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martedì 19 dicembre 2017

Convenzione tickets restaurant - Q-tornaqui.it

Come già altre volte segnalato siamo costretti ad evidenziare la difficoltà che i lavoratori di Poste continuano ad avere nell'utilizzo dei buoni pasti elettronici della Q- tomaqul it su tutto il territorio della Lombardia.
Infatti in quest'ultimo periodo molti esercizi commerciali stanno esponendo cartelli di sospensione del servizio a causa di mancati pagamenti di fatture da parte della Società committente.
Inoltre è utile ricordare che l'impossibilità dell'utilizzo dei tickets sta comportando un notevole accumulo di buoni pasti sulle tessere elettroniche per importi, a questo punto, rilevanti che rischiano di andare perduti alla luce della prossima scadenza degli stessi, prevista per aprile 2018.
Quindi da un lato è indispensabile risolvere la questione con la committente, affinchè la fruibilità diventi effettiva e non virtuale e da subito provvedere alla possibilità di prorogare la scadenza, in attesa che si risolva definitivamente il problema.
Al contrario si prefigura un danno economico a carico dei lavoratori non tollerabile, per il quale, nostro malgrado, saremo costretti ad intervenire a tutela degli stessi.
Restando in attesa di un Vs. cortese urgente riscontro
Cordiali saluti
Pierluigi Daccò - SLC Cgil Lombardia

giovedì 26 maggio 2016

Poste italiane: Cestaro (SLC CGIL), il Governo ancora a caccia di quattrini sulle spalle di Poste

Si avvia un’altra fase di privatizzazione di Poste Italiane.
Le ragioni sono sempre le stesse: vendere i ” gioielli di famiglia” per fare cassa senza alcuna idea di futuro, senza linee chiare di politica industriale e lasciando in eredità solo debiti.
Il Governo “sposta” il 35% delle azioni di Poste a Cassa Deposito e Prestiti e prevede una collocazione sul mercato del restante 30%.
Il danno per le casse dello stato, in tema di mancati dividendi, sono già preventivabili.
Nel contempo non vi è traccia delle azioni previste dal piano industriale legate allo sviluppo, il che prefigura foschi scenari: operazioni esclusivamente finanziarie, necessarie a soddisfare le troppe promesse del Presidente Renzi; impoverimento della più grande azienda italiana di reti e servizi; nessuna prospettiva di sviluppo della logistica; nessuna prospettiva di innovazione dei servizi offerti.
Occorre ricordare che i soggetti che fruiscono dei servizi di Poste sono più di 30 milioni, larghissima parte dei quali sono cittadini e molti pensionati.
Questo enorme bacino di clienti ed utenti è l’unico vero capitale del Gruppo Poste Italiane, insieme ai suoi 140,000 dipendenti; è a questo “capitale” che azienda e Governo devono rispondere.
La logica del ” prendi i soldi e scappa” è la medesima che ha ucciso la STET, che era fino a pochi anni fa il quinto gestore di telefonia al mondo. Quel che è rimasto di quel grande gruppo industriale è sotto gli occhi di tutti.
Sarebbe obbligo del Governo prendere atto degli errori che sono stati fatti negli anni passati, errori che hanno depauperato il paese, ed adoperarsi per non ripeterli.
Massimo Cestaro