del lavoro. Vorremmo – conclude la Cgil Nazionale – evitare di misurare a posteriori la distanza tra le parole e i fatti, come ci sembra di poter affermare in relazione alle misure previste per Genova, dove lavoro e prospettive per la città sono scomparse o sono state fortemente ridimensionate”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 28 settembre 2018

Def: Cgil, insufficienti gli investimenti per lavoro e sviluppo

Gli interventi decisi dal Governo, e quindi anche le scelte di sforamento del rapporto deficit/pil, devono rispondere alle necessità del Paese e non al mero consenso elettorale, come la Flat tax”. È il giudizio della Cgil all’indomani dell’approvazione del Consiglio dei ministri della nota di aggiornamento del Def.
Per la Cgil “le priorità devono essere gli investimenti e il lavoro; le infrastrutture materiali e le infrastrutture sociali per ridurre le disuguaglianze; la messa in sicurezza del territorio; la riduzione dei divari territoriali. Su questi punti si sarebbe dovuto intervenire coraggiosamente con un piano di investimenti finalizzato a crescita e sviluppo sostenibile”.
In attesa dei testi e della loro traduzione nella legge di bilancio – prosegue il sindacato di corso d’Italia – alcune operazioni ci sembrano mere partite di giro, poiché per finanziare gli interventi vengono ridotti altri strumenti, o si prefigurano ulteriori nuovi tagli sul welfare”. “Sul fisco – sottolinea – si sceglie di non abbassare le imposte a lavoratori e pensionati e di non combattere seriamente l’evasione fiscale, ma si annulla il criterio della progressività a favore di pochissimi e si annuncia l’ennesimo condono fiscale”.
La legge di bilancio dovrà nei prossimi giorni tradurre in scelte concrete la traccia contenuta nel Def: è necessario e urgente aprire un confronto con le organizzazioni di rappresentanza del lavoro. Vorremmo – conclude la Cgil Nazionale – evitare di misurare a posteriori la distanza tra le parole e i fatti, come ci sembra di poter affermare in relazione alle misure previste per Genova, dove lavoro e prospettive per la città sono scomparse o sono state fortemente ridimensionate”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 9 aprile 2018

Ue: Cgil, Cisl, Uil, rilanciare politica coesione per Europa federale, sociale e dei popoli

Il rilancio della politica di coesione europea deve essere la pietra angolare sulla quale fondare il prossimo quadro finanziario pluriennale post 2020, poiché rappresenta il tramite per costruire un’Europa federale, sociale e dei popoli”. È quanto si legge nel documento unitario che i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Gianna FracassiAngelo Colombini e Guglielmo Loy presentano quest’oggi al Parlamento Europeo nell’ambito dell’iniziativa ‘Le priorità del sindacato italiano. Il quadro finanziario pluriennale post 2020 e la politica di coesione europea’.
Nel documento le tre Confederazioni evidenziano alcune criticità nelle poste di bilancio contenute nella recente comunicazione della Commissione.
Per quanto riguarda le risorse, auspicano che “il principio guida del prossimo Quadro finanziario pluriennale post 2020 sia l’articolo 2 del Trattato di Lisbona, così da poter rendere applicabile il principio del valore aggiunto europeo, una strumentazione per monitorare e valutare i risultati dei programmi”. Inoltre, “la riforma del bilancio europeo dovrebbe prevedere una riforma degli attuali meccanismi di finanziamento diretti e indiretti, con fonti di finanziamento proprie, adeguate e stabili nel tempo, eurobond e nuove tasse (web tax e tassazione sulle rendite finanziarie).
Risorse che – sottolineano i tre sindacati confederali – dovrebbero essere utilizzate per rilanciare un consistente programma di investimenti pubblici e privati volti innanzitutto all’infrastrutturazione

venerdì 19 gennaio 2018

Inps: Cgil, aumenta lavoro ‘mordi e fuggi’. Servono investimenti per occupazione stabile

Nei primi undici mesi del 2017 si è generato in Italia solo un lavoro ‘mordi e fuggi’, a dimostrarlo le rilevazioni dell’Inps di quest’oggi: il dato relativo alla crescita delle cessazioni dei contratti a tempo determinato, pari al 24.2%, è pressoché identico a quello delle assunzioni 26%”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Osservatorio Inps sul precariato.
Finiti o ridotti gli sgravi il lavoro cresce, ma – denuncia la dirigente sindacale – è più povero in termini di stabilità, diminuisce il tempo indeterminato e cresce il tempo determinato, e più debole per durata e ore lavorate”.
Per Scacchetti “anche i dati relativi alla riduzione delle ore di cassa integrazione vanno letti con attenzione, specie se si guarda al grande utilizzo di quella straordinaria rispetto al periodo pre-crisi. Altrettanto preoccupante – aggiunge – la conferma dei dieci milioni di ore per la cassa ordinaria che da tempo continua a registrare questi numeri”. “Se si considera che i dati non tengono conto dell’utilizzo del FIS e del costante aumento delle domande di Naspi (+ 3,3%), appare evidente – sottolinea la segretaria confederale – che la situazione del sistema delle imprese è, pur in presenza di una congiuntura positiva, ancora molto difficile”.
Riteniamo quindi necessario spostare il baricentro degli interventi sugli investimenti che possano generare occupazione. É importante – conclude Scacchetti – invertire la tendenza alla precarizzazione del mercato del lavoro che non favorisce la ripresa e impedisce sia il rafforzamento della crescita in termini qualitativi che la riduzione delle disuguaglianze”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil