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venerdì 10 dicembre 2021

Alleanza Contro la Povertà lancia l'appello «La povertà non è un crimine»

Mentre il dibattito pubblico ha creato la metafora del “furbetto” e sepolto la realtà quotidiana di milioni di persone e famiglie povere, l’Alleanza Contro la Povertà 
di cui la CGIL fa parte, ha deciso di lanciare il suo appello per cambiare la narrazione tossica dei “poveri e fannulloni”», ha dichiarato Roberto Rossini, portavoce dell’Alleanza, durante la conferenza stampa “La povertà non è un crimine” che si è tenuta questa mattina a Roma, presso l’associazione della Stampa Estera in Italia.
Durante la conferenza l’Alleanza ha sottolineato, ancora una volta, di come e quanto più che sulle critiche sia fondamentale concentrarsi sulle proposte per migliorare la misura e sostenere una platea più ampia di popolazione che ne ha bisogno.

Dichiarazioni
«Non si può ignorare la necessità di una misura nazionale di contrasto alla povertà e il Reddito di Cittadinanza è e deve essere questa misura. La povertà non è una colpa, sarebbe, invece, una colpa della collettività non farsene carico attraverso una pluralità di interventi mirati, dal sostegno economico ai  percorsi di inclusione sociale e lavorativa, che liberino dal bisogno chi la povertà la vive quotidianamente», Maurizio Landini,

martedì 4 maggio 2021

Vaccini: Comitato Right2cure, il 5 e il 6 maggio al WTO Draghi sostenga moratoria dei brevetti

Al WTO potrebbe essere l’ultima chiamata per i popoli della Terra, un punto di non ritorno: il 5 e il 6 maggio Draghi sostenga la proposta di moratoria dei brevetti di India e Sud Africa, così come gli abbiamo chiesto nella lettera del 19 aprile scorso!”. Così il Comitato Italiano per l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Right2cure-No profit on pandemic”, di cui la Cgil fa parte con un centinaio di realtà associative. La Campagna ha l’obiettivo di raccogliere 1 milione di firme per chiedere all’Ue di modificare gli accordi commerciali e sospendere i brevetti dei vaccini.

Nel comunicato stampa – che si invia in allegato – il Comitato italiano cita le cifre “spaventose e inarrestabili” della tragedia indiana e brasiliana, che “richiedono scelte drastiche: stop ai brevetti”, perché “l’aumento dei decessi in tutto il pianeta è in stretta correlazione con la disponibilità dei vaccini, che le aziende titolari dei brevetti non sono in grado di assicurare, per cui bisogna urgentemente coprire il fabbisogno mondiale consentendo la produzione in tutte le aziende che abbiano le tecnologie”.

Solo lo 0,2% delle dosi è stato somministrato nei paesi a basso reddito – si ricorda nella nota – ed è qui che la pandemia continuerà a dilagare, a modificarsi e a circolare ovunque, con conseguenze disastrose per tutti”.

Infine il Comitato informa che “tre giorni fa in Brasile il Senato ha approvato, in contrasto con il presidente Bolsonaro, una legge che, qualora venisse approvata anche dalla Camera, permetterebbe la sospensione temporanea dei brevetti. Scelta – conclude – che potrebbe essere realizzata anche dai governi europei”.

In allegato il comunicato stampa del Comitato e la lettera del 19 aprile a Mario Draghi

Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu

Per firmare l’ICE eci.ec.europa.eu

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 11 marzo 2021

Cgil, Cisl e Uil, Nessun profitto sulla pandemia – Diritto alle cure

Trascorso un anno dall’avvio dell’emergenza, il virus Covid-19 continua a minacciare la salute e la vita delle persone e a rendere fragili i sistemi sanitari, a causare danni economici e sociali.
Accanto alle necessarie misure di protezione, l’unica via percorribile per contrastare questa minaccia globale è avere a disposizione il vaccino per tutta la popolazione mondiale e debellare definitivamente il Covid-19.
Il rallentamento della messa a disposizione di dosi sufficienti e a prezzi accessibili rende debole la campagna di vaccinazione mette a rischio la salute di tutti e non consente la ripresa economica.
In questa fase drammatica, riteniamo importante e fondamentale derogare alla normativa in materia di proprietà intellettuale e brevetti, così da forzare coloro che ne detengono la proprietà a concedere i diritti di utilizzo degli stessi a tutti i Paesi, per ampliare ed incrementare la produzione.  Siamo convinti, infatti, che questa sia la modalità più efficace per raggiungere l’obiettivo di immunità globale.
CGIL CISL UIL sostengono l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) “Tutti hanno diritto alla protezione da Covid: Nessun profitto sulla pandemia”, e oggi, ad un anno dalla dichiarazione della pandemia da parte dell’Oms, rinnovano la richiesta fatta lo scorso 5 marzo insieme a 70 associazioni, in una lettera aperta al Presidente Mario Draghi, affinché il Governo italiano sostenga la proposta di India e Sudafrica di moratoria temporanea per i brevetti sui vaccini e sui farmaci anti Covid-19.
CGIL CISL UIL invitano a e sottoscrivere la petizione europea “Nessun Profitto sulla Pandemia” al link: https://noprofitonpandemic.eu/it/    Nessuno resti indietro, vaccino per tutti!

                                                                                                                          Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 14 febbraio 2020

Sindacati e associazioni lanciano l’appello ‘Per il valore dell’umanità, contro fascismi, razzismi e guerre’

Un pessimo inizio dell’anno in cui celebriamo il 75° anniversario della Liberazione: aggressioni e violenze di natura fascista e discriminatoriasegnali di nuove tensioni e guerre. Si reiterano azioni criminali che vedono protagonisti elementi associati a gruppi della destra radicale che si ispirano alle idee del fascismo, del nazismo, di un nuovo e pericolosissimo razzismo. Razzismo e discriminazione sono la matrice di tante aggressioni e violenze fisiche o verbali di cui sono state e sono vittime migranti, ebrei, rom, persone senza fissa dimora, persone di diverso orientamento sessuale o di diversa scelta politica. In questo quadro maturano anche femminicidi, violenze, sessismi contro le donne e la loro libertà. Una recente, allarmante indagine rivela che una rilevante parte della popolazione nega o minimizza la Shoah. Eppure la legge Mancino sancisce penalmente ogni pratica discriminatoria “per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi”.

C’è un’emergenza culturale che richiede un impegno senza precedenti. Rinnoviamo la richiesta, sostenuta da centinaia di migliaia di firme, di scioglimento delle organizzazioni neofasciste in base alla XII Disposizione finale della Costituzione e alla legge Scelba. Le risposte sono state finora sbagliate ed inadeguate, tollerando l’intollerabile. Chiediamo al Governo attuale e al Ministro dell’Interno di intervenire con chiarezza e risolutezza per garantire i principi di libertà, democrazia, solidarietà, rispetto delle diversità. In questo quadro chiediamo di abrogare o modificare radicalmente i recenti decreti sicurezza riconducendoli nell’alveo dei valori della Costituzione e della Carta europea dei Diritti Umani. La tragica situazione dei conflitti in tutto il

lunedì 8 aprile 2019

Europee: Landini, appello parti sociali per Europa nuova, forte, solidale e fondata su lavoro

Vogliamo un’Europa nuova, forte e solidale, fondata sul lavoro, attenta alle tematiche sociali, capace di combattere le diseguaglianze e il dumping sociale, innovativa, in grado di sostenere investimenti e innovazione. 
È questo il senso dell’appello che abbiamo firmato oggi con Confindustria”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commenta l’appello firmato oggi da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.
È un richiamo – sottolinea il leader del sindacato di Corso d’Italia – che alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, il mondo del lavoro e le imprese rivolgono ai cittadini italiani, alle forze politiche, alle istituzioni per cambiare, rafforzandola, l’Europa”.
Noi pensiamo – conclude Landini – di aver bisogno di più Europa, di un’Europa diversa da quella dell’austerità, lontana dai cittadini e dai lavoratori. Indichiamo un’Europa capace di dare prospettive di lavoro ai giovani, aperta al mondo, fattore di stabilità e pace, che sa accogliere. Un’Europa capace di compensare e ridurre le diversità economiche e sociali che vivono al suo interno”.
Leggi: appello per l’Europa
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 21 novembre 2018

25 novembre: Appello ‘Uomini Contro la violenza’

Domenica prossima, 25 novembre, è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
In migliaia di località in Italia e nel mondo ci saranno iniziative e manifestazioni promosse principalmente da Associazioni e Movimenti di donne.
Ma la violenza sulle donne è una responsabilità di noi uomini, dell’atavica cultura patriarcale del dominio e della prevaricazione di genere; può essere esercitata fisicamente, psicologicamente, economicamente, verbalmente.
Per questo non basta essere solidali, magari partecipando a questo o quell’evento; solidarietà e sostegno silenziosi, condanne a tavolino non bastano più.
È tempo che si modifichi l’atteggiamento interiore ed esteriore del genere maschile verso le donne.
È tempo che noi uomini si prenda la parola, si agisca, si affermi coi fatti la cultura e la pratica della parità, del rispetto, della valorizzazione delle differenze, perché la libertà delle donne è una grande questione democratica che interroga la società e tutti noi.
Il silenzio o, peggio ancora l’indifferenza, non sono più tollerabili, spesso nascondono piccole e grandi complicità.
Come uomini militanti e dirigenti di Cgil Cisl Uil abbiamo sempre sostenuto con forza la difesa, la tutela e la promozione dei diritti civili delle donne, anche attraverso la definizione di norme a

giovedì 21 giugno 2018

Cgil, Cisl, Uil: necessaria approvazione proposta di Direttiva UE sull’equilibrio vita/lavoro

Il raggiungimento di un equilibrio fra vita privata e vita lavorativa è strettamente legato al mancato conseguimento di una effettiva parità di genere, e rimane un elemento essenziale sia per le lavoratrici che per coloro che sono in cerca di un’occupazione.
L’attuale quadro giuridico e istituzionale dell’Unione Europea, purtroppo, non aiuta nella ricerca di soluzioni adeguate a queste problematiche. Ecco perché, come responsabili delle politiche di genere di Cgil, Cisl e Uil, ci uniamo a tutte le delegate delle confederazioni aderenti alla Ces, la Confederazione Europea dei Sindacati, nel richiamare l’attenzione dei governi dei paesi membri per un cambio di rotta in questa direzione sostenendo, in seno alla riunione del Consiglio Europeo dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali, in programma oggi a Bruxelles, la proposta di direttiva sull’equilibrio vita/lavoro.
Si tratta di un appuntamento importante, un’occasione da non perdere, per tradurre in pratica le intenzioni che i diversi responsabili politici hanno sempre dichiarato a riguardo nei diversi momenti istituzionali ed internazionali dedicati al tema.
L’introduzione di alcune misure previste nel testo di direttiva, come i congedi parentali non trasferibili e retribuiti (a livello di indennità di malattia), i 10 giorni di congedo di paternità retribuito, lo sviluppo di strutture pubbliche per l’infanzia e il diritto di richiedere condizioni flessibili di lavoro, in un’ottica di condivisione delle responsabilità genitoriali e familiari, costituirebbero un importante passo in avanti.
Ci rivolgiamo in particolare al ministro del Lavoro affinché non faccia mancare il sostegno dell’Italia in quella sede. Un’Europa più sociale e più inclusiva è fondamentale per la coesione, la crescita e lo sviluppo.
Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere Cgil nazionale
Liliana Ocmin, responsabile dipartimento politiche migratorie, donne, giovani e Coordinamento Nazionale donne Cisl
Laura Pulcini, responsabile Nazionale Coordinamento pari Opportunità Uil

martedì 20 febbraio 2018

“Mai più fascismi, mai più razzismi”: Cgil, il 24 febbraio in piazza

Anche la Cgil, guidata dal segretario generale Susanna Camusso e da tutta la segreteria nazionale, insieme alle altre ventidue organizzazioni promotrici dell’appello “Mai più fascismi”, scenderà in piazza a Roma sabato 24 febbraio per la manifestazione nazionale ‘Mai più fascismi, mai più razzismi’. L’appuntamento è alle 13.30 a Piazza della Repubblica (clicca qui). Il corteo sfilerà fino a raggiungere Piazza del Popolo, dove alle ore 15.00 inizieranno gli interventi dal palco.
A presentare la manifestazione sul palco della Piazza sarà l’attore Giulio Scarpati. Il programma prevede la lettura di lettere di partigiane e partigiani da parte di alcune studentesse e alcuni studenti, la testimonianza di una giovane migrante, l’esibizione musicale dei Modena city Ramblers, il messaggio video della Senatrice a vita Liliana Segre. La manifestazione sarà conclusa dal Presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo.
Tante le adesioni alla manifestazione sin qui pervenute, tra cui quelle dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane), dell’Unione degli universitari, della Rete degli studenti medi, della Rete della conoscenza e della rete No Bavaglio. Prevista la presenza di Sindaci e Presidenti di Regione con le fasce e il gonfalone.
Nel corso della manifestazione sarà possibile firmare l’appello Mai più fascismi con cui si chiede alle Istituzioni, tra le altre cose, di sciogliere le organizzazioni che si richiamano al fascismo e al nazismo.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 31 gennaio 2018

“MAI PIÙ FASCISMI” Appello a tutte le Istituzioni democratiche

Domani, 1 febbraio, si terrà a Roma la conferenza stampa promossa da ventitré associazioni, partiti, sindacati e movimenti democratici nazionali, tra cui la Cgil, per presentare la campagna di raccolta firme dell’appello ‘Mai più fascismi’. Appuntamento alle ore 11.30 nei locali del Museo storico della Liberazione, luogo simbolo del martirio antifascista, in via Tasso 145.
All’iniziativa parteciperanno il segretario generale della Cgil Susanna Camusso; il presidente nazionale dell’Arci Francesca Chiavacci; il  presidente di Libera Don Luigi Ciotti; il presidente nazionale Anpi Carla Nespolo; e il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini.
“Una volta per tutte, si applichino pienamente la XII Disposizione della Costituzione, la Legge Scelba e la Legge Mancino. Si vieti ai neofascisti di presentarsi alle elezioni e vengano sciolte le loro organizzazioni”, sostengono i promotori dell’appello. “Chiediamo a cittadine e cittadini responsabilità e fedeltà alle radici e alle ragioni della convivenza civile. Il fascismo è un crimine e non deve ripetersi più”.
È possibile sottoscrivere l’appello presso tutte le sedi sindacali o online.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 15 novembre 2017

Approvare la proposta di legge sui Testimoni di giustizia: Associazioni e Sindacati scrivono al Presidente Grasso

Gentile Presidente Grasso,
Gentili Senatori,
vi scriviamo questa lettera nella consapevolezza che in questa fase finale di legislatura sono diversi i provvedimenti di cui viene richiesta l’approvazione. Tra questi, tuttavia, non possiamo non sottoporre alla Vostra attenzione, quello che a nostro giudizio è uno dei più importanti ovvero la proposta di legge di riforma della normativa in materia di testimoni di giustizia (PDL 3500, Bindi-Gaetti). Un tema sul quale anche la Commissione parlamentare antimafia ha redatto e approvato una specifica relazione, sulla quale l’Assemblea di Camera e Senato hanno da tempo espresso pieno consenso
attraverso l’approvazione di appositi atti di indirizzo.
Si tratta di un provvedimento già licenziato all’unanimità dalla Camera dei deputati nel mese di marzo e, alcune settimane fa, dalla Commissione Giustizia del Senato.
L’approvazione della proposta di legge non è solo uno dei punti che noi scriventi abbiamo inserito in un appello pubblico che abbiamo rivolto, a gennaio di quest’anno, al Governo e al Parlamento ma è, soprattutto, un provvedimento atteso da tempo dai testimoni di giustizia, ovvero da cittadini onesti, con un alto senso dello Stato, che hanno avuto il coraggio di denunciare dei gravi reati alle autorità competenti, contribuendo a bonificare l’Italia dall’invasività delle mafie, della corruzione e del

lunedì 5 giugno 2017

Ti chiediamo di leggere e sottoscrivere l’appello al Presidente della Repubblica

Cara iscritta, caro iscritto,
come forse già saprai il Parlamento nei prossimi giorni deciderà un provvedimento che “reintroduce i voucher”. Il governo in data 21 aprile aveva presentato e fatto votare un decreto legislativo che superava i due quesiti referendari, sostenendo che andare al voto significava dividere il Paese. A distanza di poche settimane e dopo aver nei fatti negato il diritto di voto ai cittadini e alle cittadine, si reintroduce uno strumento analogo.
La CGIL ritiene questo un fatto gravissimo, non solo per il merito del provvedimento, ma per la rottura democratica che determina questo fatto (art.75 della Costituzione Italiana).
Per questo ti chiediamo di leggere e sottoscrivere l’appello al Presidente della Repubblica che trovi a questo link


e ti invitiamo a partecipare alla manifestazione nazionale sabato 17 giugno ore 9.30 a Roma, Piazza San Giovanni.
Rivolgiti alla tua categoria e/o alla Cgil territoriale per le modalità di partecipazione.
Segreteria Cgil Lombardia

mercoledì 24 maggio 2017

Voucher: Cgil, se da Governo nuova normativa su lavoro occasionale ci appelleremo a Presidente Repubblica

La Cgil “ritiene gravissima l’eventualità che il Governo, attraverso un improprio emendamento al Decreto Legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale”. È quanto si legge nell’ordine del giorno approvato dal Comitato Direttivo del sindacato, riunitosi oggi a Roma.
Le proposte in discussione, sulle quali mai si è realizzato un confronto con il sindacato e con la Cgil in particolare, contravvenendo agli impegni formalmente e ripetutamente assunti dal Governo – prosegue l’ordine del giorno – prefigurerebbero il ritorno, con norme peggiori, ai voucher che Parlamento e Governo hanno cancellato poche settimane fa, assumendo lettera e sostanza del quesito referendario proposto dalla Cgil”.
Si sta cercando – aggiunge la Cgil – di far rientrare dalla finestra ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile”.
“Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica – sottolinea il sindacato – che un Governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell’art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di

sabato 15 aprile 2017

Basta con questo gioco alla guerra

Basta con questo gioco alla guerra’. L’appello congiunto Anpi, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Acli nazionali. Il testo dell’appello firmato da Smuraglia, Chiavacci, Camusso, Furlan, Barbagallo, Rossini:
Roma, 15 aprile – “Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato.
Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l’assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte gia’ tragicamente vissuti.
Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino per diffondere il piu’ possibile voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che “l’Italia ripudia la guerra”.

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI
Francesca Chiavacci – Presidente Nazionale ARCI
Susanna Camusso – Segretario generale CGIL
Annamaria Furlan – Segretario generale CISL
Carmelo Barbagallo – Segretario generale UIL
Roberto Rossini – Presidente Nazionale ACLI
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 16 gennaio 2017

Appello al Parlamento e al Governo

Approvare rapidamente leggi per rafforzare la prevenzione e il contrasto alle mafie e alla corruzione. In questa legislatura il Parlamento ha approvato alcuni importanti provvedimenti di legge in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e alla corruzione. 
Tra questi, ricordiamo quelli sullo scambio elettorale politico-mafioso, sulla corruzione e falso in bilancio, sui reati ambientali, sul caporalato e sul nuovo codice dei contratti e degli appalti, nonché alcuni decreti attuativi di atti normativi europei in materia. 
Tuttavia, non possiamo non evidenziare che alcune di queste riforme sono ancora incomplete. Inoltre, sono in attesa di approvazione altri importanti progetti di legge per molti dei quali l’iter è già in uno stato avanzato. 
Con la possibile fine anticipata della legislatura, vi è il rischio concreto che tutto questo importante lavoro possa essere disperso, mentre assistiamo ad un’aumentata e pericolosa pervasività e presenza dei mafiosi e dei corrotti nella vita politica ed economica del Paese, con danni ingenti per la democrazia e lo sviluppo dell’Italia.
Al fine di evitare questa situazione riteniamo importante che, prima dell’indizione delle prossime elezioni politiche, il Parlamento approvi in via definitiva alcuni importanti provvedimenti, tra i quali:

  • le misure riguardanti gli amministratori locali minacciati ed intimiditi (AC 3891, Disposizioni

mercoledì 21 dicembre 2016

Spettacolo: Bizi a Franceschini, consideri gli artisti dei lavoratori

Ieri il Ministro Franceschini, agli Stati Generali della Cultura del Sole 24 ore, ha affermato che è possibile estendere ai teatri l’Art Bonus. Una buona notizia per il comparto della prosa, anche se dobbiamo capire a chi verrà concessa tale possibilità – dichiara Emanuela Bizi, della segreteria nazionale Slc Cgil.
Ha poi affermato che sta valutando la possibilità di sostenere con questo strumento anche gli artisti: è un’idea quantomeno singolare. L’Italia non ha mai riconosciuto lo status di artista, mai ha ragionato su come dare tutele a questa categoria di professionisti. Invece che guardare al Rinascimento, il Ministro si accorga di essere in Europa: ad esempio in Francia quando dici che fai il musicista o l’attore non ti senti rispondere come in Italia: Si, ma per vivere cosa fai?”
Lo sa il Ministro quanto si sono ridotti gli spazi di legalità e di dignità per gli artisti? Incalza Bizi. Non si lavora più per tutta la stagione neppure nei grandi teatri, si gira l’intero Paese senza ricevere adeguate indennità di trasferta, i cachet si abbassano e si incassano dopo molto, troppo tempo.”
Persino i set cinematografici e le serie televisive non garantiscono più compensi dignitosi. Mentre le imprese di produzione cinematografica moltiplicano i profitti, i compensi degli attori calano sempre di più e sono rimasti in pochi a poter vivere del proprio lavoro. La mancanza di regole e tutele produce solo sfruttamento.”
Per questo la SLC CGIL sta promuovendo un questionario on line (www.vitadartista.it) che vuole indagare bisogni e aspettative di attori, ballerini, musicisti e altre professioni del mondo dello spettacolo, annuncia Bizi. Vogliamo che siano loro a raccontarsi, a rompere il luogo comune che li vuole tutti ricchi e famosi, o semplicemente persone che fanno quello che gli piace.”
Gli artisti sono lavoratori e il Ministro ha il dovere di tutelarli, se ha a cuore lo sviluppo culturale dell’Italia. Dare dignità agli artisti significa investire in cultura e non elargire briciole. In Europa la media degli investimenti in cultura è pari al 2.1% , mentre l’Italia è penultima con un misero 1.4%.”

sabato 9 aprile 2016

Carta dei diritti: al via la raccolta delle firme

Sabato prossimo, 9 aprile, parte ufficialmente la raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare collegata alla Carta dei Diritti universali del Lavoro e dei quesiti referendari. 
In tutta Italia si organizzeranno iniziative per la presentazione della Carta e a sostegno della Raccolta firme.
È possibile firmare anche online inviando una mail all’indirizzo cartadeidiritti@cgil.it  (L'Appello)
I tre quesiti referendari pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n.69 del 23 marzo 2016, finalizzati al sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare, avranno come oggetto i seguenti temi:
  1. la cancellazione del lavoro accessorio (voucher); 
  2. la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti; 
  3. nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al disopra dei cinque dipendenti.
Se ancora non avete letto la nostra proposta e non conoscete il testo della Carta che vuole rinnovare il Diritto del Lavoro, fatelo ai link:

mercoledì 2 marzo 2016

Pensioni: Camusso, Furlan, Barbagallo, aprire subito confronto

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, l’11 febbraio scorso hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e per conoscenza al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, per chiedere di aprire subito un confronto sulle pensioni.
Riteniamo necessario ed urgente affrontare il tema pensioni. Non è più rinviabile una discussione di merito sulla flessibilità in uscita e sull’insieme dei problemi aperti (il completamento delle salvaguardie degli esodati, le ricongiunzioni onerose, le questioni dei lavori precoci, di quelli usuranti, delle donne, la quota 96 della scuola, i requisiti per i macchinisti) e, soprattutto, delle future pensioni dei giovani”, scrivono i sindacati.
È di tutta evidenza, come del resto da Lei più volte affermato, che cambiare l’attuale sistema previdenziale, consentirebbe di dare risposte al tema centrale dell’occupazione, soprattutto giovanile, e di sottrarre il mondo del lavoro alle pesanti iniquità che si sono determinate”, prosegue la lettera.
Il nostro obiettivo è di ricostruire un sistema pubblico solidale, che riconosca la diversità dei lavori e delle condizioni sia rispetto all’accesso che alla dignità dei trattamenti. 
A questo fine abbiamo proposto una ‘piattaforma’, che le alleghiamo, e svolto, lo scorso 17 dicembre, importanti iniziative di presentazione della nostra proposta ai lavoratori. Siamo con la presente a chiederLe l’apertura di un confronto volto a definire una proposta del Governo in grado di affrontare i temi proposti”, concludono Cgil, Cisl e Uil.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 10 novembre 2015

Scuola: mercoledì le 32 associazioni de "La scuola che cambia il Paese" riaprono confronto con Parlamento


Mercoledì prossimo, 11 novembre, tornano in Parlamento i firmatari dell'appello "La scuola che cambia il Paese", la piattaforma che raccoglie 32 associazioni di studenti, insegnanti, genitori, forze sociali, sindacali e del terzo settore. L'appuntamento con i parlamentari e con la stampa è previsto alle ore 10 presso la sala Salvadori della Camera dei Deputati (via degli Uffici del Vicario 21, Roma) e sarà l'occasione per presentare alle Camere e al Governo idee e proposte di cambiamento della scuola italiana e di modifica della legge 107/2015.

Durante il percorso parlamentare de “La Buona Scuola" il dialogo con le VII Commissioni di Camera e Senato ha contribuito a migliorare il testo iniziale, ma la scelta di approvare la legge senza un autentico confronto di merito con l'ampio dissenso espresso nel mondo della scuola, della cultura e della società civile ha impedito una conclusione condivisa.
I 32 promotori de "La scuola che cambia il Paese" tornano quindi in campo con un documento che contiene le proposte per una modifica dell'impianto della legge approvata a luglio, convinti che sia decisivo per l'Italia innalzare i livelli di istruzione e di competenza dei cittadini e contrastare le gravi diseguaglianze socio-culturali e territoriali che condizionano gli esiti scolastici.
Nonostante l’investimento di risorse attivato con "La Buona Scuola", i firmatari dell’appello ritengono infatti che manchi una visione organica di riforma a medio-lungo termine. Non si prevede

giovedì 9 aprile 2015

Scuola: l'appello di 30 associazioni al Parlamento per modificare ddl governo

Trenta associazioni promuovono un appello al Parlamento italiano per chiedere di cambiare il disegno di legge sulla scuola presentato dal governo. I firmatari rivendicano uno "spazio di ascolto", perché senza la partecipazione attiva dei soggetti da essi rappresentati - studenti, insegnanti, genitori, forze sociali e sindacali e associazioni - "nessuna riforma può raggiungere obiettivi decisivi per il Paese".
Come si legge nell'appello è indispensabile "aprire un ampio confronto per delineare una visione generale, il più possibile condivisa, sul ruolo della scuola nella società della conoscenza". "A questo punto - continua il testo - riteniamo decisivo partire dal diritto di ogni persona all'apprendimento permanente come base per un progetto complessivo di cambiamento del sistema educativo italiano".
I 30 promotori, "pur rappresentando organizzazioni con punti di vista anche molto diversi", presentano cinque proposte per cambiare il ddl. Al primo posto troviamo un insieme di interventi che puntano a ridurre le diseguaglianze esistenti sia tra territori che tra indirizzi ed istituti: garantire a tutti l'accesso al diritto allo studio e combattere la dispersione scolastica; rendere la scuola un laboratorio permanente di innovazione educativa, partecipazione ed educazione civica; innalzare i livelli di

giovedì 20 novembre 2014

Call center: ultima chiamata al Presidente del Consiglio e alla politica

“262 lavoratori che occupano la sede di Accenture a Palermo che voleva procedere alla chiusura vista la disdetta dell’appalto formalizzata di British Telecom; il Consiglio Comunale di Cesano Boscone che si riunisce nella sede del call center di E-Care che ha avviato la procedura per 489 lavoratori; Almaviva che scrive alla regione Sicilia dichiarando oltre 3000 esuberi; Gepin a Casavatore, Napoli, che persa la commessa di Poste licenzierà oltre 200 persone. Questi sono solo alcuni numeri della tragedia che stanno vivendo i lavoratori dei call center.” Così dichiara Michele Azzola,, segretario nazionale Slc Cgil in vista dello sciopero nazionale di dopodomani venerdì 21.
Venerdì 21 si terrà lo sciopero nazionale del settore con la Notte Bianca, che si terrà a piazza del Popolo a Roma, in cui si alterneranno momenti di musica, cultura e dibattito di personalità che a vario titolo offriranno la loro solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici, spesso ragazzi che hanno avuto come unica opportunità lavorativa quella offerta dai call center e che svolgono quel lavoro con dignità e professionalità.
“La crisi dei call center ha una peculiarità tutta italiana – prosegue il sindacalista – nel resto dei Paesi Europei non si riscontrano fenomeni analoghi, ed è dettata dal fatto che non si è proceduto, come previsto da una direttiva europea, a normare il caso di successione/cambio di appalto con tutele occupazionali. Questo determina anche una spesa sociale elevatissima, oltre 480 milioni nel triennio 2012 – 2014, sottratti ai servizi ai cittadini che finanziano con le tasse, e che in realtà si tramutano in