Trenta associazioni promuovono un appello al Parlamento italiano per chiedere di cambiare il disegno di legge sulla scuola presentato dal governo. I firmatari rivendicano uno "spazio di ascolto", perché senza la partecipazione attiva dei soggetti da essi rappresentati - studenti, insegnanti, genitori, forze sociali e sindacali e associazioni - "nessuna riforma può raggiungere obiettivi decisivi per il Paese".
Come si legge nell'appello è indispensabile "aprire un ampio confronto per delineare una visione generale, il più possibile condivisa, sul ruolo della scuola nella società della conoscenza". "A questo punto - continua il testo - riteniamo decisivo partire dal diritto di ogni persona all'apprendimento permanente come base per un progetto complessivo di cambiamento del sistema educativo italiano".
I 30 promotori, "pur rappresentando organizzazioni con punti di vista anche molto diversi", presentano cinque proposte per cambiare il ddl. Al primo posto troviamo un insieme di interventi che puntano a ridurre le diseguaglianze esistenti sia tra territori che tra indirizzi ed istituti: garantire a tutti l'accesso al diritto allo studio e combattere la dispersione scolastica; rendere la scuola un laboratorio permanente di innovazione educativa, partecipazione ed educazione civica; innalzare i livelli di
