La norma della corresponsione del rateo mensile di t.f.r. da erogarsi con la retribuzione mensile, così come è prevista dall'art. 6 del disegno di legge di stabilità 2015, non è conveniente per i lavoratori dipendenti.
I motivi del nostro giudizio risiedono nella formulazione del provvedimento che, se non viene modificata in sede di approvazione parlamentare, si rivela una operazione negativa per i gravami fiscali a cui l'operazione viene sottoposta.
A parte le difficoltà di ordine economico che possono derivare alle aziende che non dispongono della liquidità necessaria ad accettare una richiesta del genere avanzata dal lavoratore dipendente, tutta l'operazione presenta numerosi aspetti negativi che finiscono per vanificare quello che a prima vista potrebbe apparire come un vero e proprio aumento di stipendio.
Ma vediamo quali sono i termini reali dell'operazione una volta attuata così come viene riportata dalle disposizioni contenute nel citato art. 6.
La seguente tabella prende in considerazione tutti gli aspetti da tenere ben presente qualora il lavoratore dipendente richiedesse la corresponsione in busta paga del rateo mensile del t.f.r. maturato.
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Aspetti
positivi
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Aspetti
negativi
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Aumento
lordo della retribuzione per effetto della corresponsione del
rateo mensile del t.f.r. maturato
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La
scelta può essere fatta dai lavoratori dipendenti del settore
privato con esclusione dei dipendenti pubblici e rimane vincolata
dal marzo 2015 al giugno 2018
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L'importo
del rateo non concorre a determinare lo scaglione di reddito per
la corresponsione del bonus di €.80
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L'importo
lordo del rateo viene sottoposto a tassazione ordinaria e non
separata con applicazione dell'aliquota marginale e concorre alla
formazione del reddito lordo.
(l'aliquota
media è del 27%)
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L'importo
lordo del rateo di t.f.r. comporta una diminuzione delle
detrazioni relative al lavoro dipendente, ai familiari a carico e
di conseguenza ad un aumento dell'irpef.
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L'importo
lordo del rateo di t.f.r. concorre alla formazione dello scaglione
di riferimento per l'erogazione dell'assegno per il nucleo
familiare comportando una diminuzione dello stesso.
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L'importo
del rateo di t.f.r. determina un aumento del reddito isee
necessario per le richieste di prestazioni particolari.
(tasse
scolastiche, asili nido, ecc.ecc.)
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L'importo
del rateo di t.f.r. comporta un aumento delle ritenute dovute per
addizionali regionali e comunali irpef.
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l'importo
del t.f.r. non viene sottoposto a contribuzione previdenziale e,
pertanto, non viene considerato per il calcolo della pensione.
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Gli
aspetti negativi, com'è facile constatare, superano di gran lunga
quelli positivi e, da un calcolo presuntivo, la somma netta che il
lavoratore dipendente riceve in busta paga, si attesta sul 55/60 per
cento dell'importo lordo dovuto.
L'operazione “T.F.R. in busta paga” si rivela per quello che è, “una operazione in pura perdita per i lavoratori dipendenti”.
L'operazione “T.F.R. in busta paga” si rivela per quello che è, “una operazione in pura perdita per i lavoratori dipendenti”.
Brescia,
30 Ottobre 2014 SLC-CGIL di Brescia

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