Il voto ci consegna una situazione difficile e articolata che può essere un'occasione di vero cambiamento di questo paese.
Mai come in questo momento i cittadini del nostro paese chiedono un cambio di passo e sottolineano la necessità di trovare risposte concrete alle condizioni materiali di ciascuno.
Oggi le non risposte della politica ci consegnano un paese in profonda crisi economica,sociale,etica.
Anche nella nostra provincia la situazione è pesantissima, i dati occupazionali sono drammatici:
solo nel 2012 sono 51.000 le persone che si sono iscritte alle liste di disoccupazione, i primi mesi del 2013 non sono da meno, infatti se pure si registra una leggera diminuzione dei lavoratori collocati in mobilità contemporaneamente aumenta il dato dell'utilizzo della cassa integrazione in deroga che a oggi è messo in discussione il finanziamento.
Inoltre entro l'estate 2013 arriveranno a conclusione molti dei contratti di solidarietà sottoscritti e fortemente voluti dalla Cgil e dai lavoratori per impedire i licenziamenti di massa senza che all'orizzonte si intraveda una ripresa economica. Anzi,i dati previsionali non sono rassicuranti.
Il dato occupazionale dei giovani registra un segno negativo pesantissimo e si registra una situazione di marginale nuova occupazione esclusivamente precaria.
Tutti i settori produttivi sono colpiti dalla crisi: la situazione di recessione si sta aggravando e i dati dei consumi registrano il loro evidente rallentamento, anche tra i beni di prima necessità. Nella nostra provincia stiamo assistendo all'impoverimento generalizzato del sistema produttivo nel suo insieme, creando una situazione di malessere sociale davvero profonda.
Siamo in presenza di una situazione economica e produttiva allarmante a cui si aggiunge l'aggravante che non vengono rispettate le più elementari regole: firme separate sui licenziamenti che si possono impedire, non rispetto degli accordi sottoscritti, azzeramento della democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro.
I lavoratori pubblici lasciati soli come unici presidi istituzionali ad affrontare situazioni di malessere sociale
