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lunedì 13 settembre 2021

Legalità: Cgil, premio Pio la Torre per ricordare e rinnovare impegno contro criminalità

Una giornata per ricordare Pio La Torre, ma anche per rinnovare il nostro impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità. La legalità è un pilastro imprescindibile per una società democratica. La legalità è un baluardo per la nostra organizzazione fin dalle sue origini. Si tratta di un valore da difendere per il bene comune”.
Così il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra in occasione della cerimonia di conferimento dell’edizione 2021 del “Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre”, un premio organizzato da Avviso Pubblico, Cgil e Federazione nazionale della stampa italiana.
All’iniziativa sono intervenuti: Franco La Torre, figlio di Pio La Torre; Rosy Bindi, presidente della giuria; Nicola Leoni, vicepresidente di Avviso pubblico e Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti; Mattia Motta vicesegretario Fnsi; Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil. A presiedere l’iniziativa è stata Stefania Pellegrini, direttrice master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie”. Il segretario confederale della Cgil congratulandosi poi con i vincitori ha affermato: “non dobbiamo considerarli eroi, ma esempi, persone che fanno il proprio dovere.
Questo importante premio intende evidenziare infatti come nella società

giovedì 20 maggio 2021

Lavoro: Landini ricorda D’Antona, portiamo avanti suo pensiero

Vogliamo ricordare Massimo D’Antona, ucciso dalle Brigate Rosse, un grande maestro e grande giurista che ha messo al centro e non ha mai abbandonato il valore del lavoro e dei diritti delle persone che lavorano, e che ha saputo guardare avanti. La legge sulla rappresentanza nel pubblico impiego è frutto anche del suo studio e lui, prima di altri, aveva capito come il diritto del lavoro del 900 dovesse guardare ai cambiamenti, alle trasformazioni, e pensava che i principi e i valori della Costituzione dovessero essere tradotti in atti, anche legislativi, che sostenessero la contrattazione collettiva, i diritti delle persone”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, in occasione del ventiduesimo anniversario dall’uccisione di Massimo D’Antona, in un video di Collettiva.it.  

Portare avanti il suo pensiero – sostiene Landini – vuol dire dare validità ai contratti nazionali affrontando il problema di chi rappresenta chi, quando è valido un contratto generale, soprattutto in un momento in cui stanno aumentando la precarietà e le forme di lavoro che non hanno alcuna tutela. Vuol dire rilanciare e rafforzare il valore della contrattazione collettiva anche con un sostegno legislativo, e che il contratto nazionale deve tornare ad essere uno strumento per costruire solidarietà dentro il mondo del lavoro”.
Oggi – conclude il segretario generale della Cgil – non ci limitiamo a ricordare Massimo D’Antona e a rendergli onore, come merita. Il nostro impegno è di dare gambe al suo pensiero, far sì che nel nostro paese si arrivi finalmente ad una legge sulla rappresentanza per tutto il lavoro e alla validità generale dei contratti nazionali, in modo che i diritti siano davvero diritti di tutte le persone che lavorano”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 30 aprile 2021

Mafia: Silvestri (Cgil), ricordare La Torre per affrontare presente e costruire futuro

La memoria è un bene prezioso, ci dà la forza per affrontare il presente e lavorare per costruire il futuro. Ricordare Pio La Torre per noi significa tutto questo, soprattutto nel difficile momento che il nostro paese sta attraversando, dove alla crisi economica e sanitaria si sommano purtroppo una crisi morale e un degrado delle condizioni di vita e di lavoro di tante persone”. Così il responsabile Legalità della Cgil nazionale Luciano Silvestri nel trentanovesimo anniversario dell’uccisione per mano mafiosa del sindacalista della Cgil e politico comunista.

La Torre – prosegue il dirigente sindacale – ci ha insegnato il legame tra criminalità e controllo del territorio, e la necessità di sottrarre ai mafiosi beni e patrimoni realizzati illecitamente per restituirli ai cittadini. Una lezione che oggi, con la mafia inserita in ogni contesto economico, presente su tutto il territorio nazionale e che ha ormai varcato i confini dell’Italia per assumere caratteri transnazionali, dobbiamo tenere a mente anche per fronteggiare il pericolo di un’ulteriore espansione e che la criminalità organizzata metta le mani sulle ingenti risorse europee e del Recovery fund”.

“Pio La Torre – conclude Silvestri – ci ha insegnato a coniugare diritti nel lavoro e lotta per la legalità: le mafie si sconfiggono se siamo capaci di rendere salde queste due gambe. Se siamo capaci di organizzare una vera e propria mobilitazione territoriale che unisca le forze sane di questo Paese”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


martedì 6 aprile 2021

Terremoto: Cgil nazionale e Cgil L’Aquila, ricordare fondamentale per progettare il futuro

A dodici anni dall’evento sismico che coinvolse l’Aquila e i comuni vicini, provocando vittime e danni enormi al territorio, la Cgil nazionale e la Camera del Lavoro del capoluogo abruzzese sono vicine alle famiglie colpite dai lutti e a tutti i cittadini coinvolti”. È quanto si legge in una nota congiunta della Confederazione nazionale e della Cgil dell’Aquila.
Ricordare il passato – continuano – è fondamentale per progettare il futuro, e il momento del ricordo deve essere anche il momento della consapevolezza che occorre agire per evitare che eventi come il terremoto abbiano drammatiche conseguenze.
È necessario lavorare per garantire la sicurezza delle cittadine e dei cittadini – concludono Cgil nazionale e Cgil dell’Aquila – con l’impegno di una ricostruzione di qualità e del rilancio socio economico dei territori, colpiti ulteriormente dalla pandemia che aumenta la fragilità delle comunità”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 29 marzo 2021

Tarantelli: Cgil, economista lungimirante il cui pensiero è ancora attuale

Un economista lungimirante che nell’Europa coesa aveva visto tutte le potenzialità per affrontare le complessità dell’economia globale e del lavoro, a partire dalla lotta alla disoccupazione, che deve essere ancora oggi un obiettivo fondamentale”. Così la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, intervenuta quest’oggi al webinar per ricordare la figura di Ezio Tarantelli, barbaramente ucciso il 27 marzo 1985 dalle Brigate Rosse
Secondo la dirigente sindacale “per migliorare la condizione del Paese, oltre a quella dei lavoratori, sono fondamentali il ruolo del lavoro e del sindacato e il pieno riconoscimento della negoziazione sociale quale strumento economico. 
Questo – ha concluso Fracassi – è il messaggio che vogliamo rilanciare per ricordare Tarantelli, un messaggio da ribadire soprattutto in questa fase di crisi pandemica e di cambiamenti nel lavoro e nell’economia, generati anche da trasformazioni e transizioni profondissime”. 
 Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 19 marzo 2021

Biagi: Cgil, ricordare giuslavorista per rafforzare diritti lavoratori e regole democrazia

Il futuro del nostro Paese ha bisogno di rafforzare ed estendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e le regole della democrazia, anche con una legge adeguata sulla misurazione della rappresentanza. Diciannove anni dopo la sua tragica scomparsa, anche per questo è importante ricordare il giuslavorista Marco Biagi, ucciso a Bologna la sera del 19 marzo 2002 dalle nuove Brigate rosse”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale.

“Biagi – prosegue la nota – è stato un uomo che non si è mai sottratto al confronto e al dialogo, anche con chi la pensava diversamente. Come Cgil continueremo a essere il nemico più acerrimo di ogni forma di illegalità, di violenza e di terrorismo, senza se e senza ma”.

“Siamo, infatti, convinti – conclude il sindacato di Corso d’Italia – che la violenza delegittimi sempre le ragioni delle proteste civili e democratiche, come quella per i diritti dei lavoratori”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 28 maggio 2020

Piazza Della Loggia: Cgil, non smetteremo mai di ricordare e vigilare

Sotto quello striscione posato a terra c'è il corpo di un uomo. Di un compagno. Sono le 10.12 del 28 maggio 1974 quando il terrorismo nero colpisce la manifestazione organizzata dai sindacati in Piazza della Loggia a Brescia. Otto vittime, tre donne e cinque uomini. Erano insegnanti e operai, uno era stato partigiano. Otto vite spezzate e una bomba contro il sindacato simbolo della partecipazione democratica.
Il giorno dopo l'Italia reagisce in massa. A Roma si riempie Piazza San Giovanni. Prende la parola il segretario generale della Cgil Luciano Lama: “Da Piazza Fontana a Brescia una mente criminale, una mano sola ha operato per colpire a morte lo stato democratico per spegnere nella coscienza dei cittadini l’amore per la libertà; ma compagni e amici dei partiti democratici, questo disegno che vuole disgregare il paese non riesce: i grandi valori della Resistenza non sono senza difensori. Voi li vedete qui oggi, questi difensori riuniti come in altre cento piazze d’Italia, decisi a difendere le istituzioni, a promuovere il progresso sociale e civile”.
Non smetteremo mai di ricordare. Non smetteremo mai di vigilare.

martedì 8 maggio 2018

Due giornate per ricordare Peppino Impastato a quarant’anni dal suo barbaro assassinio per mano mafiosa. Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso parteciperà a due delle iniziative organizzate a Cinisi.
Martedì 8 maggio ha preso parte al dibattito promosso da Cgil e Casa Memoria Felicita e Peppino Impastato, “I diritti negati: il lavoro che non c’è dopo il Jobs Act”.
Mercoledì 9 maggio, anniversario dall’uccisione di Impastato, Camusso ha partecipato al corteo che partirà alle ore 16.30 dalla sede di Radio Aut, a Terrasini, e arriverà alla Casa della Memoria.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 5 dicembre 2017

ThyssenKrupp: Cgil, a dieci anni da rogo tema sicurezza ancora non prioritario

A dieci anni dal rogo alla Thyssen, è grave e impressionante che il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro ancora non sia percepito come prioritario, e che la giustizia non sia riuscita a compiere del tutto il suo corso”. Così il segretario confederale della Cgil Franco Martini in occasione del decennale dalla strage della ThyssenKrupp di Torino, stabilimento in dismissione in cui persero la vita sette lavoratori.
Per il dirigente sindacale “non solo indigna che i manager tedeschi condannati in via definitiva non abbiano scontato un solo giorno di pena in Germania, ma preoccupa e addolora constatare che quella immane tragedia avvenuta in nome del profitto non abbia radicalmente segnato le coscienze e l’operato quotidiano nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria”.
Martini sottolinea infatti che “i dati dimostrano una ascesa del trend infortunistico, che è tornato a salire proprio nel momento in cui si registra una crescita della produzione”. “È necessario riflettere rigorosamente su questo binomio – sostiene il segretario confederale – perché significa che né la crescita in atto, né l’innovazione, sbandierata come la nuova frontiera dello sviluppo, assumono come vincolo l’obiettivo del miglioramento delle condizioni di lavoro”.
La Cgil, insieme a Cisl e Uil – prosegue – considera questo obiettivo sempre più centrale nella contrattazione e nel confronto con tutte le associazioni datoriali e istituzionali, e sosterrà l’impegno dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, per imporre il pieno rispetto di tutte le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
“Lo dobbiamo ad Antonio, Angelo, Roberto, Rosario, Giuseppe, Rocco e Bruno, ai loro familiari, e a tutti coloro che continuano a morire o ferirsi nei luoghi di lavoro”, conclude Martini.
“Fa davvero orrore l’idea che a 10 anni negli stessi giorni si ripeta nuovamente il fatto che ci siano

giovedì 28 maggio 2015

28 maggio 1974 - 28 maggio 2015 quarantuno anni dalla strage di Piazza Loggia

La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda, ferendo anche 103 persone.
Oggi, dopo 41 anni, il 28 maggio del 1974 è una ferita aperta per Brescia, è un pugno nello stomaco per tutti quelli che hanno vissuto quegli anni.
Vi portiamo tutti nel cuore! Non vi dimenticheremo

Livia Bottardi Milani
Anni 32 - CGIL Scuola -
Queste righe non sono sufficienti per ricordare l'attività e l'impegno di Livia.
La CGIL scuola, l'AIED, il circolo del cinema, proprio per i problemi politici, sociali e umani che proponevano, furono certamente i centri maggiori dei suoi interessi. Fra i vari documenti ritrovati, c'è una frase molto significativa che rivela di quanto sia stato profondo il suo contributo per le libertà civili: "Esistiamo, quando prendiamo coscienza di noi e del mondo in cui lavoriamo "



Clementina Calzari Trebeschi
Anni 31 - CGIL Scuola -
Fra i fondatori del Sindacato scuola CGIL con Livia Bottardi Milani e Alberto Trebeschi. La costante ricerca per un impegno politico e culturale e in stretto collegamento anche operativo con la realtà di ogni giorno, hanno spinto Clementina a potenziare e rinnovare quegli ideali di giustizia sociale che erano alla base della sua scelta politica. Clementina collaborò alla stesura del libro di Alberto Trebeschi, compagno della sua vita, caduto anch' egli in quel mattino del 28

lunedì 30 aprile 2012

30° anniversario dalla scomparsa di Pio La Torre

In una fase politica e sociale così difficile l'esempio di Pio La Torre ci riporta all'esigenza di porre la legalità al centro di una nuova idea di sviluppo e di società. Per questo, nel trentesimo anniversario del barbaro assassinio di La Torre e del suo compagno e collaboratore Rosario Di Salvo, la CGIL ha voluto promuovere diverse iniziative per valorizzarne l'insegnamento e la memoria, che oggi più che mai è viva in noi, perchè “la legalità è l'unica risposta per il lavoro e il futuro”.
La Torre cominciò la sua lunga militanza sin dal dopoguerra, fu proprio lui a sostituire Placido Rizzotto come segretario della Camera del Lavoro di Corleone, diventando sin da giovanissimo punto di riferimento per il vasto movimento contadino e bracciantile dell'epoca. Pagò ingiustamente con la reclusione il suo impegno nelle occupazioni delle terre volte all'applicazione dei decreti Gullo e per l'assegnazione ai contadini delle terre incolte. Proprio nella battaglia per “la Terra a Tutti!” La Torre si scontrò con la mafia del Feudo, cioè l'accaparramento mafioso di interi appezzamenti di terra che in realtà dovevano essere destinati ai contadini e che invece entrarono nella disponibilità della mafia siciliana. La Torre fu poi segretario siciliano della CGIL, dando un contributo fondamentale alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici di tutto il Mezzogiorno d'Italia.
Dobbiamo a lui la grande intuizione, divenuta legge solo dopo la sua scomparsa nel '82, della confisca dei patrimoni illeciti ai mafiosi e l'istituzione del 416 bis che ha istituito il reato di associazione mafiosa nel codice