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venerdì 1 dicembre 2017

Ape sociale e precoci: Cgil, dati Inps dimostrano fondatezza nostre critiche, intervenire in legge di bilancio

I dati Inps confermano le nostre previsioni e dimostrano che i rilievi critici da noi avanzati erano fondati. Si intervenga con urgenza in legge di bilancio per modificare le procedure e i vincoli per accedere all’Ape sociale e alle prestazioni per i precoci”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli in seguito alla diffusione da parte dell’Istituto nazionale di previdenza sociale dei dati del primo monitoraggio sull’accoglimento delle domande per l’accesso all’Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci.
Le percentuali di domande accolte, 39% per l’Ape e 34% per i precoci, impongono un intervento”, prosegue Ghiselli, “a meno che non si voglia scientemente impedire la reale fruizione di questi strumenti per poter dire di aver prorogato, con le stesse risorse, gli interventi anche per il 2019”.
“In effetti – sottolinea il dirigente sindacale – questo scenario è quello che si può evincere dalla proposta presentata dal Governo al sindacato, ma sarebbe un vero imbroglio”.
Per Ghiselli inoltre “è facile prevedere che gli stessi problemi si presenterebbero anche per l’ammissione al blocco dell’innalzamento dei requisiti per la pensione previsto per i lavori gravosi”, in quanto “quei criteri e quei vincoli escluderanno una parte significativa della platea”. “Sarebbe quindi consigliabile – aggiunge in conclusione – intervenire urgentemente, perché le incongruenze sono evidentissime. E a noi non piace dire, a danni fatti, che avevamo ragione. Anche per questo domani saremo in piazza“.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 17 febbraio 2017

Otto domande al Governo sul futuro della RAI

Il 30 aprile 2017 scade l’ennesima proroga per il rinnovo della concessione per il servizio pubblico radiotelevisivo che – peraltro – non è l’unico atto necessario per la prosecuzione dell’attività; andrà accompagnata da una convenzione e dal contratto di servizio.
Sarà questa la data ultimativa, come annunciato dal Governo o assisteremo all’ennesimo rinvio?
E nel caso si dovesse rinnovare la concessione, quale discussione di merito, trasparente e partecipata sarà garantita?
In questi mesi, nessuna richiesta di confronto di parte sindacale è stata accolta dal Governo.
Contemporaneamente constatiamo che ancora non sono definiti i contenuti del piano industriale.
La RAI ha di certo tanti problemi da risolvere, ma ci domandiamo ancora:
come può funzionare un’azienda in condizioni di incertezza di prospettive?
Proprio per queste difficoltà indichiamo allora alcune priorità e rivolgiamo domande urgenti al Governo sul futuro del servizio pubblico radiotelevisivo.
Canone: il canone in bolletta elettrica (nostra vecchia proposta di fine anni ’90) ha sicuramente ridotto l’evasione. Ma è noto che, per il combinato della riduzione di 10 euro decisa nell’ultima legge di bilancio e le diverse imposizioni previste, le previsioni della quota effettiva a disposizione per il