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mercoledì 1 febbraio 2012

Domani tavolo col governo sul lavoro. La CGIL è 'cautamente' ottimista

La volontà di riformare il mercato del lavoro, ponendosi l'obiettivo di superare l'emergenza dettata dalla diffusa precarietà, fanno dire alla CGIL di essere 'cautamente' ottimista circa l'esito del tavolo di domani a palazzo Chigi col governo sul tema lavoro. Il secondo round, dopo l'incontro “interlocutorio” di circa dieci giorni fa, che si spera possa essere l'avvio di una trattativa seria. Non solo sul mercato del lavoro ma anche, e soprattutto, sul come riavviare la crescita nel Paese.
Susanna Camusso, ospite del Tg3, risponde alle domande del direttore Bianca Berlinguer, a partire dall'incontro 'informale' di stamattina tra CGIL, CISL e UIL e la Confindustria. Alimentato da una strana fantasia, ovvero l'ipotesi rivelatasi infondata di un documento condiviso da portare al confronto col governo, oggi le parti hanno “ragionato sugli ammortizzatori sociali”, dice Camusso sottolineando la necessità di estenderli e di salvaguardarli in quei processi sempre più frequenti di ristrutturazione del nostro sistema industriale manifatturiero.
Ma l'attenzione passa ovviamente al tavolo di domani e il Segretario Generale della CGIL ha modo di ribadire al Tg3 il deciso no al confronto sull'articolo 18: “Lo abbiamo detto con nettezza, e continuiamo a dirlo: l'articolo 18 non è il problema del mercato del lavoro”. Il vero problema è dettato dalla giungla contrattuale, dalle 46 forme contrattuali che formano il nostro sistema. Per questo bisogna partire dando rilevanza al contratto di apprendistato e a quello di reinserimento per gli ultra cinquantenni. La logica che deve muovere l'operazione sul mercato del lavoro, sostiene il leader della CGIL, è la 'buona occupazione': “Bisogna incentivare buona occupazione, e non è la strada della riduzione dei diritti quella che dà buona