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lunedì 13 settembre 2021

Legalità: Cgil, premio Pio la Torre per ricordare e rinnovare impegno contro criminalità

Una giornata per ricordare Pio La Torre, ma anche per rinnovare il nostro impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità. La legalità è un pilastro imprescindibile per una società democratica. La legalità è un baluardo per la nostra organizzazione fin dalle sue origini. Si tratta di un valore da difendere per il bene comune”.
Così il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra in occasione della cerimonia di conferimento dell’edizione 2021 del “Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre”, un premio organizzato da Avviso Pubblico, Cgil e Federazione nazionale della stampa italiana.
All’iniziativa sono intervenuti: Franco La Torre, figlio di Pio La Torre; Rosy Bindi, presidente della giuria; Nicola Leoni, vicepresidente di Avviso pubblico e Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti; Mattia Motta vicesegretario Fnsi; Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil. A presiedere l’iniziativa è stata Stefania Pellegrini, direttrice master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie”. Il segretario confederale della Cgil congratulandosi poi con i vincitori ha affermato: “non dobbiamo considerarli eroi, ma esempi, persone che fanno il proprio dovere.
Questo importante premio intende evidenziare infatti come nella società

venerdì 30 aprile 2021

Mafia: Silvestri (Cgil), ricordare La Torre per affrontare presente e costruire futuro

La memoria è un bene prezioso, ci dà la forza per affrontare il presente e lavorare per costruire il futuro. Ricordare Pio La Torre per noi significa tutto questo, soprattutto nel difficile momento che il nostro paese sta attraversando, dove alla crisi economica e sanitaria si sommano purtroppo una crisi morale e un degrado delle condizioni di vita e di lavoro di tante persone”. Così il responsabile Legalità della Cgil nazionale Luciano Silvestri nel trentanovesimo anniversario dell’uccisione per mano mafiosa del sindacalista della Cgil e politico comunista.

La Torre – prosegue il dirigente sindacale – ci ha insegnato il legame tra criminalità e controllo del territorio, e la necessità di sottrarre ai mafiosi beni e patrimoni realizzati illecitamente per restituirli ai cittadini. Una lezione che oggi, con la mafia inserita in ogni contesto economico, presente su tutto il territorio nazionale e che ha ormai varcato i confini dell’Italia per assumere caratteri transnazionali, dobbiamo tenere a mente anche per fronteggiare il pericolo di un’ulteriore espansione e che la criminalità organizzata metta le mani sulle ingenti risorse europee e del Recovery fund”.

“Pio La Torre – conclude Silvestri – ci ha insegnato a coniugare diritti nel lavoro e lotta per la legalità: le mafie si sconfiggono se siamo capaci di rendere salde queste due gambe. Se siamo capaci di organizzare una vera e propria mobilitazione territoriale che unisca le forze sane di questo Paese”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


martedì 11 settembre 2018

Legalità: a Roma il 13 settembre Premio di Avviso Pubblico, Cgil e Fnsi “Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre”

In occasione del 13 settembre, giorno in cui nel 1982 viene approvata la Legge Rognoni-La Torre che introduce per la prima volta nel nostro ordinamento il reato di associazione di tipo mafioso, Avviso Pubblico, Cgil e Federazione Nazionale della Stampa Italiana organizzano a Roma, alle ore 11,30, presso la Sala Santi della sede della Cgil (Corso d'Italia 25) una cerimonia di conferimento dello speciale “Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre”, sindacalista e parlamentare, noto per il suo impegno sui temi della lotta alla mafia, per la pace, la democrazia e la legalità, ucciso a Palermo il 30 aprile 1982, insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo.
Il Premio, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, è finalizzato a valorizzare casi ritenuti di alto valore civile e politico, aventi come protagonisti sindacalisti, amministratori locali e giornalisti che, svolgendo la loro attività, si sono particolarmente distinti nella difesa della democrazia, nella prevenzione e nel contrasto alle mafie, alla corruzione, all’illegalità e per la diffusione di una cultura della legalità e della responsabilità.
I Vincitori del Riconoscimento di questa seconda edizione sono:

  • Il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, per la categoria amministratori pubblici;
  • La segretaria generale della CGIL di Benevento, Rosita Galdiero, per la categoria sindacalisti;
  • La giornalista professionista per Il Mattino di Padova, Cristina Genesin, per la categoria giornalisti.

Sarà inoltre conferita una menzione speciale ad altre due persone per categoria che, pur non avendo

mercoledì 13 settembre 2017

Riconoscimento “Pio La Torre per i diritti”

Pio La Torre
Si è svolta il 13 settembre a Roma, presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’iniziativa “Pio la Torre per i diritti”, promossa da Cgil, Avviso Pubblico e FNSI, in occasione del 35° anniversario dell’approvazione della legge Rognoni – La Torre, che il 13 settembre 1982 ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di associazione mafiosa e norme sulla confisca patrimoniale.
Nel corso dell’iniziativa, amministratori, giornalisti e sindacalisti, sono stati insigniti di un riconoscimento in memoria di Pio La Torre, un premio destinato a chi si è particolarmente distinto per l’impegno civile e politico, per la democrazia, i diritti e la legalità.
Dopo i saluti introduttivi portati dal segretario generale della FNSI Raffaele Lorusso e dal presidente Giuseppe Giulietti, è stata Stefania Pellegrini, direttrice del Master in Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie. Pio La Torre dell’Università di Bologna, ad aprire la giornata: “Con Pio La Torre, con quella legge di 35 anni fa, viene messa in discussione l’invincibilità della mafia. Da allora molti passi sono stati compiuti, ma molti ancora devono essere fatti. Uno di questi è approvare la riforma del Codice antimafia, un passo che rappresenta un dovere nei confronti di Pio La Torre. Perché la memoria non

martedì 12 settembre 2017

Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre: Roma, 13 settembre

Pio La Torre
Si svolgerà mercoledì 13 settembre a Roma, alle ore 10,30, presso la sede della FNSI (corso Vittorio Emanuele II, 349) l’iniziativa ‘Pio la Torre per i diritti’, promossa da Cgil, Avviso Pubblico e Federazione Nazionale della Stampa.
Una cerimonia organizzata in occasione del 35° anniversario dell’approvazione della legge Rognoni-La Torre, che il 13 settembre 1982 ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di associazione mafiosa, includendo norme relative alle misure di confisca patrimoniale, allo scopo di realizzare una più efficace azione di contrasto al potere economico delle mafie, derivante dall’ingente accumulazione illecita di beni e di capitali.
Oggi, a trentacinque anni di distanza, l’attualità descrive un’economia pesantemente infiltrata e inquinata dalla criminalità organizzata e dalle mafie. Per sconfiggere un sistema criminale che trae forza dal suo potere economico, è necessario unire le forze e le competenze istituzionali, del mondo del lavoro e della società civile. Ne va della vita democratica e delle prospettive di sviluppo del nostro Paese.
Questo anniversario non è solo un fondamentale esercizio di memoria. Rappresenta un ulteriore spinta per tradurre in gesti concreti l’impegno e le competenze confluite nel nuovo Codice antimafia, la cui approvazione entro la fine dell’attuale legislatura non è solo una richiesta, ma un’impellente necessità.
Un’approvazione sollecitata nei mesi scorsi anche attraverso un Appello rivolto al Parlamento e al Governo da Avviso Pubblico, Libera, Legambiente, CGIL-CISL-UIL. Il nuovo Codice antimafia è volto a rendere più efficaci e tempestive le misure di prevenzione patrimoniale e personali, ad estendere i casi di confisca obbligatoria e a favorire la ripresa delle aziende sottoposte a sequestro. Un provvedimento

sabato 30 aprile 2016

Legalità: Cgil, ricordare La Torre e proseguire sua battaglia

PIO LA TORRE
Roma, 30 aprile – “Anche quest’anno vogliamo ricordare Pio La Torre, assassinato dalla mafia il 30 aprile 1982 per il suo impegno e la sua battaglia per i diritti dei lavoratori e contro la criminalità organizzata. E in questa giornata ci auguriamo che il suo insegnamento e il suo esempio siano guida e sprone per il Parlamento, a cui chiediamo di approvare finalmente la legge di iniziativa popolare sui beni confiscati: sarebbe importante arrivare a questo risultato nell’anno del ventennale della legge 109/1996”. 
Così la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi ricorda oggi Pio La Torre, sindacalista e parlamentare siciliano, a trentaquattro anni dalla sua uccisione.
“La Torre – ricorda Fracassi – ci ha insegnato quanto sia radicato il legame tra l’incremento della criminalità organizzata e la disoccupazione, e che per combattere la prima occorre innanzitutto aggredire l’illegalità economica restituendo alla collettività i patrimoni delle cosche e dei clan, per costruire su quella base attività sane con al centro il lavoro e la dignità delle persone”.
Questo è lo spirito su cui La Torre e Rognoni hanno stilato la legge che porta il loro nome, spirito raccolto dalla legge 109 e che la nostra proposta di legge di iniziativa popolare, il ddl n. 2134, vuole rendere concreto ed esigibile”, sostiene Fracassi. “La battaglia del comitato ‘Io riattivo il

lunedì 30 aprile 2012

30° anniversario dalla scomparsa di Pio La Torre

In una fase politica e sociale così difficile l'esempio di Pio La Torre ci riporta all'esigenza di porre la legalità al centro di una nuova idea di sviluppo e di società. Per questo, nel trentesimo anniversario del barbaro assassinio di La Torre e del suo compagno e collaboratore Rosario Di Salvo, la CGIL ha voluto promuovere diverse iniziative per valorizzarne l'insegnamento e la memoria, che oggi più che mai è viva in noi, perchè “la legalità è l'unica risposta per il lavoro e il futuro”.
La Torre cominciò la sua lunga militanza sin dal dopoguerra, fu proprio lui a sostituire Placido Rizzotto come segretario della Camera del Lavoro di Corleone, diventando sin da giovanissimo punto di riferimento per il vasto movimento contadino e bracciantile dell'epoca. Pagò ingiustamente con la reclusione il suo impegno nelle occupazioni delle terre volte all'applicazione dei decreti Gullo e per l'assegnazione ai contadini delle terre incolte. Proprio nella battaglia per “la Terra a Tutti!” La Torre si scontrò con la mafia del Feudo, cioè l'accaparramento mafioso di interi appezzamenti di terra che in realtà dovevano essere destinati ai contadini e che invece entrarono nella disponibilità della mafia siciliana. La Torre fu poi segretario siciliano della CGIL, dando un contributo fondamentale alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici di tutto il Mezzogiorno d'Italia.
Dobbiamo a lui la grande intuizione, divenuta legge solo dopo la sua scomparsa nel '82, della confisca dei patrimoni illeciti ai mafiosi e l'istituzione del 416 bis che ha istituito il reato di associazione mafiosa nel codice