Visualizzazione post con etichetta apprendimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta apprendimento. Mostra tutti i post

mercoledì 13 gennaio 2016

Istruzione e formazione professionale: Cgil, Ministero del Lavoro sperimenta via bassa all'apprendimento duale

"Quella che nelle intenzioni del Ministero del Lavoro dovrebbe essere una 'via italiana' al modello duale per l'istruzione e la formazione professionale rischia di diventare una 'via bassa' all'apprendimento basato sul lavoro, che porterà alla dequalificazione dei percorsi a cui si rivolgeranno da un lato un'utenza svantaggiata e dall'altro imprese attirate dai vantaggi economici, la cui capacità formativa non sarà verificata. Il tutto in assenza del fondamentale coinvolgimento delle parti sociali". Così Gianna Fracassi, segretario confederale della Cgil, in seguito alla sottoscrizione dei Protocolli di Intesa tra il dicastero citato e le Regioni per la sperimentazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale.
Per Fracassi "parte una via bassa all'apprendimento basato sul lavoro, che costituisce un canale formativo, alternativo e separato da quello scolastico, finalizzato al conseguimento di un certificato professionale che, tra l'altro, non permette neppure l'accesso all'università". "Inoltre - continua - non ci si preoccupa di verificare e certificare l'effettiva capacità formativa delle aziende coinvolte, e invece si affida ad esse almeno metà del curricolo".
A giudizio della segretaria confederale della Cgil "non si combatte così l'abbandono scolastico: infatti a queste condizioni non è difficile prevedere la dequalificazione di percorsi in cui si

giovedì 9 aprile 2015

Scuola: l'appello di 30 associazioni al Parlamento per modificare ddl governo

Trenta associazioni promuovono un appello al Parlamento italiano per chiedere di cambiare il disegno di legge sulla scuola presentato dal governo. I firmatari rivendicano uno "spazio di ascolto", perché senza la partecipazione attiva dei soggetti da essi rappresentati - studenti, insegnanti, genitori, forze sociali e sindacali e associazioni - "nessuna riforma può raggiungere obiettivi decisivi per il Paese".
Come si legge nell'appello è indispensabile "aprire un ampio confronto per delineare una visione generale, il più possibile condivisa, sul ruolo della scuola nella società della conoscenza". "A questo punto - continua il testo - riteniamo decisivo partire dal diritto di ogni persona all'apprendimento permanente come base per un progetto complessivo di cambiamento del sistema educativo italiano".
I 30 promotori, "pur rappresentando organizzazioni con punti di vista anche molto diversi", presentano cinque proposte per cambiare il ddl. Al primo posto troviamo un insieme di interventi che puntano a ridurre le diseguaglianze esistenti sia tra territori che tra indirizzi ed istituti: garantire a tutti l'accesso al diritto allo studio e combattere la dispersione scolastica; rendere la scuola un laboratorio permanente di innovazione educativa, partecipazione ed educazione civica; innalzare i livelli di