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martedì 8 giugno 2021

Guglielmo Epifani propose alla Cgil che a succedergli fosse Susanna Camusso, che oggi ricorda prima di tutto l'amico, poi il dirigente sindacale

E' il momento del dolore sordo, della notizia improvvisa ed inaspettata della morte di Guglielmo, innanzitutto un amico ed un compagno, uno di noi, un grande dirigente della Cgil. Verrà il tempo di una memoria più compiuta, ora sono i tanti ricordi di una vita dedicata allo stare dalla parte giusta, con determinazione e capacità di visione. Persona profondamente educata, nello stesso tempo determinata, gentilezza ed affabilità non intaccavano mai la capacità di analisi e, quando lo riteneva necessario, la durezza del giudizio. Guglielmo era un attento e curioso osservatore, non si fermava mai alla superficie, non si appassionava alla cronaca, cercava le ragioni, i nessi, provava a delineare le conseguenze.
Quello che ci ha insegnato Guglielmo è a guardare sempre oltre il singolo momento. Europeista convinto, non tralasciava mai di ricordare che la “moneta unica senza stato”, era un grande neo della costruzione europea, che non eravamo all’arrivo, ma in un percorso che non sarebbe stato facile. Ricordava - fu il filo conduttore del suo intervento al centenario della Cgil - che la nostra storia, quella appunto della Cgil, era la storia dei lavoratori e delle lavoratrici, la storia di conquista e riconquista di diritti fondamentali, ma soprattutto era parte importante della storia del Paese. Disse in quel discorso: “Quel soggetto confederale, che nasce quel giorno, è altro e più delle rappresentanze di categoria, professione, arte e mestiere e del mutualismo delle origini. Non è altro perché diverso e non è più perché sovraordinato. Ma perché l’identità confederale richiede inevitabilmente una ricerca permanente

lunedì 7 marzo 2016

Carta universale: costituito in Cassazione il comitato per la raccolta di firme

Costituito in Cassazione il Comitato per la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta dei diritti universali del lavoro, promossa dalla Cgil.
Questa mattina, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, insieme a tutta la segreteria confederale, si è recata presso la Corte di Cassazione. “Abbiamo costituito il Comitato per la raccolta delle firme, composto dalla segreteria confederale, dalla presidenza del direttivo, dal responsabile dell’ufficio giuridico della Cgil e dai giuristi Umberto Carabelli e Vittorio Angiolini. 
Si tratta solo del primo atto di deposito della proposta di legge a cui seguiranno altre procedure che dobbiamo fare”, ha affermato il leader della Cgil all’uscita del palazzo della Cassazione.
Il 21 marzo è convocato il direttivo della Cgil che chiude la fase di consultazione degli iscritti, partita il 18 gennaio e in programma fino al 19 di questo mese. Ad aprile comincerà la raccolta di firme, con l’obiettivo di raccoglierne “il maggior numero possibile”.
“C’è l’esigenza di avere diritti universali per l’insieme del lavoro, non solo quello dipendente, ma anche per i precari e per gli autonomi”, ha ribadito Camusso.

giovedì 12 febbraio 2015

Cgil, aderiamo manifestazione "Dalla parte giusta. È cambiata la Grecia, cambiamo l'Europa"

La Cgil aderisce alla manifestazione di sabato prossimo, 14 febbraio, a Roma, "Dalla parte giusta. È cambiata la Grecia, cambiamo l'Europa".
Saremo in piazza, insieme a tante associazioni ed organizzazioni democratiche, - si legge in una nota della segreteria nazionale Cgil - per dire una volta di più che un'altra politica economica e sociale è possibile, che la scelta del rigore e dell'austerità ha fallito e che è tempo che l'Europa cambi verso”.
Per il sindacato guidato da Susanna Camusso “Servono scelte orientate alla crescita ed alla ripresa dell'occupazione, in modo particolare quella giovanile, attraverso investimenti mirati ed il sostegno alla domanda”.
L'ampio consenso popolare che il nuovo governo greco ha ricevuto alle recenti elezioni sta a testimoniare della volontà di battere la crisi senza abbattere i diritti delle persone e la loro già difficile condizione economica e sociale” conclude la Cgil.

venerdì 20 giugno 2014

Venerdì 20 giugno alla Festa della Cgil lombarda



giovedì 16 maggio 2013

Camusso: «Caro ministro del Lavoro basta con gli annunci, convochi le parti sociali» - Fonte: Susanna Camusso su Corriere della Sera


Signor ministro del Lavoro Enrico Giovannini, leggiamo di continuo suoi annunci di interventi sul lavoro, sulle pensioni, di programmi sull'occupazione giovanile. Dichiarazioni che si susseguono indicando orizzonti difficili da comprendere. Lei stesso ha asserito che gli investitori hanno bisogno di stabilità e certezze.
Pensi di quanta ne avrebbero bisogno le persone che dipendono dagli annunci che il governo propone in sequenza sul lavoro e sulle emergenze sociali, non per investire su un progetto di vita, come in epoca di crescita sarebbe auspicabile, ma sulla sopravvivenza in un tempo di crisi ancora molto profonda.
Dire, ad esempio signor ministro, che gli ammortizzatori in deroga sono una priorità e vanno rifinanziati è un obiettivo giusto su cui da mesi i sindacati si mobilitano e continuano anche in queste ore a farlo. Ipotizzare però di trovare solo un terzo, o forse la metà, delle risorse necessarie per garantire il diritto a tutti coloro che potrebbero averne titolo da altri capitoli delle politiche per il lavoro, come la formazione continua e la produttività, non dà maggiori certezze né alle persone, né ai lavoratori. Tantomeno alle imprese che, data l'ambiguità degli stanziamenti, potrebbero decidere di ricorrere ai licenziamenti.
Le chiediamo, signor ministro, se non fosse stato più proficuo convocare le parti sociali e insieme a loro discutere della quantità di risorse necessarie, di dove attingerle e su quali titoli delle «emergenze»

sabato 12 gennaio 2013

“NEL NOME DEL LAVORO”

Cara compagna, caro compagno,

permettimi di rubarti qualche istante per ricordarti che mercoledì 23 Gennaio p.v. a Bergamo si terrà l’attivo regionale delle delegate e delegati, pensionate e pensionati (vedi invito allegato).
“NEL NOME DEL LAVORO”: questo il tema della nostra iniziativa che sarà conclusa dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso ed alla quale interverrà Umberto Ambrosoli, candidato Presidente della Regione Lombardia per il centrosinistra.
E’ un appuntamento importante: vogliamo fare le nostre proposte per la crescita ed il lavoro in Lombardia e dialogare con chi si candida a Presidente in netta e aperta discontinuità con i diciotto anni di Governo regionale del centrodestra.
E per questo ti chiedo, se appena ti è possibile, di non far mancare la tua presenza.
Un caro saluto e, di nuovo, un sincero augurio per un 2013 che tutti speriamo e vogliamo migliore.

Il Segretario Generale CGIL Lombardia
                                                                                      

giovedì 6 dicembre 2012

ThyssenKrupp: Camusso, i sette operai morti, un monito per tutti

“Sono passati cinque anni dal gravissimo incidente che causò la morte di sette operai dello stabilimento della ThyssenKrupp di Torino. Il loro ricordo, le condizioni di lavoro e lo stato di insicurezza in cui persero la vita devono essere un severo monito per tutti. In questo siamo confortati dall’operato della magistratura che ha severamente e coraggiosamente sanzionato i comportamenti dell’azienda con una storica sentenza”. Lo afferma il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso a cinque anni dall'incendio che causò la morte di sette operai dello stabilimento siderurgico.
“Li ricordiamo ancor più oggi - spiega Camusso - dopo l'incidente costato la vita a un lavoratore a Taranto e ai gravi problemi ambientali e di salute che quello stabilimento dell'Ilva ha prodotto e produce nella città pugliese. Oggi più che mai dobbiamo essere consapevoli che nessuna ragione economica può mettere in secondo piano la sicurezza, l'ambiente e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Alle loro famiglie e ai loro compagni di lavoro rinnoviamo in questa ricorrenza la nostra solidarietà e la nostra vicinanza”
Ricorre oggi il quinto anniversario del rogo alla ThyssenKrupp in cui morirono sette lavoratori.
Fiamme nella notte. Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 otto operai dello stabilimento di Torino vengono investiti da un getto di olio bollente in pressione che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118 che trasferiscono i feriti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno le altre sei persone ferite in modo gravissimo dall’olio bollente: sono Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.
Unico superstite. Degli operai coinvolti nell’incidente, l’unico superstite e testimone oculare è Antonio Boccuzzi: lavora alla Thyssen da 13 anni, è un sindacalista e avrà un ruolo determinante nell'inchiodare

giovedì 11 ottobre 2012

Il lavoro prima di tutto: manifestazione a Roma il 20 ottobre 2012


SABATO 20 OTTOBRE 2012
MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA CGIL
ROMA, PIAZZA SAN GIOVANNI, ORE 10,30-17,30
conclude  SUSANNA CAMUSSO
Segretario Generale della CGIL

La CGIL non si rassegna alla crisi profonda e strutturale che ormai da oltre quattro anni sta colpendo l’impresa, il tessuto produttivo e le condizioni del lavoro dipendente, pubblico e privato, nel nostro Paese. 
Per questo scende in piazza: per sollecitare risposte concrete e avanzare, con il suo “Piano del Lavoro”, proposte alternative, mirate e innovative, per riunificare il mondo del lavoro, rimettere in moto la crescita e rilanciare lo sviluppo e la buona occupazione.
Nella nostra regione dall’inizio della crisi si sono accumulate richieste medie annue di oltre 250 milioni di ore di cassa integrazione.  Oltre 175.000  sono stati i  licenziamenti  ufficiali,  circa 500.000 i posti di lavoro persi; si è ridotto di oltre il 20% il tessuto produttivo, il tasso di disoccupazione è passato dal 4,5% a oltre il 7%. Il  75% delle assunzioni avvengono con contratti a tempo determinato, e la precarietà aumenta con il lavoro nero, mettendo a serio

mercoledì 10 ottobre 2012

Manifestazione nazionale Cgil 20 ottobre a Roma: IL LAVORO PRIMA DI TUTTO

Care compagne e cari compagni,
Sabato 20 Ottobre p.v. a Roma in Piazza San Giovanni, la CGIL sarà di nuovo protagonista di una manifestazione nazionale.
IL LAVORO PRIMA DI TUTTO è il tema di questo nuovo appuntamento di mobilitazione :
vogliamo dare voce e centralità al valore del lavoro, al lavoro che la crisi ha cancellato ed alle centinaia di crisi aziendali a causa delle quali il lavoro rischia di sparire.
IL LAVORO PRIMA DI TUTTO perché l’Italia non riparte se non si cambia l’agenda del
Governo e non si investe sul lavoro, non lo si fa tornare protagonista e motore della crescita.
La manifestazione di sabato, che sarà conclusa alle 16.30 da Susanna Camusso, è quindi una tappa fondamentale nella nostra iniziativa per battere la crisi e rilanciare lo sviluppo.
Per questo, vi chiedo di esserci, di partecipare, di unire la nostra voce a quella delle tante donne e dei tanti uomini che rappresentiamo.
Sono certo che vorrete rispondere positivamente a questo appello, coscienti tutti noi che lavorare nella CGIL e nelle sue strutture significa anzitutto essere sempre in prima fila come militanti sindacali.
Un caro saluto.


domenica 7 ottobre 2012

Camusso: lavoro priorità assoluta. Il 20 ottobre avviamo una nuova stagione - Rinaldo Gianola sull'Unità

Niente politica industriale, disattenzione alle emergenze del lavoro, zero investimenti, crescita pericolosa delle diseguaglianze. Questo autunno propone un'Italia in piena emergenza economica e sociale, una situazione che viene fronteggiata dal governo con politiche inadeguate, insufficienti. Per questo Susanna Camusso chiama la CGIL a una nuova stagione di mobilitazione e di impegno. A partire dalla giornata del 20 ottobre, in piazza San Giovanni a Roma, la piazza delle grandi sfide sindacali.
Spiega: «Chiediamo al governo scelte chiare di politica industriale, difesa degli insediamenti produttivi, detassazione delle tredicesime, sostegno ai lavoratori esodati, ai dipendenti delle aziende in difficoltà. C'è bisogno di una svolta profonda di politica economica perchè il Paese non ce la fa».
Segretario Camusso, qual è la situazione del lavoro e dell'industria?
«Assistiamo con enorme preoccupazione alla scomparsa di pezzi importanti del tessuto industriale. Siderurgia, auto, alluminio, distribuzione sono settori a rischio. Siamo un Paese che non investe. Per richiamare l'attenzione i lavoratori devono mettere in pericolo la propria vita salendo sui tetti, sulle torri, sui campanili. Il governo e il Paese forse non comprendono pienamente la gravità e i rischi di questo momento. L'occupazione e la difesa della nostra industria sono priorità assolute».
L'azione del governo Monti non la soddisfa?
«No, e non è una questione personale. Non soddisfa il Paese. Dobbiamo fare uno sforzo comune, forte per aiutare chi perde il posto, chi vede la chiusura della propria azienda, chi cerca di salvare un pezzo di

giovedì 30 agosto 2012

Camusso: «Diminuire accise La priorità non è l'Iva» - su L'Unità

«Noi siamo contrari a un nuovo aumento dell'Iva, ma è una questione non prioritaria. Bisogna invece diminuire le accise sulla benzina che è la tassazione che grava di più sul lavoro». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, alla Festa democratica di Reggio Emilia. Aggiungendo: «Il tema del lavoro non è mai comparso in agenda del governo Monti, dire che non è stato fatto abbastanza è un modo gentile per dire che il tema non è stato toccato».
PATRIMONIALE PER UNA TASSAZIONE PIU' EQUA
«Una patrimoniale servirebbe «non solo per rientrare dal debito, ma anche come forma di tassazione stabile per ristabilire equità ed eliminare le ingiustizie»: lo dice il segretario della Cgil, Susanna Camusso, alla Festa Democratica, sottolineando che «oggi la situazione del fisco è insostenibile: una parte del Paese non paga le tasse mentre i lavoratori continuano a pagare più di tutti». «La patrimoniale che vogliamo noi deve avere la forma di una tassazione stabile, che garantisca equità sociale e non sia concepita solo come uno strumento per rientrare dal debito».
NO VENDITA QUOTE FINCANTIERI, È STRATEGICA
Susanna Camusso, boccia l'ipotesi di privatizzare le società pubbliche per risanare il debito. «Se il ministro pensa che si possono vendere le quote di Fintecna, cioè di Fincantieri sul mercato, non siamo d'accordo. Fincantieri è un'azienda strategica. Una cosa è dire che quelle quote stanno nella Cassa depositi e prestiti, altro è che privatizziamo quella azienda. Allora così si può decidere di liquidare il patrimonio pubblico del paese». Parlando poi delle municipalizzate, Camusso ha aggiunto: «Se si pensa di dire con un colpo di spugna che tutte le aziende municipalizzate le possiamo vendere sul mercato non siamo d'accordo. Non tutte sono la stessa cosa, che tutte vanno buttate via. Ce ne sono molte che sono una ricchezza per i cittadini, ce ne sono alcune piccole. Ma allora consorziamole. Poi ci sono alcune grandi questioni, ma risaniamo quelle aziende. No a sbaraccare una straordinaria storia di efficienza di servizi e capacità di lavoro nei territori».

giovedì 9 agosto 2012

Camusso, una patrimoniale per gli investimenti e da Marchionne aspettiamo i fatti

«Bene, il governo ci è arrivato, ora però non si limiti alle denunce e faccia quello che ci si aspetta da lui: agisca. Fatti, non lamentele». Per Susanna Camusso, leader della CGIL, è buona cosa che il ministro del Lavoro Elsa Fornero abbia parlato di «autunno non facile», ma ora serve un’ammissione di responsabilità e un rapido «cambio di rotta».
Responsabilità: il ministro dice che la politica ne ha solo in parte e che le ragioni della crisi vanno cercate anche nelle scelte delle banche e delle imprese. È così?
«Sicuramente la mancanza di credito e di investimenti hanno avuto un peso importante. Ma conta anche il fatto che fino ad ora, questo esecutivo, ha proposto solo rigore, ha percepito la crisi esclusivamente in termini di bilanci e di finanza. Non si è accorto che la prima emergenza era il lavoro e con le sue scelte ha accelerato la corsa alla recessione. Siamo contenti che ora abbia realizzato quali siano le priorità, l’importante e che non si limiti alle lamentele. Da un governo ci si aspetta altro: deve agire».
Voi cosa proponete?
«Un patto per il lavoro finanziato da una patrimoniale e l’utilizzo dei fondi della Cassa depositi e prestiti non solo per comperare quote necessarie a ridurre il debito, ma anche per spingere agli investimenti industriali».
Il ministro, parlando della crisi, non ha però citato il sindacato: è un segnale di distensione nei vostri confronti o la dimostrazione che - con la riforma delle pensioni e quella del lavoro già approvate - vi ritiene ormai sotto controllo?
«Non ci ha citato perché non poteva farlo: avrebbe dovuto ammettere che noi queste cose le avevamo già capite quattro anni fa. E' da allora che sappiamo qual è la realtà, il governo sembra essersene accorto solo adesso. Fino ad ora sulla politica industriale questo esecutivo

mercoledì 9 maggio 2012

Camusso: "Troppi sacrifici, poche speranze dipendenti e piccoli imprenditori sono stremati" - Paolo Griseri su Repubblica

Nel manifesto di fronte alla scrivania, la bambina chiede all´adulto: «Papà, perché hai un caporale se non sei un soldato?». Di questi tempi la campagna per la legalità sul lavoro appare purtroppo un lusso. Sul muro alle spalle della scrivania il ritratto di Giuseppe Di Vittorio, testimonia una tradizione sindacale fatta di avanzate e di arretramenti. Ma è lo schermo del computer che attira l´attenzione di Susanna Camusso: «Vede? Mail come questa arrivano sempre più spesso. Gente disperata, che ha smesso anche di arrabbiarsi. In alcuni casi abbiamo contattato gli psicologi. Chi scrive certe cose può davvero rischiare di compiere gesti estremi».
Susanna Camusso, la crisi trasloca dalle pagine di economia a quelle di cronaca. Che cosa ha causato un salto così drammatico?
«Non penso che sia un salto. Penso che molti abbiano cominciato a convincersi che questa crisi non avrà fine. Che i sacrifici di questi quattro anni sono stati inutili. Se alle persone togli l´orizzonte non puoi stupirti dei drammi. I sacrifici senza speranza sono la formula della disperazione».
Di chi è la responsabilità di quei drammi? Di chi governa adesso o di chi è venuto prima?
«Non intendo commentare quella frase di Monti».
Da quando si è perso l´orizzonte?
«E´ quattro anni che il popolo dei lavoratori dipendenti e dei piccoli imprenditori fa sacrifici. Gli stipendi vengono pagati con ritardi di sei, sette, otto mesi. I crediti con i clienti diventano inesigibili. All´inizio uno spende quel che aveva messo da parte negli anni precedenti. Per anni i governi hanno detto che presto ci sarebbe stata la ripresa. Poi l´autunno scorso si è scoperto che non è cosi. Che bisogna fare altri sacrifici. E la gente li ha fatti, sperando che sarebbero serviti a uscire dalla crisi. Invece adesso si scopre che i sacrifici aumenteranno ma la crisi non finirà. Per guarire ti tagli un braccio oggi ma sai già che domani ti taglieranno

martedì 1 maggio 2012

«Ora basta tagli, Monti intervenga per la ripresa» - Rinaldo Gianola su L'Unità


Susanna Camusso non ha dubbi: «La politica dei tagli del governo Monti ci porterà altri guai, l’idea che le riforme strutturali suscitino automaticamente il risanamento e lo sviluppo non sta in piedi. 
Aiutiamo il Paese, salviamo il lavoro, le imprese, ridiamo dignità all’intervento pubblico in economia. 
Lo ha fatto Obama in America, perché non possiamo farlo noi?». 
Il Primo Maggio, una delle nostre belle feste civili, arriva in un momento difficile: siamo al quarto anno di crisi, la disoccupazione continua a crescere, la spesa familiare raggiunge livelli record, aumentano le bollette e presto c’è l’Imu da pagare. 
La festa del lavoro è l’occasione per riflettere con il Segretario della CGIL sulle condizioni della nostra Italia, sulla qualità della democrazia, sui valori politici, culturali e sociali in cui ancora si riconoscono i lavoratori, i pensionati, le famiglie che sopportano con responsabilità il peso dei sacrifici per salvare il Paese.
Segretario Camusso, parliamo tanto di lavoro ma c’è la netta sensazione che abbia perso valore e importanza nella nostra società. È così?
«In questi anni è passato un messaggio tutto politico che solo il denaro dà forza, solo i soldi, l’arricchimento individuale garantiscono il successo e per raggiungere questo obiettivo vanno bene le scorciatoie, le furbizie, le protezioni dei potenti, l’evasione fiscale. Chi lavora onestamente, il disoccupato, le donne e i giovani in difficoltà sono colpevolizzati da una “cultura” aberrante che nega la solidarietà, la giustizia sociale, l’aspirazione a diritti fondamentali. Il disvalore del lavoro rende più grave la crisi e accentua drammaticamente le diseguaglianze tra chi sta meglio e chi sta peggio».
Come ne usciamo?
«La CGIL combatte una battaglia perché sia chiaro che il modello economico adottato in Europa e che fa proseliti in Italia è sbagliato e ha fallito. Il neoliberismo ha determinato la crisi in America e noi l’abbiamo