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giovedì 11 ottobre 2018

Pensioni: Cgil a Boeri, basta giocare con le cifre, necessario superare legge Fornero

Si continua a giocare con le cifre cercando di interdire qualunque ipotesi di modifica della normativa previdenziale. Fornire numeri che possono apparire impressionanti, ma senza precisare i criteri di calcolo e l’arco temporale a cui si fa riferimento, serve solo ad alimentare ulteriore confusione”. Così il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli commenta quanto dichiarato oggi dal presidente dell’Inps, Tito Boeri in audizione alla Commissione Lavoro della Camera.
Boeri dovrebbe anche dire – aggiunge Ghiselli – che il sistema previdenziale italiano è finanziariamente in equilibrio e che vi sono le condizioni, oltre che l’esigenza, per renderlo sostenibile anche socialmente. È pertanto necessaria e urgente una vera riforma previdenziale che superi l’impianto della legge Fornero”.
Per il segretario confederale “la ‘quota 100’, sulla quale per poter esprimere un giudizio compiuto è fondamentale conoscere i dettagli, potrebbe rappresentare un’ipotesi interessante da cui partire, ma in ogni caso sarebbe del tutto insufficiente, perché – spiega – lascerebbe inalterata la condizione di fasce importanti del mondo del lavoro, come le donne, il Mezzogiorno, il lavoro povero e discontinuo, che caratterizza soprattutto la condizione lavorativa dei giovani. Inoltre, non darebbe risposte ai lavoratori precoci e non affronterebbe la questione del lavoro più pesante e gravoso”.
Su questi argomenti – conclude Ghiselli – sarebbe importante che il Governo aprisse un confronto con le organizzazioni sindacali, dando riscontro ad una richiesta avanzata lo scorso mese di luglio”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 2 maggio 2017

Manovra: Cgil, grande assente il Lavoro

Una manovra nella quale, ancora una volta, il grande assente è il Lavoro. Una manovra che non mostra alcuna ambizione di rilancio del Paese, anzi, lo lascerà in una fase di stagnazione”. È questo in estrema sintesi il giudizio della Cgil sul Decreto n.50, illustrato quest’oggi dalla segretaria confederale Gianna Fracassi in audizione dinanzi alle Commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera.
Tra le valutazioni generali, la Cgil evidenzia come l’incremento dell’indebitamento netto strutturale di 3,4 miliardi di euro rappresenti “l’ennesimo intervento di correzione dei conti che lascerà l’Italia in stagnazione, combinando austerità e liberismo, senza sospingere la crescita del Pil”. 
Inoltre, “nel Decreto è presente una serie di aggiustamenti tecnici di natura amministrativa, procedurale e normativa, nonché di incentivi fiscali, che appaiono a vantaggio prevalentemente delle imprese. Ancora una volta – denuncia la Cgil – manca il lavoro, soprattutto quello giovanile”.
Nel dettaglio, sui temi di Pubblica Amministrazione e lavoro pubblico la Confederazione esprime preoccupazione per “l’ulteriore riduzione della spesa pubblica, tagli per altri 460 milioni di euro che avranno un impatto diretto sulla domanda aggregata”. Per le autonomie locali, la Cgil precisa come occorrano “più risorse, e l’estensione del turn-over occupazionale”. 
In merito alla spesa sociale “il sindacato, unitariamente, chiede al Governo certezza che i Fondi vengano ristabiliti alle cifre concordate: 311,56 milioni di euro per le Politiche Sociali, 500 milioni per la Non Autosufficienza”.
Sulle risorse e misure previste dal Governo per le zone colpite dal terremoto, il sindacato di Corso d’Italia evidenzia tre nodi: “le risorse, 1 miliardo di euro stanziato per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019, non sono finalizzate solo alle zone terremotate; il progetto ‘Casa Italia’ risulta quindi