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lunedì 27 gennaio 2020

Cassazione: Cgil, bene sentenza che riconosce a riders tutele del lavoro subordinato

“I riders devono avere le stesse tutele dei lavoratori subordinati. Accogliamo con favore la sentenza della Cassazione che lo conferma, respingendo il ricorso della piattaforma di Food Delivery Foodinho”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti in seguito al pronunciamento della Corte.
Pur avendo necessità di approfondire il testo della sentenza – aggiunge la dirigente sindacale – ci pare che quanto stabilito dalla sezione Lavoro della Cassazione vada nella direzione di avvicinare sempre più il lavoro dei riders a quello subordinato. Si conferma infatti la etero organizzazione di tale impiego, e pertanto l’opportunità di applicare ad esso la disciplina del rapporto di lavoro subordinato”.
Il sistema delle multinazionali del Food Delivery non può più nascondersi dietro il falso mito del ‘nuovo’ lavoro e della completa autonomia della prestazione. Come sosteniamo da sempre con le nostre Categorie – conclude Scacchetti – i contratti collettivi nazionali, a partire da quello della logistica, devono diventare lo strumento di regolazione del settore”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 11 settembre 2018

Legalità: a Roma il 13 settembre Premio di Avviso Pubblico, Cgil e Fnsi “Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre”

In occasione del 13 settembre, giorno in cui nel 1982 viene approvata la Legge Rognoni-La Torre che introduce per la prima volta nel nostro ordinamento il reato di associazione di tipo mafioso, Avviso Pubblico, Cgil e Federazione Nazionale della Stampa Italiana organizzano a Roma, alle ore 11,30, presso la Sala Santi della sede della Cgil (Corso d'Italia 25) una cerimonia di conferimento dello speciale “Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre”, sindacalista e parlamentare, noto per il suo impegno sui temi della lotta alla mafia, per la pace, la democrazia e la legalità, ucciso a Palermo il 30 aprile 1982, insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo.
Il Premio, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, è finalizzato a valorizzare casi ritenuti di alto valore civile e politico, aventi come protagonisti sindacalisti, amministratori locali e giornalisti che, svolgendo la loro attività, si sono particolarmente distinti nella difesa della democrazia, nella prevenzione e nel contrasto alle mafie, alla corruzione, all’illegalità e per la diffusione di una cultura della legalità e della responsabilità.
I Vincitori del Riconoscimento di questa seconda edizione sono:

  • Il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, per la categoria amministratori pubblici;
  • La segretaria generale della CGIL di Benevento, Rosita Galdiero, per la categoria sindacalisti;
  • La giornalista professionista per Il Mattino di Padova, Cristina Genesin, per la categoria giornalisti.

Sarà inoltre conferita una menzione speciale ad altre due persone per categoria che, pur non avendo

mercoledì 13 settembre 2017

Riconoscimento “Pio La Torre per i diritti”

Pio La Torre
Si è svolta il 13 settembre a Roma, presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’iniziativa “Pio la Torre per i diritti”, promossa da Cgil, Avviso Pubblico e FNSI, in occasione del 35° anniversario dell’approvazione della legge Rognoni – La Torre, che il 13 settembre 1982 ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di associazione mafiosa e norme sulla confisca patrimoniale.
Nel corso dell’iniziativa, amministratori, giornalisti e sindacalisti, sono stati insigniti di un riconoscimento in memoria di Pio La Torre, un premio destinato a chi si è particolarmente distinto per l’impegno civile e politico, per la democrazia, i diritti e la legalità.
Dopo i saluti introduttivi portati dal segretario generale della FNSI Raffaele Lorusso e dal presidente Giuseppe Giulietti, è stata Stefania Pellegrini, direttrice del Master in Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie. Pio La Torre dell’Università di Bologna, ad aprire la giornata: “Con Pio La Torre, con quella legge di 35 anni fa, viene messa in discussione l’invincibilità della mafia. Da allora molti passi sono stati compiuti, ma molti ancora devono essere fatti. Uno di questi è approvare la riforma del Codice antimafia, un passo che rappresenta un dovere nei confronti di Pio La Torre. Perché la memoria non

martedì 12 settembre 2017

Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre: Roma, 13 settembre

Pio La Torre
Si svolgerà mercoledì 13 settembre a Roma, alle ore 10,30, presso la sede della FNSI (corso Vittorio Emanuele II, 349) l’iniziativa ‘Pio la Torre per i diritti’, promossa da Cgil, Avviso Pubblico e Federazione Nazionale della Stampa.
Una cerimonia organizzata in occasione del 35° anniversario dell’approvazione della legge Rognoni-La Torre, che il 13 settembre 1982 ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di associazione mafiosa, includendo norme relative alle misure di confisca patrimoniale, allo scopo di realizzare una più efficace azione di contrasto al potere economico delle mafie, derivante dall’ingente accumulazione illecita di beni e di capitali.
Oggi, a trentacinque anni di distanza, l’attualità descrive un’economia pesantemente infiltrata e inquinata dalla criminalità organizzata e dalle mafie. Per sconfiggere un sistema criminale che trae forza dal suo potere economico, è necessario unire le forze e le competenze istituzionali, del mondo del lavoro e della società civile. Ne va della vita democratica e delle prospettive di sviluppo del nostro Paese.
Questo anniversario non è solo un fondamentale esercizio di memoria. Rappresenta un ulteriore spinta per tradurre in gesti concreti l’impegno e le competenze confluite nel nuovo Codice antimafia, la cui approvazione entro la fine dell’attuale legislatura non è solo una richiesta, ma un’impellente necessità.
Un’approvazione sollecitata nei mesi scorsi anche attraverso un Appello rivolto al Parlamento e al Governo da Avviso Pubblico, Libera, Legambiente, CGIL-CISL-UIL. Il nuovo Codice antimafia è volto a rendere più efficaci e tempestive le misure di prevenzione patrimoniale e personali, ad estendere i casi di confisca obbligatoria e a favorire la ripresa delle aziende sottoposte a sequestro. Un provvedimento

mercoledì 6 luglio 2016

Voucher, come sfuma il confine tra lavoro formale e informale

Chiunque abbia seguito almeno una partita di calcio avrà di certo avuto modo di apprezzare l’abilità dei commentatori nel vivacizzare, con parole, momenti di gioco che magari vivaci non sono. Ecco, per commentare l’aggiornamento dell’Osservatorio sul precariato reso disponibile dall’Inps qualche giorno fa, ci piacerebbe avere un po’ di quell’abilità. Anche i dati diffusi nell’aggiornamento al primo quadrimestre 2016, infatti, confermano le tendenze già evidenziate nei primi mesi dell’anno.
In primo luogo, si legge nella sintesi dell’Inps, si conferma che con la fine degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato è terminata anche la crescita delle forme più stabili di occupazione che aveva caratterizzato il 2015. Si tratta di un dato da non sottovalutare, visto che è in nome di quella crescita che, con il Jobs Act del governo Renzi, il contratto a tempo indeterminato ha perso una parte significativa delle sue caratteristiche tradizionali. Il secondo elemento riguarda invece il lavoro accessorio, che nel primo quadrimestre del 2016 continua la sua corsa con incrementi a due cifre sull’anno precedente (più 43,1%).
I dati dell’Inps consolidano, insomma, l’impressione che se è vero che in Italia è il lavoro a mancare, lo è anche la possibilità di trarre dal lavoro un riconoscimento dignitoso. E se questo vale per l’Italia nel suo complesso, ciò è tanto più vero per le regioni meridionali, dove – sempre con riferimento al mese di aprile – il lavoro accessorio cresce con variazioni che vanno dalle massime di

lunedì 21 marzo 2016

Allarme di Assocarta, SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM: a rischio l’industria cartaria italiana

Assocarta e le OO.SS. nazionali, SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, hanno inviato ieri una comunicazione congiunta al Rappresentante permanente dell’Italia presso UE, Carlo Calenda, al Vice Ministro Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, al Direttore Generale per la Politica Commerciale Internazionale, Amedeo Teti, in occasione del convegno odierno organizzato, a Bruxelles, dalla DG Commercio della Commissione UE sugli strumenti di difesa commerciale contro la Cina. Il potenziale riconoscimento dello stato di economia di mercato (MES) alla Cina che l’Unione Europea potrebbe riconoscere nel dicembre 2016 comporterebbe un rischio di perdita di 25 mila addetti (incluso l’indotto) solo per la Filiera italiana della carta stampa editoria e trasformazione.
“Se l’Unione Europea riconoscesse tale status alla Cina” evidenzia Paolo Culicchi Presidente Assocarta “gli impatti della conseguente perdita di efficacia degli strumenti di difesa commerciale sarebbero devastanti per l’industria cartaria europea, in particolare per quella nazionale. Il settore cartario italiano, con 19.500 addetti diretti (40 mila incluso l’indotto) ed un fatturato di 7 miliardi di euro, rappresenta il primo anello di un’importante filiera produttiva, che ha un’occupazione complessiva diretta di 197 mila addetti, e un indotto di circa 490 mila, per un totale di 687 mila unità”. La filiera ha prodotto nel 2015 un fatturato di oltre 30,6 miliardi di euro.
Se alla Cina venisse riconosciuto lo status di economia di mercato (MES) dall’Unione Europea l’attuale sovraccapacità produttiva cinese di carta (circa 21 milioni di tonn, di cui 2 di carte grafiche), sussidiata dallo Stato, verrebbe riversata sull’Europa, considerato che paesi come gli USA hanno già