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mercoledì 1 dicembre 2021

Dl fisco: CGIL, soddisfatti per emendamento assegno invalidità. Atto di giustizia sociale

Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento al decreto fiscale che ripristina il cumulo tra assegno di invalidità e reddito da lavoro fino a 4.931 euro lordi annui. Un atto di giustizia sociale per le migliaia di persone con disabilità”. Ad affermarlo i responsabili politiche della previdenza e della disabilità CGIL Nazionale Ezio Cigna e Nina Daita.
Da subito la CGIL - ricordano i due dirigenti sindacali - ha denunciato l’estrema gravità di quanto indicato dall’istituto di previdenza, con il messaggio n.3495 del 14 ottobre 202, dopo diverse pronunce della Corte Costituzionale. Finalmente viene ripristinato il diritto a tale prestazione economica così da garantire i bisogni e le necessità di vita di queste persone”.
Per Cigna e Daita “con l’approvazione di questo emendamento, il Governo ha agito come dovrebbe sempre fare ossia mettendosi al servizio della giustizia sociale e garantendo così contesti di vita dignitosi alle persone con disabilità, e inoltre dovrebbe favorire la loro partecipazione democratica”.
Adesso bisogna proseguire. É necessario aprire al più presto il confronto sulla riforma del sistema previdenziale, partendo dai soggetti più fragili del mercato del lavoro, come le persone con disabilità”, concludono Cigna e Daita.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 21 dicembre 2020

Amianto: parziale soddisfazione su emendamento a L. di bilancio che stabilizza il contributo ai malati di mesotelioma non professionale

Esprimiamo una parziale soddisfazione circa la previsione di un emendamento alla prossima Legge di Bilancio che proroga il riconoscimento del contributo economico per le vittime di amianto non professionali, confermando l’UNA TANTUM di 10.000 euro. Dopo mesi di iniziative e sollecitazioni, le istanze promosse da CGIL, CISL, UIL, insieme alle Associazioni per la tutela dei diritti dei malati da amianto e dei familiari, hanno finalmente trovato una prima – seppur limitata – risposta rispetto ad un problema che coinvolge migliaia di cittadini. Si tratta infatti di un modesto, ma importante, sostegno alle vittime dell’amianto, cittadini che hanno contratto il mesotelioma, spesso in modo del tutto inconsapevole e involontario. Una misura necessaria, che dovrebbe essere resa strutturale, considerando  che coloro che sono stati colpiti da mesotelioma nel nostro Paese sono circa 1500 (classificati dal Registro Nazionale Mesotelioma) e tra questi, il 70% si è ammalato per causa lavorativa diretta, mentre un altro 10% per esposizione ambientale o familiare; pertanto, la percentuale di casi di mesotelioma – per i quali l’analisi anamnestica ha rilevato una esposizione ad amianto lavorativa, ambientale, familiare, o a causa di hobbies –  è pari all’80,1% del totale.

Inoltre, nell’emendamento approvato è previsto che, per i lavoratori già titolari di rendita contratta per patologia asbesto correlata, sia assegnata una prestazione aggiuntiva nella misura percentuale del 15 per cento della rendita in godimento. Rispetto a questa misura va ricordato che essa ha subito diverse variazioni, ma, grazie al lavoro svolto dal Comitato Amministratore del Fondo Vittime Amianto, ha trovato

mercoledì 19 dicembre 2018

Lavoro: Cgil, Cisl, Uil, ritirare emendamento taglio premi Inail

“Esprimiamo seria preoccupazione e contrarietà per la riduzione dei premi assicurativi all’Inail da parte delle imprese”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Franco Martini, Angelo Colombini, Silvana Roseto commentano l’emendamento alla manovra, presentato al Senato, nel quale: “non si tiene conto che l’equilibrio finanziario nella gestione dell’Istituto deve contemporaneamente riguardare sia la revisione delle tariffe a favore delle imprese, che la qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Secondo le tre Confederazione “il nodo non è il riequilibrio delle tariffe, previsto anche dalla normativa vigente da attuare con cadenza triennale, la cui urgente attuazione è stata richiamata dalla recente intesa che abbiamo siglato con Confindustria il 12 dicembre scorso, ma è l’assenza dell’impegno sulla qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Di questo obiettivo – denunciano Martini, Colombini, Roseto – non vi è traccia nella manovra, anzi lo stesso emendamento prevede addirittura che i 410 milioni di risparmi per le imprese vengano reperiti anche attraverso un taglio di 110 milioni agli interventi in materia di formazione”. “Ciò è ancor più grave, a poche ore dall’iniziativa promossa dall’Istituto, che ha rilanciato l’obiettivo del reinserimento lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di infortuni, obiettivo che – aggiungono – richiede un forte impegno dell’Inail nella formazione e nella ricerca”. “Per queste ragioni le Segreterie Nazionali di Cgil, Cisl, Uil chiedono il ritiro dell’emendamento e interventi coerenti con l’intesa Confindustria-sindacati in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, concludo Martini, Colombini, Roseto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 4 dicembre 2017

Diritto di sciopero: Colla, Cgil, Bene l’inammissibilità e il respingimento di emendamenti restrittivi .

Il rispetto della Costituzione ha prevalso, l’emendamento Sacconi è stato dichiarato inammissibile”. Così Vincenzo Colla, segretario confederale della Cgil commenta il respingimento degli emendamenti restrittivo all’esercizio del diritto di sciopero da parte della Commissione Bilancio del Senato.
“Il Senatore Sacconi continua la sua battaglia contro il diritto di sciopero sancito nella nostra Costituzione tentando persino di approfittare dell’iter veloce della legge di Bilancio per imporre la preventiva comunicazione individuale allo sciopero (7 giorni prima)”.
La Cgil -informa ancora Colla -ha prontamente denunciato il tentativo del Presidente della commissione lavoro del Senato, di legiferare sullo sciopero in una sede, la legge di bilancio, che la Costituzione vuole dedicata esclusivamente alle entrate e alle spese. Fallito questo tentativo -commenta Colla con soddisfazione- le regole sull’esercizio del diritto di sciopero contenute nella legge 146 del 1990 non subiranno modifiche. La 146 è buona legge che sta funzionando a dovere..Un giudizio su cui conviene anche il Presidente della Commissione di Garanzia, Santoro Passarelli”.
La Cgil fa inoltre rilevare come “solo in 23 casi su 850 dichiarazioni si sono aperte procedure di contenzioso” e, con le parole del segretario confederale invita il sen. Sacconi “a farsi invece parte attiva per una legge sulla rappresentanza che recepisca l’accordo interconfederale sul Testo Unico del 2014, accordo che consentirebbe di dare piena applicazione alla Carta Costituzionale e avere cosi certezza della organizzazioni maggiormente rappresentative. Questa -conclude Colla- sarebbe la vera soluzione ai problemi evidenziati”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 31 maggio 2017

Spettacolo: con voucher lo Stato può aggirare regole e danneggiare lavoratori

Qualche volta ritornano e anche a distanza di poco tempo. Sotto mentite spoglie e in barba a milioni di lavoratori che avevano firmato per la loro abolizione, i voucher potranno essere utilizzati anche nello spettacolo e nello sport dalla pubblica amministrazione e da tutte le aziende con meno di 5 dipendenti, una marea in questi settori. Li rintroduce, sotto mentite spoglie, l’emendamento al disegno di legge di conversione della Manovra correttiva 2017, depositato in Commissione Bilancio alla Camera.” Lo denuncia Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità per le imprese, Libretto Famiglia per i privati: due nomi nuovi, la stessa trappola per i lavoratori dello sport e dello spettacolo che, anche volta, vedranno aggirati i loro pochi diritti e violate le loro davvero esigue tutele.”
“Così succede ancora una volta che i contributi previsti dai nuovi voucher, nuovi di nome ma vecchi di fatto, saranno raccolti nelle casse della Gestione separata Inps e non contribuiranno a far maturare ai lavoratori dello sport e dello spettacolo nessuna prestazione, né pensionistica, né assistenziale.”
Infatti – prosegue la sindacalista – sorprende davvero che tale emendamento sia stato presentato, e addirittura approvato, quando i dati ufficiali dell’Inps denunciano che circa il 60% dei lavoratori dello spettacolo e i professionisti dello sport riesce ad andare in pensione solo al raggiungimento dell’età pensionabile e non grazie ai contributi versati, percependo così una pensione

martedì 4 aprile 2017

Energia: Filippi (Cgil), emendamento Governo su abolizione mercato tutelato va nel verso giusto

“Finalmente anche il Governo ha preso atto di quanto la Cgil sostiene da sempre, ovvero che il passaggio al mercato libero comporterebbe l’automatico aumento delle bollette e quindi un danno economico per le famiglie italiane”. Così il responsabile delle Politiche energetiche della Cgil nazionale, Antonio Filippi, commenta l’emendamento dell’Esecutivo al ddl Concorrenza che farebbe slittare al 2019 l’abolizione del servizio di maggior tutela nelle tariffe elettriche e del gas per verificare l’impatto che questa avrebbe sui 23 milioni di utenti domestici, e non ne esclude l’eventuale conseguente sospensione.
“Riteniamo – sostiene Filippi – che la scelta di aderire o meno al libero mercato debba essere basata solo sulla reale convenienza economica, e non sull’obbligatorietà prevista nel ddl Concorrenza”. “Proseguire lungo quella strada sarebbe stato solo un regalo miliardario alle aziende distributrici, per questo auspichiamo che l’emendamento del Governo venga approvato”, conclude il dirigente sindacale.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 1 ottobre 2015

MASSIMO CESTARO (SLC‐CGIL): SVOLTA STORICA PER I CALL CENTER!

Massimo Cestaro
Seg. Generale SLC‐CGIL
Oggi è un giorno importante per migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori dei call center che vedono, finalmente, l’Italia allinearsi all’Europa introducendo una norma che obbliga le parti a trovare soluzioni che assicurino loro continuità occupazionale nei cambi di appalto: la commissione Lavori Pubblici della camera ha approvato l’emendamento che introduce la clausola sociale nei cambi di appalto per i call center‐ così dichiara Massimo Cestaro, Segretario Generale della SLC‐CGIL.
Occorre in questo momento riconoscere al Governo ed alle forze politiche, soprattutto al Partito Democratico, di aver ben compreso l’urgenza di un intervento che metta fine alla deriva che stava, ormai da diversi anni, riportando un intero settore ad una intollerabile condizione di precarietà quando non di vera e propria illegalità.
Questa è una vittoria dei lavoratori ma è anche una vittoria del sindacato, continua il sindacalista. Come SLC‐CGIL non possiamo che essere felici ed orgogliosi dello sforzo incessante prodotto da tutta l’organizzazione, a partire da ogni posto di lavoro, che in questi anni di forti crisi occupazionali, di autentici drammi, ha saputo tenere la barra dritta continuando a tutelare l’occupazione ed a richiedere a gran voce l’introduzione della clausola sociale.
La Segreteria Nazionale di SLC‐CGIL

Il testo dell’emendamento:

venerdì 28 novembre 2014

PENSIONI: PASSA L’EMENDAMENTO GNECCHI-DAMIANO SULLE PENALIZZAZIONI

Eliminate le penalizzazioni introdotte con la legge Fornero sulle pensioni, per chi andava in pensione prima dei 62 anni pur avendo 42 anni e un mese di contributi per gli uomini, e 41 e un mese per le donne. E’ arrivato infatti dalla commissione Bilancio il via libera a un emendamento a prima firma Gnecchi (Pd), riformulato dal relatore, che avrà effetto sulle pensioni decorrenti dal 1 gennaio 2015 e si applicherà a quanti matureranno il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.
Si cancella, dunque con questa correzione, la “prestazione effettiva di lavoro” come base di calcolo per il requisito contributivo, al netto cioè di varie forme di permessi o sospensioni dal lavoro cumulate nell’arco dell’intera carriera. La cancellazione delle penalizzazioni (1% per il primi 2 anni e 2% per i successivi di anticipo sui 62) vale per le pensioni future e fino a fine 2017. La maggiore spesa prevista non dovrebbe superare i 5 milioni nel 2015 e i 15 milioni nel 2016.
Il Governo decide così a tutelare veramente i lavoratori precoci ed usuranti, anche perché l’atto normativo attuale aveva del paradossale. L’onorevole Pd ha ricordato appunto che i lavoratori precoci, quelli che hanno svolto nella loro vita e continuano a svolgere mansioni usuranti, e tutti coloro che hanno lavorato a contatto con l’amianto sono già stata considerati dalla legge meritevoli di tutele, proprio alla luce delle loro disagiate condizioni lavorative. 
Secondo le vigenti penalizzazioni, i lavoratori precoci ed usuranti sono tutelati, sì, per le loro condizioni lavorative, ma poi, paradossalmente, fortemente penalizzati sull’assegno pensionistico finale.