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giovedì 18 novembre 2021

Assegno unico: CGIL, bene misura universale ma elementi ancora da chiarire

Salutiamo sicuramente con favore il passaggio da una pluralità di misure per lo più basate sulla condizione lavorativa dei genitori ad una misura unica e universale tarata invece sul minore e sulle sue esigenze di crescita e sviluppo”. Così la segretaria confederale della CGIL Rossana Dettori a commento dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legislativo sull’Assegno Unico e Universale.
L’ampliamento significativo della platea dei percettori e il superamento della limitazione al solo lavoro dipendente con l'estensione a precari, autonomi e incapienti – aggiunge la dirigente sindacale – va sicuramente nella direzione della maggior inclusione, come da noi sempre sollecitato”.
Inoltre “l’utilizzo dello strumento dell’Isee per la determinazione degli importi dell’Assegno soddisfa l’esigenza di coniugare universalità e progressività”. Dettori sottolinea tuttavia che “occorre capire meglio come saranno articolati i meccanismi per salvaguardare, come da noi richiesto, l’ammontare delle prestazioni di chi oggi è destinatario di Anf e detrazioni.
Così come dovrà essere monitorato il puntuale ricevimento dell’Assegno da parte di tutti gli aventi diritto”. “Ancora oggetto di attenzione – prosegue – dovrà essere l’integrazione tra Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: l’esperienza dell’assegno temporaneo ci dice che la decurtazione dal Rdc dell’importo previsto per i figli si traduce in un’ingiusta penalizzazione delle fasce più fragili della popolazione”.
In conclusione Dettori sottolinea “l’esigenza di verificare ciò che il testo prevedrà in relazione alla necessità di risorse aggiuntive da destinare ai Centri Assistenza Fiscale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 2 dicembre 2014

Nuovo ISEE: Cgil, prestazioni a rischio per ritardi e inadempienze

"La legge che prevede il nuovo ISEE è una norma importante, nata per garantire equità e giustizia nell'accesso alle prestazioni e ai servizi gratuiti e/o agevolati. Ma questi obiettivi rischiano di essere traditi a causa delle inadempienze e dei ritardi del Governo nella predisposizione degli atti e delle condizioni che ne devono consentire un corretto utilizzo". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, in merito alla riforma dell'indicatore della situazione economica delle famiglie che entrerà in vigore il 1° gennaio 2015.
"Ad oggi non è stato predisposto il sistema dei controlli previsto dalla legge per accertare la veridicità della situazione economica dichiarata: molti contribuenti onesti - spiega Lamonica - continueranno ad essere esclusi dai servizi cui avrebbero diritto a vantaggio degli evasori fiscali".
"La legge prevede cambiamenti significativi nel metodo di calcolo dell'indicatore e gli effetti concreti di questa modifica debbono essere valutati attentamente e affrontati con i regolamenti degli enti che erogano servizi e prestazioni". "Ma - sottolinea la dirigente sindacale - i tempi brevi previsti per l'adeguamento di questi ultimi alle nuove soglie (30 giorni), l'assenza di un periodo di sperimentazione nonostante la ripetuta e vana richiesta del sindacato, e i diversi punti ancora non chiariti (ad esempio come i vari enti interessati possano dialogare tra loro) ci fanno temere che il 'nuovo' ISEE partirà con i 'vecchi' regolamenti".
Per Lamonica "l'incrocio tra vecchi e nuovi criteri, l'approssimazione con cui si avvia il percorso, metteranno ancora una volta in difficoltà i cittadini, in particolare quelli più deboli, che più di altri hanno diritto e bisogno a che le sempre più scarse risorse per il welfare vengano impiegate bene ed equamente".
"Il nuovo ISEE - continua la segretaria - non può diventare un'altra occasione di complicazione della vita degli italiani, né tanto meno una modalità surrettizia per ridurre e limitare l'accesso ai servizi e alle prestazioni. Per essere il segno di una svolta positiva è necessario che parta correttamente e che, in tempi e modi chiari e certi, se ne possano valutare gli effetti e correggere eventuali criticità". "Per questo - conclude Lamonica - la Cgil chiede l'immediata convocazione del tavolo di monitoraggio composto da tutti i soggetti interessati, istituzioni, Enti Locali e parti sociali, previsto dalla normativa e mai convocato".