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giovedì 14 marzo 2019

Clima: Cgil, in piazza con gli studenti per futuro Pianeta

Per rivendicare il diritto a un futuro su questo Pianeta, domani saremo in piazza assieme agli studenti. Ribadiremo il nostro impegno a garantire una giustizia climatica, attraverso: la contrattazione a tutti i livelli, il confronto con il Governo e con le amministrazioni locali, le iniziative di lotta che verranno concordate dal movimento sindacale globale”. Così la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi.
Per la dirigente sindacale “abbiamo solo undici anni per cambiare radicalmente il modello di produzione e di consumo per renderlo sostenibile dal punto di vista climatico e sociale. Le conoscenze e le tecnologie per tagliare drasticamente le emissioni di CO2 esistono già, ma – sottolinea – manca la volontà politica di fare una scelta per il futuro, definendo le misure strutturali necessarie per una giusta transizione verso una società a emissioni zero”. 
ll tema della decarbonizzazione – prosegue Fracassi – deve guidare le scelte sugli investimenti e indirizzare tutte le decisioni politiche, fiscali, industriali, economiche, sociali affinché venga disinnescata la potente bomba ad orologeria dell’incremento della temperatura globale. Purtroppo non è così”.
Anche le ultime misure varate da questo Governo, dalla legge di Bilancio fino al Piano nazionale integrato energia clima, non hanno – aggiunge – il carattere di urgenza, l’adeguatezza degli investimenti e l’ambizione necessari per rispondere alle indicazioni della scienza”. “A fronte della colpevole inerzia dei governi solo un movimento per la giustizia climatica, sempre più forte e globale, può costringere la politica a prendere atto che la giusta transizione non può essere rinviata. Occorre – conclude la vicesegretaria generale della Cgil – agire subito, prima che sia troppo tardi”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 9 novembre 2017

Cgil, Cisl, Uil: SEN strategica, ma transizione energetica non sia pagata da lavoratori

Il Governo prenda seriamente in considerazione che è indispensabile ridurre il costo dell’energia in Italia, troppo alto rispetto agli altri Paesi europei e quindi penalizzante per la competitività del sistema delle imprese. Inoltre occorre affrontare in maniera risoluta le questioni relative alle emissioni climalteranti rispetto agli accordi di Parigi del 2015 (COP21)”. È quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Vincenzo Colla, Angelo Colombini, e Tiziana Bocchi al termine dell’incontro sulla Strategia Energetica nazionale (SEN), che verrà presentata domani, svoltosi quest’oggi presso il ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Capo di Gabinetto del Ministro Calenda Ernesto Somma e del Direttore Generale Sara Romano.
I segretari confederali ritengono “decisivo sviluppare al massimo la produzione di FER (Fonti di Energia Rinnovabili) con modelli distribuiti sul territorio per arrivare alla decarbonizzazione del sistema energetico”, e in questa ottica ritengono che sia “necessario istituire un Osservatorio per l’Energia che rimetta in relazione tutte le competenze disponibili per garantire un percorso lineare alla complessità dello scenario che il Paese dovrà affrontare”.
La decarbonizzazione dell’economia è un processo irreversibile e irrinunciabile – spiegano Colla, Colombini e Bocchi – ma non può significare la deindustrializzazione dell’Italia”. “La transizione energetica infatti – sostengono – non deve essere pagata dai lavoratori, dalle loro famiglie