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mercoledì 27 febbraio 2013

Rassegna Stampa: Per battere la crisi le Pmi si affidano al contratto di rete

ROMA. Operare in rete fa bene alle piccole imprese: migliora le performance produttive, aumenta il fatturato, tagliai costi, allenta addirittura lo stretto rubinetto del credito bancario, si rivela insomma un antidoto efficace alla crisi.
Il 38,5% delle aziende che hanno sottoscritto un contratto di rete, segnala un incremento del fatturato, il 33,3% un aumento degli investimenti
Ancora più ottimiste le imprese che da meno di un anno agiscono «in rete»: la metà di esse prevede di aumentare fatturato e investimenti; quasi una su quattro (24,8%) segnala una diminuzione dei costi di produzione.
Sono questi alcuni degli incoraggianti risultati di un’indagine del ministero dello Sviluppo economico su un campione di imprese aderenti ai contratti di rete, indagine pubblicata nella relazione annuale del Garante per le micro, piccole e medie imprese, Giuseppe Tripoli.
Per oltre un terzo delle imprese, aver aderito a un contratto di rete ha comportato il vantaggio di avere accresciuto il proprio knowhow e migliorato le proprie relazioni commerciali. Non solo. Allo sportello bancario per ottenere credito, la partecipazione a un contratto di rete è considerata un «plus» di merito e fa diminuire tassi, richieste di garanzia mentre apre i rubinetti del credito. Ma cosa sono i contratti di rete? Si tratta forme di aggregazione istituite per legge nel 2009, che consentono ad aziende anche geograficamente lontane di operare insieme (mantenendo però autonomia giuridica e operativa), condividere knowhow, investire in ricerca, avviare strategie di sviluppo nei mercati esteri.
Tutte attività che le imprese, soprattutto se piccole, da sole non riuscirebbero a realizzare.
In poco più di due anni (da marzo 2010 a novembre 2012) sono stati realizzati 523 contratti di rete che