Visualizzazione post con etichetta industriale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta industriale. Mostra tutti i post

martedì 20 marzo 2018

Istat: Colla, Cgil “Futuro governo renda percettibile ripresa industriale anche su piano sociale”

“Il tema vero che il prossimo governo dovrà affrontare è come rendere questa ripresa economica percettibile non solo sul piano industriale ma sul piano sociale e dell’occupazione”.
E’ quanto afferma Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil, commentando i dati Istat sulla produzione industriale.
Per il sindacalista, infatti, “va bene l’incremento degli ordini che, essendo in maggior parte diretti all’export, dimostra come siamo di fronte ad una polarizzazione del sistema delle imprese”.
Colla invita a fare però attenzione anche al tema della ripresa dei consumi interni per i quali, sottolinea, “occorrono investimenti pubblici e privati volti a recuperare il gap di cui soffre la domanda interna”.
“L’aumento della produzione industriale che si registra e l’incrocio con i dati sull’occupazione contenuti nella recente ricerca della Fondazione Di Vittorio -denuncia ancora il segretario confederale- mostrano inequivocabimente che essa non si traduce in qualità del lavoro strutturale e stabile, con la conseguenza di mantenere sacche di lavoro povero, precario e destrutturato”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 11 marzo 2015

Industria: Cgil, senza svolta in politica industriale non si esce da crisi

Senza una svolta nella politica industriale non si esce dalla crisi”. Così il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, commenta i dati Istat, aggiungendo che: “La caduta della produzione industriale a gennaio dimostra la fragilità di quella che, con grande ottimismo ed eccesso di propaganda, viene definita ripresa economica. In realtà i risultati positivi di dicembre, che avevano fatto intravedere una timida inversione di tendenza, sono in gran parte vanificati da una flessione che, se messa in relazione all'andamento che si registrava nei primi mesi dello scorso anno, risulta ancora più preoccupante”.
Secondo il dirigente sindacale “la ripresa non c'è e la produzione industriale resta nella palude della stagnazione. Questo è purtroppo il dato con cui fare i conti. Le attese relative al contesto globale, con l’immissione di liquidità nel sistema decisa dalla Bce, il calo del prezzo del petrolio, la svalutazione dell'euro con la conseguente spinta alle esportazioni, rischiano di non dare i risultati sperati”. In realtà, aggiunge Solari, “se a queste misure non si accompagna una autentica svolta nella ripresa degli investimenti produttivi, pubblici e privati, tali da rendere strutturalmente più competitivo il nostro apparato produttivo, non sarà possibile uscire dalla crisi. Affidarsi al buon cuore degli imprenditori, come ha deciso di fare il Governo con le sue scelte recenti, evidentemente non basta. Serve un intervento deciso che orienti la qualità dello sviluppo, capace di creare una effettiva