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giovedì 2 dicembre 2021

Clima: CGIL, necessaria legge per protezione, il lavoro al centro dei processi di riconversione ecologica

Abbiamo bisogno di una legge per la protezione del clima per l’Italia, un quadro di regole nel quale vengano assunti come obiettivi politici, da tutti i soggetti istituzionali, inclusi Regioni e Comuni, quelli della decarbonizzazione e della tutela del lavoro e delle filiere strategiche per proteggere e creare nuova occupazione”. Ad affermarlo la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, nel corso della seconda Conferenza nazionale sul clima organizzata da Italy for Climate.
Purtroppo, su questi temi, il dibattito pubblico e anche quello istituzionale -sottolinea la dirigente sindacale - è frammentato e spesso incoerente rispetto agli impegni assunti dal nostro Paese con il Next generation EU, così come sono frammentati anche gli interventi.
Il rischio è che si aprano e alimentino inutili contrapposizioni tra lavoro e ambiente. Ma oggi anche alla luce delle risorse del Pnrr, oltre a quelle del bilancio ordinario, il conflitto si può evitare. Il ruolo degli investimenti privati è strategico e in questo senso sarebbe importante che le grandi imprese, soprattutto quelle a controllo pubblico, facessero la loro parte. Sviluppo, tutela del lavoro e prospettive strategiche per l’Italia e l'Europa possono essere tenuti insieme”.
La Cgil sta lavorando - ricorda Fracassi - ad un piano complessivo per la decarbonizzazione e riconversione verde. Tra le cose che chiediamo: strumenti di tutela per i lavoratori, degli ammortizzatori verdi per affrontare le crisi e i processi

giovedì 18 marzo 2021

Clima: Cgil, Cisl, Uil, lotta ai cambiamenti climatici è lotta per giustizia sociale e occupazione

La lotta ai cambiamenti climatici non può prescindere dalla lotta per la giustizia sociale e l’occupazione. Per questo, come già avvenuto per i precedenti scioperi globali per il clima, sosterremo anche la mobilitazione di domani promossa dai Fridays for Future”. Ad affermarlo, in una nota unitaria, la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi e i segretari confederali di Cisl e Uil Angelo Colombini e Tiziana Bocchi.

 Occorre mettere in campo – proseguono i tre dirigenti sindacali – azioni immediate contro la crisi ambientale in atto e di programmare un uso razionale e mirato delle risorse volte a contrastare i cambiamenti climatici. Per l’Europa, e quindi anche per il nostro Paese, si tratterà di veicolare nella maniera più idonea gli ingenti fondi messi a disposizione dal Quadro Finanziario Pluriennale 2021/2027 e dal Next Generation Eu”.
 
Siamo convinti che per garantire l’attuazione degli impegni climatici europei, e rispettare l’impegno dell’accordo di Parigi di contenere l’aumento della temperatura 1,5 gradi,  occorrerà – sottolineano Fracassi, Colombini, Bocchi – accelerare gli investimenti e accompagnare le lavoratrici e i lavoratori verso una realtà di occupazione socialmente e ambientalmente equa, in cui nessuno sia lasciato indietro. Posizioni che  – ricordano in conclusione – abbiamo già rivendicato nella nostra Piattaforma unitaria: ‘Una Giusta Transizione per il Lavoro, il Benessere della Persona, la Giustizia Sociale, la Salvaguardia del Pianeta, per una Transizione Verde dell’Economia’ ”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

sabato 12 dicembre 2020

Clima: Cgil, accordo Ue positivo, ma si può e si deve fare di più

“Un accordo positivo poiché innalza le ambizioni nella lotta contro il cambiamento climatico, ma si può e si deve fare di più”. Così la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, commenta l’intesa raggiunta dal Consiglio Europeo sulla riduzione delle emissioni di gas serra dell’Ue del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

“L’incremento della temperatura globale – ricorda la dirigente sindacale – deve essere contenuta entro 1.5°, così come definito cinque anni fa dall’accordo di Parigi”. “L’obiettivo della riduzione del 55% delle emissioni di gas serra – spiega Fracassi – è complessivo per l’intera Unione europea, e non vincola i singoli Stati. Ad essi viene infatti lasciato il diritto di scegliere il proprio mix energetico e le tecnologie per raggiungere collettivamente il target 2030.  Così – avverte – non solo si rischia che il 55% non sia sufficiente, ma anche che non sia raggiungibile”.

Per Fracassi l’Italia, che ha assunto la presidenza del G20 e che sarà co-presidente, con la Gran Bretagna, della prossima conferenza Onu sul clima, “deve svolgere un ruolo più forte e determinante per potenziare le politiche per il clima”. “Dal Governo ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità – conclude Fracassi – a partire dall’immediata revisione del Piano nazionale integrato clima energia e da investimenti molto significativi sia con le risorse europee che con quelle nazionali per sostenere la transizione ambientale e per tutelare e creare lavoro”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 26 settembre 2019

Clima: Cgil, il 27 settembre centinaia di ‘Assemblee per il futuro’

“La giustizia climatica è una sfida interessante che va affrontata tenendo assieme i temi ambientali e quelli del lavoro, senza alcuna contrapposizione. Per questo domani, in occasione del terzo Global climate strike, saremo al fianco dei giovani, degli studenti e dei lavoratori perché questa importante battaglia potremo vincerla solo se la combattiamo uniti”. È quanto si legge in una nota della Cgil Nazionale.
Centinaia le ‘Assemblee per il Futuro’ indette dalla Confederazione nei luoghi di lavoro dal Nord al Sud d’Italia, tra le tante quelle organizzate alla Ferrero di Potenza; alla Electrolux di Pordenone; alla Michelin di Cuneo; agli stabilimenti umbri della Colacem; alla Lidl di Pisa; a Ikea di Torino; davanti ai  ai cancelli della Fca di Melfi e Pomigliano d’Arco sono previsti dei volantinaggi. Si aggiungono numerose iniziative organizzate a livello territoriale e categoriale, in particolare la Flc ha proclamato lo sciopero di tutti i lavoratori della conoscenza.
Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini parteciperà all’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori dell’aeroporto di Fiumicino, organizzata dal coordinamento di sito costituito da Filcams, Fillea, NIdiL, Filt, Fiom e dalla Cgil Roma e Lazio, e alla quale sono stati invitati a intervenire anche gli studenti attivisti per il clima. Appuntamento alle ore 14, presso la sala Meeting in via  Stoppani, Fiumicino (Roma).
La Cgil, insieme alle sue categorie, parteciperà ai cortei promossi dal movimento Friday for future. Una delegazione della Cgil Nazionale sfilerà a Roma insieme ai giovani che partiranno da piazza della Repubblica alle ore 9.30 per raggiungere Piazza della Madonna di Loreto.
“Contrattazione, alleanze e mobilitazione sono strumenti essenziali per determinare la giusta transizione e per governare il necessario cambiamento del sistema economico e produttivo. Per il futuro del Pianeta – conclude la Confederazione – deve essere abbandonato il modello basato sulle fonti fossili, estrattivista, capitalista, consumistico e iniquo, e perseguito un nuovo modello di sviluppo sostenibile in termini economici, sociali e ambientali”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 25 settembre 2019

Ambiente: Cgil, Cisl, Uil presentano ‘Per un modello di sviluppo sostenibile, lavoro, ambiente, clima, territorio’

“Concertazione e negoziazione, con un ampio mondo di attori istituzionali, imprenditoriali e del terzo settore, sono strumenti imprescindibili per un modello di sviluppo sostenibile”. È quanto si legge nel documento che Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e discusso quest’oggi nel corso di un’iniziativa che si è tenuta a Roma nella sede nazionale della Cgil, e durante la quale sono intervenuti la vice segretaria generale Cgil Gianna Fracassi, il segretario confederale Cisl Angelo Colombini e la segretaria confederale Uil Silvana Roseto.
Inoltre, nel documento unitario dal titolo ‘Per un modello di sviluppo sostenibile, lavoro, ambiente, clima, territorio’ si sottolinea la necessità di “iniziative innovative per l’economia verde e, in particolare, di una nuova politica industriale che preveda un incremento programmatico degli investimenti nazionali, infrastrutture ambientali ed energetiche, la messa in sicurezza del territorio, la prevenzione antisismica e idrogeologica, oltre che sviluppare misure credibili per il raggiungimento di target sull’energia rinnovabile, salvaguardando i livelli occupazionali, a partire della prossima legge di Bilancio”.
A tale proposito, Cgil, Cisl e Uil chiedono “la costituzione di una Cabina di Regia, sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il coinvolgimento delle parti economiche e sociali, per coordinare le politiche di sviluppo sostenibile e la riconversione ecologica delle produzioni, e per sostenere i lavoratori coinvolti nell’emergenza climatica”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 14 marzo 2019

Clima: Cgil, in piazza con gli studenti per futuro Pianeta

Per rivendicare il diritto a un futuro su questo Pianeta, domani saremo in piazza assieme agli studenti. Ribadiremo il nostro impegno a garantire una giustizia climatica, attraverso: la contrattazione a tutti i livelli, il confronto con il Governo e con le amministrazioni locali, le iniziative di lotta che verranno concordate dal movimento sindacale globale”. Così la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi.
Per la dirigente sindacale “abbiamo solo undici anni per cambiare radicalmente il modello di produzione e di consumo per renderlo sostenibile dal punto di vista climatico e sociale. Le conoscenze e le tecnologie per tagliare drasticamente le emissioni di CO2 esistono già, ma – sottolinea – manca la volontà politica di fare una scelta per il futuro, definendo le misure strutturali necessarie per una giusta transizione verso una società a emissioni zero”. 
ll tema della decarbonizzazione – prosegue Fracassi – deve guidare le scelte sugli investimenti e indirizzare tutte le decisioni politiche, fiscali, industriali, economiche, sociali affinché venga disinnescata la potente bomba ad orologeria dell’incremento della temperatura globale. Purtroppo non è così”.
Anche le ultime misure varate da questo Governo, dalla legge di Bilancio fino al Piano nazionale integrato energia clima, non hanno – aggiunge – il carattere di urgenza, l’adeguatezza degli investimenti e l’ambizione necessari per rispondere alle indicazioni della scienza”. “A fronte della colpevole inerzia dei governi solo un movimento per la giustizia climatica, sempre più forte e globale, può costringere la politica a prendere atto che la giusta transizione non può essere rinviata. Occorre – conclude la vicesegretaria generale della Cgil – agire subito, prima che sia troppo tardi”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 15 febbraio 2019

Ambiente: Cgil, aderiamo al ‘Friday For Future’ per garantire futuro Pianeta



Da sempre impegnati, assieme al movimento sindacale globale ed europeo, nella battaglia per la giustizia climatica, sosteniamo il movimento ‘Friday For Future’ e lo sciopero globale ‘School Strike 4 Climate’ del 15 marzo, promosso dagli studenti di tutto il mondo per rivendicare il diritto ad un futuro su questo pianeta”. É quanto si legge in una nota della Cgil nazionale.
Sosteniamo queste iniziative – aggiunge la Confederazione – così come continueremo a portare avanti il nostro impegno per il clima, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile a partire dalla contrattazione. Continueremo a rivendicare la giusta transizione e la revisione degli impegni nazionali di riduzione delle emissioni affinché si centri l’obiettivo di contenere la temperatura entro 1,5°”.
Siamo convinti che, anche nella lotta per la giustizia climatica, le alleanze siano essenziali per sconfiggere l’inerzia dei governi che tutela gli interessi di pochi a scapito della giustizia sociale, dell’equità intergenerazionale e dello sviluppo sostenibile”. “Per questo – conclude la Cgil – invitiamo studenti, lavoratori e tutti i cittadini a partecipare alle iniziative che ogni venerdì, seguendo l’esempio di Greta Thunberg la giovane attivista svedese, si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 4 dicembre 2018

Cop24: al via a Katowice alla Conferenza sul Clima

È partita a Katowice, in Polonia la 24esima Conferenza delle Parti sul Clima. Le premesse non sono le migliori. Nei giorni scorsi il Ministro dell’Energia Polacco ha diffuso un comunicato in difesa del carbone, dichiarazione prontamente smentita dalla presidenza polacca della COP24 ma che non fa certo presagire una presidenza forte e determinata alla guida dei delicati negoziati che dovrebbero definire il quadro regolamentare necessario per trasformare gli impegni dell’Accordo di Parigi in azioni concrete. Gli Stati Uniti hanno ribadito, nel G20 appena concluso, la propria decisione di ritirarsi dall’Accordo di Parigi, il Brasile nei giorni scorsi ha annunciato di non voler più ospitare la conferenza sul clima nel 2019, marcando la posizione climatoscettica del nuovo presidente. La Commissione Europea, ha adottato il 28 novembre una strategia di lungo termine per il clima, sottolineando l’urgenza di proteggere il pianeta e dichiarando che anche gli obiettivi europei non sono sufficienti a dare un fattivo contributo al raggiungimento dell’obiettivo di 1,5°, indicato dagli scienziati come il limite invalicabile per contenere gli effetti devastanti del cambiamento climatico. Pur con questa consapevolezza, però, la strategia non definisce nuove politiche e non rivede gli obiettivi al 2030. (Leggi la notizia integrale)
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 16 febbraio 2016

Poste, errore sottovalutare strumentalizzazioni mediatiche e demotivazione

In questi ultimi giorni gli organi di stampa sembrano particolarmente interessati ad evidenziare inefficienze e malversazioni nel settore postale e logistico di Poste Italiane.
L’attenzione mediatica non ci stupisce seppure, in taluni casi, ci pare evidente la strumentalità delle notizie pubblicate.
Ciò che troviamo intollerabile è il clima ingeneratosi in azienda.
Mano a mano che le nostre strutture territoriali prendono visioni delle contestazioni di addebito ai lavoratori dipendenti, ci pare si definisca un quadro che suggerisce un sistema complesso e sedimentato che, come già dicemmo nel precedente comunicato, rendeva prassi aziendale e disposizione gerarchica formale una pratica evidentemente irregolare.
Le contestazioni numericamente più consistenti insistono sui livelli medi e medio bassi della filiera.
Continuiamo a nutrire perplessità sulla corretta individuazione della gerarchia delle responsabilità, specie laddove constatiamo che sono oggetto di contestazioni anche pratiche regolari,in taluni casi obbligatorie, che una indagine interna forse imprecisa non ha saputo distinguere dalle pratiche irregolari.
In questo senso auspichiamo una rapida rivisitazione dei provvedimenti di contestazione di addebito

mercoledì 25 novembre 2015

Tutela del lavoro e tutela ambientale, un binomio che non può più essere contrapposto

Il comitato esecutivo di UNI Global Union Mondiale ha approvato la necessità urgente di una mobilitazione contro il cambiamento climatico. “Il clima stabile è un diritto umano, prendersene cura non è un’opzione“, questo lo slogan lanciato dal Segretario Generale e raccolto all’unanimità dalla platea.
Per troppi anni il Sindacato ha oscillato nell’errata contrapposizione tra tutela del lavoro e tutela ambientale, un binomio che ormai non può più essere contrapposto e per il quale, il sindacato, deve farsi portatore di proposte in grado di incidere sui fenomeni che stanno mettendo in serio pericolo il nostro futuro prossimo.
Recentemente è cresciuta, con sempre maggiore evidenza, la consapevolezza di come sia impossibile tutelare il lavoro senza preoccuparsi dei cambiamenti climatici in atto sul pianeta. Sono infatti migliaia i lavoratori che ogni anno perdono il lavoro a causa di fenomeni metereologici estremi e talvolta imprevedibili che si fanno sempre più frequenti.
Numerose le testimonianze dei rappresentanti sindacali degli Stati Uniti, Sud America, Asia, Africa che hanno riportato le drammatiche ripercussioni di Tornado, alluvioni e tempeste che oltre a seminare lutti, hanno spazzato via o reso inutilizzabili impianti produttivi, aziende di trasformazione