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martedì 4 aprile 2017

Energia: Filippi (Cgil), emendamento Governo su abolizione mercato tutelato va nel verso giusto

“Finalmente anche il Governo ha preso atto di quanto la Cgil sostiene da sempre, ovvero che il passaggio al mercato libero comporterebbe l’automatico aumento delle bollette e quindi un danno economico per le famiglie italiane”. Così il responsabile delle Politiche energetiche della Cgil nazionale, Antonio Filippi, commenta l’emendamento dell’Esecutivo al ddl Concorrenza che farebbe slittare al 2019 l’abolizione del servizio di maggior tutela nelle tariffe elettriche e del gas per verificare l’impatto che questa avrebbe sui 23 milioni di utenti domestici, e non ne esclude l’eventuale conseguente sospensione.
“Riteniamo – sostiene Filippi – che la scelta di aderire o meno al libero mercato debba essere basata solo sulla reale convenienza economica, e non sull’obbligatorietà prevista nel ddl Concorrenza”. “Proseguire lungo quella strada sarebbe stato solo un regalo miliardario alle aziende distributrici, per questo auspichiamo che l’emendamento del Governo venga approvato”, conclude il dirigente sindacale.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 22 marzo 2017

Energia: Filippi (Cgil), no a passaggio obbligatorio a mercato libero

Fin dalle prime discussioni sul ddl concorrenza abbiamo lanciato l’allarme sull’aumento consistente delle bollette per 23 milioni di clienti domestici conseguente alla fine del mercato tutelato dell’energia elettrica nel 2018. Oggi lo ha sostenuto anche il presidente della Commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti. L’utente deve essere libero di scegliere in base alla convenienza, lo ribadiamo”. Così Antonio Filippi, responsabile delle politiche energetiche della Cgil nazionale, in occasione della presentazione del Rapporto 2016 del Gestore dei Servizi Energetici.
Saranno le famiglie a pagare il conto più salato”, continua Filippi, spiegando che, come ricordato dal senatore Mucchetti, “oggi il mercato tutelato ha un margine di 20 euro l’anno, mentre quello per i clienti del mercato libero è di 128 euro l’anno. Sei volte di più!”.
“L’iter del provvedimento è in Parlamento da quasi due anni – sottolinea il dirigente sindacale – e la soppressione del mercato tutelato è uno dei nodi più difficili da sciogliere.
La Cgil continua a sostenere che è un gravissimo errore l’obbligatorietà del passaggio al cosiddetto ‘mercato libero’: ad orientare la scelta dei cittadini deve essere solo la convenienza delle tariffe”, conclude Filippi.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil