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venerdì 5 novembre 2021

Ddl Concorrenza: CGIL, la riforma che serve ancora non c'è. Serve un confronto vero

Ci troviamo di fronte a un disegno di legge delega molto complesso che studieremo e valuteremo con grande attenzione alla luce dell’impatto che questo ha con i servizi del nostro Paese, con il sistema delle infrastrutture e anche della funzione dei servizi pubblici. La riforma che serve ancora non sembra ancora esserci, serve un confronto vero”.
Così il segretario confederale della CGIL, Emilio Miceli commenta il ddl Concorrenza varato dal Consiglio dei ministri. “Siamo in attesa del testo definitivo, ma dalle bozze sembra - sottolinea Miceli - non risponda ad alcuni quesiti importanti. Tra questi uno è che Cassa depositi e prestiti ha due piedi in due grandi aziende tra di loro concorrenti, Open Fiber e Tim.
Questo disegno di legge non ci dice quale è la direzione di marcia su uno dei più grandi temi industriali e per l'innovazione del Paese. Per quanto riguarda la messa a gara dei servizi c’è un riferimento blando alle clausole sociali, fin troppo blando per prenderlo sul serio. E sentiamo la necessità di affrontare il tema del ciclo dei rifiuti non soltanto come una questione di mercato, ma come una grande questione della collettività”.
E aggiunge il dirigente sindacale: “L’altra cosa che non convince è che sui porti non si va verso il libero mercato ma verso una condizione di oligopolio se non di monopolio, attraverso il cumulo delle concessioni, con la possibilità di determinare una gigantesca ristrutturazione che rischia di costare cara in termini di posti di lavoro”.
Su questo tema non sarà possibile fare incontri spot, con pochi minuti a disposizione solo per rappresentare le posizioni di ciascuno. In quel ddl ci sono temi che devono essere oggetto di trattativa complessa. Lo vogliamo dire al presidente del Consiglio e ai ministri: occorrerà aprire un ciclo di confronto che non può - conclude Miceli - seguire le tracce di ciò che è successo sulla legge di bilancio”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 16 settembre 2021

Fisco: Cgil, Cisl, Uil, aprire con urgenza un confronto sui temi della riforma

In vista della imminente Delega sulla riforma del fisco chiediamo che venga aperto con urgenza un confronto con le parti sociali sui temi della riforma”. Così, in una nota, la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi e i segretari confederali di Cisl e Uil, Giulio Romani e Domenico Proietti.

Ribadiamo inoltre – proseguono i tre dirigenti sindacali – la necessità di una razionalizzazione del prelievo Irpef, che oggi penalizza i redditi medi e bassi, soprattutto di lavoratori e pensionati, che hanno sempre pagato e continuano a pagare fino all’ultimo centesimo di tasse. La riforma del fisco, quindi, fin dai suoi primi passi deve puntare a ridurre la pressione fiscale sul lavoro e sulle pensioni, al riordino delle spese fiscali e al contrasto della piaga dell’evasione, la quale ogni anno sottrae allo Stato oltre 100 miliardi”.
 
Esprimiamo la massima contrarietà all’abolizione dell’IRAP e ad ogni altra riduzione non selettiva delle imposte e degli oneri delle imprese. Non servono piccoli aggiustamenti, ma una riforma complessiva che consenta al nostro Paese di sostenere lo sviluppo e gli investimenti a partire dal Pnrr, e che abbia come fine la progressività, la semplificazione, la riduzione della pressione fiscale e la redistribuzione più equa delle risorse”, concludono Fracassi, Romani e Proietti.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 9 agosto 2021

Lavoro: Landini, Paese non può più aspettare riforma ammortizzatori, confronto ancora interlocutorio

Un confronto ancora interlocutorio che non ha portato i significativi passi in avanti che ci saremmo aspettati”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e le parti sociali, sulla riforma degli ammortizzatori. “Il documento presentato dal ministro, di cui quasi tutti al tavolo hanno apprezzato l’evoluzione, – sottolinea il leader della Cgil – rappresenta un punto di equilibrio fra posizioni molto diverse e per la Cgil è un documento che è la base su cui innestare ulteriori correttivi e miglioramenti”.
Per la Cgil – prosegue Landini – non si può arretrare dall’obiettivo minimo della riforma, quello di includere tutti i lavoratori dipendenti e di garantire loro prestazioni a carattere universale e soprattutto fare un intervento che ampli le protezioni a tutti i lavoratori, anche i lavoratori autonomi, che ne sono stati esclusi, rafforzando le misure per tutti, in primis cassa ordinaria e straordinaria e contratti di solidarietà, decisivi per proteggere il lavoro nella trasformazione.
Gli ammortizzatori devono essere la strada da scegliere prima di aprire procedure di riduzione del personale. Questo il punto del disegno di riforma su cui non sono accettabili i tentennamenti che abbiamo ascoltato”.
“Una riforma – aggiunge il segretario della Cgil – che come proposta dovrà avere carattere assicurativo, superando le logiche delle misure emergenziali e che deve trovare anche da parte delle imprese, dopo un fase transitoria, graduali e adeguati finanziamenti per sostenere un impianto che deve rispondere a un tema di giustizia sociale e a cui tutti devono contribuire. Non possono e non devono essere i lavoratori a pagare il prezzo delle crisi e delle

mercoledì 7 luglio 2021

Fisco: Cgil, Cisl e Uil su documento conclusivo dell’indagine conoscitiva su riforma Irpef

Cgil, Cisl e Uil giudicano non rispondente alle reali esigenze di una vera, equa e giusta riforma fiscale il Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef delle Commissioni Finanze della Camera e del Senato. Il Documento non affronta in maniera efficace il tema della lotta all’evasione fiscale che vede l’Italia maglia nera in Europa” così in una nota Gianna Fracassi, Vice Segretaria generale Cgil, Giulio Romani, Segretario Confederale Cisl e Domenico Proietti, Segretario Confederale Uil.

Una svolta nella lotta all’evasione fiscale – spiegano – è propedeutica ad ogni ipotesi di riforma dell’Irpef e dell’intero sistema tributario. La riforma fiscale deve avere come primo obiettivo il taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati che sono i soggetti a più alta fedeltà fiscale”.

La riforma dell’Irpef per Cgil, Cisl e Uil – fanno sapere Fracassi, Romani e Proietti – deve essere fondata su un ampliamento della base imponibile e sulla strutturazione di un’imposta pienamente progressiva dai redditi più bassi ai più elevati. La leva fiscale, insieme alle politiche sociali ed economiche, deve essere utilizzata anche per colmare le diseguaglianze di ricchezza che hanno raggiunto dimensioni preoccupanti nel nostro Paese. Le spese fiscali – aggiungono i dirigenti sindacali – devono essere rimodulate verificandone la reale efficacia, tutelando quelle di rilevanza sociale ed eliminando quelle ambientalmente “dannose”. La trasformazione degli strumenti tributari locali deve avvenire in invarianza di gettito. Siamo contrari all’abolizione dell’IRAP. Sarebbe un errore gravissimo portare la tassazione delle rendite finanziarie al di sotto del 26% come sembra trasparire dal Documento”.

Per Cgil, Cisl e Uil “la riforma fiscale deve avere un riferimento europeo ed internazionale. A riguardo il Governo deve sviluppare un’azione per arrivare ad una vera e propria Unione fiscale europea. Sull’insieme di questi temi – concludono Fracassi, Romani e Proietti – Cgil, Cisl e Uil chiedono al Presidente Draghi di aprire un Tavolo di discussione su un tema che è decisivo per la ricostruzione economica, sociale e civile del Paese”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 11 giugno 2021

Fisco: Cgil, su riforma dibattito deludente, occorre restituire equità al Paese

Sulla riforma fiscale si è riaperto un dibattito deludente, non adeguato alla fase di crisi economico-sociale che stiamo vivendo, purtroppo un tema così importante è diventato terreno di ricerca del consenso. Oggi invece è straordinariamente importante restituire un po’ di equità al Paese”. Così la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi intervenuta all’iniziativa promossa dalla Fp Cgil ‘Riforma e Giustizia fiscale: valorizzare le competenze e il ruolo dell’Agenzia delle Entrate’. 
Per garantire maggiore progressività – sottolinea Fracassi – è fondamentale l’ampliamento della base imponibile insieme alla revisione del sistema di aliquote, scaglioni e detrazioni. Ormai l’Irpef è diventata l’imposta pagata solo da pensionati e lavoratori, crediamo invece che vada riportato allo spirito originario”. Per la vicesegretaria generale della Cgil “a fianco di una riforma del sistema fiscale, che dovrebbe essere complessiva e non a pezzi, occorre realizzare un intervento coraggioso di contrasto all’evasione. 
Con gli interventi messi in campo negli ultimi mesi, come la rottamazione delle cartelle tout court, si sta andando nuovamente nella direzione opposta. Così come sull’ipotesi, anticipata dalla stampa, di riforma della riscossione che prevede lo stralcio automatico delle cartelle esattoriali non riscosse dopo cinque anni. Si trasmette così – avverte Fracassi – un messaggio sbagliato, soprattutto in un Paese che ogni anno lascia l’equivalente di metà delle risorse del Recovery Fund nelle mani degli evasori. 
Per questo crediamo sia fondamentale il rafforzamento dell’Agenzia delle Entrate, a partire dal

venerdì 25 maggio 2018

Beni confiscati: l’Agenzia è un punto fondamentale della Riforma del Codice Antimafia

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre, Cgil, Legambiente, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Uil
Il regolamento approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri del 26 aprile scorso su proposta del Ministero dell’Interno – relativo alla disciplina sull’organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ed in attuazione della riforma del Codice Antimafia – presenta carenze procedurali e organizzative che rischiano di mettere l’Agenzia nelle condizioni di non poter esercitare in pieno le funzioni istituzionali di restituzione alla collettività dei patrimoni sottratti alle mafie e ai corrotti.
Seppur la legge 17 ottobre 2017, n. 161 abbia introdotto un potenziamento della struttura con l’ampliamento della dotazione organica di personale (da 30 a 200 unità), non si può non ribadire che si sarebbero potute fare scelte più incisive, prevedendo una procedura diversa dalla mobilità, ad es. tramite concorsi di selezione pubblica di professionalità con competenze interdisciplinari.
Non ci sono, altresì, certezze dei tempi per portare a regime l’organico nonostante l’urgenza di rendere l’Agenzia pienamente operativa.
Non si può non evidenziare che i compiti dell’Agenzia hanno una forte valenza territoriale vista la collaborazione con le Prefetture, le Amministrazioni locali, gli Uffici giudiziari, i coadiutori e le diverse rappresentanze sociali per rendere efficace e veloce il percorso di riutilizzo dei beni e delle

lunedì 16 ottobre 2017

Legalità: giovedì a Roma conferenza stampa ‘Io riattivo il lavoro’

A pochi giorni dall’approvazione della riforma del Codice Antimafia, la rete delle associazioni del comitato promotore della campagna ‘Io Riattivo il Lavoro’, costituito dalla Cgil insieme ad Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, LegaCoop, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Sos Impresa, ha indetto una conferenza stampa. 
Il comitato ‘Io Riattivo il Lavoro’ portò cinque anni fa in Parlamento, con oltre 120.000 firme a sostegno, una Legge di Iniziativa Popolare. Nel nuovo Codice Antimafia c’è molto di quella proposta di legge, a partire dagli incentivi volti a favorire la ripresa delle aziende confiscate alle mafie, dal potenziamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, dalle più snelle procedure di sequestro e confisca. Si è finalmente imboccata la strada giusta. 
Adesso però la Riforma va implementata e il Codice Antimafia va reso operativo nel più breve tempo possibile, a partire dai decreti attuativi e dalle deleghe che la Legge assegna al Governo e che il Governo deve emanare entro quattro mesi. Così come vanno rapidamente avviate le procedure per riformare e rafforzare l'Agenzia Nazionale per la Gestione dei Beni Sequestrati e Confiscati. 

giovedì 22 giugno 2017

Codice Antimafia: Cgil, inaccettabili richieste modifica, andare avanti

Siamo preoccupati per quanto sta avvenendo al Senato nel corso del dibattito parlamentare sul Codice Antimafia. Le richieste di Gianni Letta a nome di Forza Italia per ‘alleggerire’ i contenuti sono una cosa inaccettabile e indecente”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
Il Paese deve liberarsi con decisione dei fenomeni mafiosi e di corruzione e deve farlo in fretta. Si è perso perfino troppo tempo per questa vitale riforma”, sostiene il dirigente sindacale. “Ora – continua – ci aspettiamo dalla maggioranza di governo rigore e fermezza e nessun arretramento sul testo portato in aula dalla Commissione Giustizia”.
Il segretario confederale della Cgil sottolinea che “le aziende sequestrate e operative sono circa 18.000 e coinvolgono 200.000 lavoratori. Dati che – sostiene in conclusione Massafra – evidenziano l’urgenza di aggredire questa enorme economia mafiosa che produce un fatturato di 20 miliardi di euro, e la necessità di finanziare la riforma della Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati per gestire al meglio questo enorme patrimonio dello Stato”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 2 maggio 2017

Beni confiscati: Cgil, Senato approvi riforma codice antimafia, basta melina

La riforma del codice antimafia è ferma al Senato, inspiegabilmente, da ormai due anni. È come se allo Stato non interessasse vincere la partita contro il potere mafioso operando in maniera coerente là dove la legge Rognoni-La Torre introduce il riutilizzo dei beni confiscati a fini sociali”. È quanto denuncia il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra rivolgendosi alla Presidenza del Consiglio e in particolare al Ministro dell’Interno e al Ministro di Grazia e Giustizia.
Assistiamo in Italia ad una crescita vertiginosa dei sequestri e delle confische dei beni alle mafie, tra questi in particolare – spiega Massafra – spicca il numero enorme di aziende e attività produttive, che, al netto di quelle che sono unicamente scatole vuote, rappresentano una risorsa economica e occupazionale assai importante”. “Purtroppo – sottolinea – in assenza di una riforma e di un potenziamento numerico e professionale dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati finiscono per produrre nuova disoccupazione”.
A fronte di tutto ciò, sostiene il dirigente sindacale, “il Senato invece di approvare rapidamente il testo di riforma del codice antimafia già votato alla Camera, blocca da due anni la discussione in Commissione Giustizia, la quale, inopinatamente, aggiunge di continuo nuove materie all’interno del provvedimento”. “A questo punto – prosegue Massafra – il sospetto della ‘melina’ per evitare

venerdì 29 luglio 2016

Siae: bene recepimento direttiva Barnier per riforma Siae

Con un ampio margine di consenso, non scontato alla vigilia del voto, il Senato ha approvato un testo di recepimento della direttiva Barnier, che prevede l’annunciata riforma della Siae ma non la liberalizzazione della tutela del diritto d’autore.
Ha prevalso dunque il buon senso, contro gli interessi e le manovre di pochi moralizzatori, in realtà intenzionati unicamente -lo sappiamo bene- ad accaparrarsi una fetta di mercato a danno del diritto meno “appetibile” economicamente. La Siae resta un Ente pubblico generalista, posto a tutela di ogni categoria dell’ingegno, impermeabile alle mode del momento e punto di riferimento grazie alla propria centenaria professionalità.
Riforma e trasparenza non sono concetti che spaventano i lavoratori dell’Ente e i sindacati che li rappresentano, come hanno avuto modo di dimostrare anche in questi anni e proporranno un percorso unitario per dare il contributo che serve in una fase delicata, ma che può trasformarsi in un momento di rilancio per l’Ente.

mercoledì 29 giugno 2016

Siae: bene recepimento direttiva Barnier per riforma Siae

Con un ampio margine di consenso, non scontato alla vigilia del voto, il Senato ha approvato un testo di recepimento della direttiva Barnier, che prevede l’annunciata riforma della Siae ma non la liberalizzazione della tutela del diritto d’autore.
Ha prevalso dunque il buon senso, contro gli interessi e le manovre di pochi moralizzatori, in realtà intenzionati unicamente -lo sappiamo bene- ad accaparrarsi una fetta di mercato a danno del diritto meno “appetibile” economicamente. La Siae resta un Ente pubblico generalista, posto a tutela di ogni categoria dell’ingegno, impermeabile alle mode del momento e punto di riferimento grazie alla propria centenaria professionalità.
Riforma e trasparenza non sono concetti che spaventano i lavoratori dell’Ente e i sindacati che li rappresentano, come hanno avuto modo di dimostrare anche in questi anni e proporranno un percorso unitario per dare il contributo che serve in una fase delicata, ma che può trasformarsi in un momento di rilancio per l’Ente.

martedì 7 giugno 2016

Siae: Slc Cgil, no alle semplificazioni

L’intermediazione del diritto d’autore vede da un lato i fornitori dei contenuti/gli utilizzatori delle opere (che hanno l’interesse a pagare il meno possibile per l’utilizzo o la trasmissione dei contenuti prodotti dall’altrui ingegno) e dall’altro lato chi invece quei contenuti li ha creati (e vorrebbe essere correttamente remunerato per il loro utilizzo). Poiché si tratta di un rapporto diseguale, l’unica possibilità che hanno gli autori di ottenere un equo compenso, è associarsi per poter disporre di una forza contrattuale assicurata dalle dimensioni del repertorio negoziabile. Più ampia è l’aggregazione, più forte può essere la tutela del diritto d’autore. Per questa ragione le società di intermediazione operano, quasi ovunque, in condizioni di esclusività, di diritto o di fatto.” Così una nota di Slc Cgil nazionale a proposito delle sollecitazioni dell’Antitrust sul “monopolio Siae”.
Anche negli Stati Uniti dove – caso praticamente unico al mondo- esiste una pluralità di soggetti, è in corso un processo di razionalizzazione e di accorpamento, richiesto espressamente dal Copyright Office per far fronte alle criticità di gestione emerse negli anni (la tutela dei “piccoli” praticamente

martedì 22 marzo 2016

DDL Cinema: Cestaro, necessaria estensione a spettacolo dal vivo e a tutela delle professioni del settore

Slc Cgil aveva già accolto positivamente la proposta di riforma avviata dal ddl a firma Di Giorgi/Zavoli. Di conseguenza valuta lo schema di ddl presentato dal Ministro Franceschini come una ulteriore positiva attenzione al settore. ‎
Alle audizioni delle varie categorie e associazioni del cinema presso la VII Commissione del Senato Slc Cgil, insieme alle altre sigle sindacali confederali del settore, ha già partecipato presentando proposte ed emendamenti. Si auspica che lo schema del Governo si vada ad integrare con quello del Senato garantendo una rapida approvazione della legge.
Si ritiene di particolare importanza l’estensione del ddl Franceschini allo spettacolo dal vivo, sulla quale andranno preparate le considerazioni di parte sindacale.
Slc Cgil ribadisce quanto già proposto in audizione, attendendo di essere ascoltati anche sul nuovo schema.
Per la piena attuazione di quanto previsto dall’art.9, 21, 33 e dell’art.117 lettera s) della Costituzione italiana, va esteso il concetto di tutela del patrimonio con quella di tutela delle professioni. Questo per tutelare gli addetti del settore ed impedire la dispersione professionale ed artistica.
Sono pertanto da prevedere espressamente tutele delle professioni e certificazione delle stesse. E’ necessario, anche ai fini della produzione di qualità, individuare regole per i professionisti, uniformando i profili stabiliti a livello regionale. Ma non possiamo ignorare che accanto alle figure

lunedì 22 febbraio 2016

Riforma Contributi Editoria: qualche luce ma ancora troppe ombre, intervenga il Parlamento

Il 18 febbraio è stato licenziato dalla Commissione Cultura il testo di legge sulla riforma del contributo pubblico all’editoria. Il cammino della riforma è stato tortuoso: si è partiti da una proposta del M5S che si prefiggeva, a dispetto dell’articolo 21 della Costituzione, di abolire qualsiasi contributo pubblico all’editoria, e si è arrivati all’istituzione di un Fondo per il pluralismo dell’informazione. Non mancano certo aspetti positivi nel percorso che è stato fatto: si è passati, come ha dichiarato il relatore Rampi, dal rappresentare l’editoria come “un settore parassitario che succhia denaro pubblico” alla consapevolezza che si tratta invece “di un settore strategico per la democrazia in cui la funzione del pubblico è quella di supportare i processi virtuosi.”
È sicuramente apprezzabile che il testo di legge preveda, come noi abbiamo sempre chiesto, che per poter accedere ai contributi si debba dimostrare il rispetto dei contratti collettivi di lavoro; è positivo che si introducano misure concrete per favorire l’occupazione giovanile. Altrettanto positivo è che vengano escluse dal novero dei beneficiari le società quotate in borsa: anche questa è una cosa che abbiamo sempre chiesto e suggerito.
Ma la demagogia dell’antipolitica continua a far parte dello scenario, unita all’approccio un po’ praticone del “faccio tutto io con una delega, tanto faccio in fretta e meglio” che accompagna tutto il cammino del Governo Renzi. Il testo, infatti, prevede un’ampia delega al Governo per ridefinire il quadro del sostegno all’editoria, inserendo tra i principi e criteri direttivi per l’esercizio della suddetta

giovedì 11 giugno 2015

Beni confiscati: governo e Parlamento intervengano

Gianna Fracassi della segreteria
confederale della CGIL
Roma, 11 giugno - "Il lavoro dell'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati rende ancor più evidenti le lacune di Governo e Parlamento e l'urgenza di una riforma per potenziare e migliorare gli strumenti che permettono i sequestri". Così Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, commenta i risultati conseguiti dall'Agenzia nazionale, circa 600 nuove destinazioni di beni immobili e mobili sottratti alla criminalità organizzata, e lancia l'allarme sulla necessità di un intervento da parte delle istituzioni.
"L'esecutivo e le Camere avviino il prima possibile una discussione", continua Fracassi. "Occorre rendere operative le misure previste per sostenere il riutilizzo di un importante patrimonio produttivo, a rischio abbandono e fallimento, e salvare le centinaia di posti di lavoro ad esso collegati". "Grazie alle varie proposte di riforma dell'Agenzia depositate - sottolinea la dirigente sindacale - è possibile legiferare rapidamente".
Fracassi ricorda che "sono passati oltre due anni dalla consegna alla Camera dei deputati della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato 'Io Riattivo il Lavoro'", costituito dalla Cgil insieme ad un vasto fronte di associazioni come Anm, Libera, Arci, Acli, LegaCoop, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre e SoS Impresa. "L'obiettivo del disegno di legge per il quale sono state raccolte 120 mila firme - prosegue la segretaria confederale - è favorire l'emersione alla legalità delle aziende confiscate alla criminalità organizzata, semplificando le procedure per la loro gestione e destinazione e tutelando lavoratori e lavoratrici"."Obiettivo che resta di primaria importanza - conclude Fracassi - e che chiediamo venga perseguito dallo Stato".

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 10 giugno 2015

Per una Rai bene pubblico: Cgil e Slc presentano modifiche a Ddl riforma

Si terrà venerdì 12 giugno, a partire dalla ore 10 presso la sede Cgil di Corso d’Italia, l’incontro dedicato alla riforma della Rai, promosso ed organizzato da Cgil e Slc Cgil.
Oltre all’analisi del profilo e della situazioni attuali, Cgil e Slc promuovono delle proposte di modifica al DDL S. 1880, attualmente in discussione, e che saranno illustrate nel corso del convegno.
I temi all’ordine del giorno sono l’autonomia della Rai dai partiti e dai governi; il suo finanziamento; lo scopo che il servizio pubblico radio televisivo deve perseguire nel nostro paese. Fondamentale, ancora una volta, ribadire l’assoluta necessità di una vera e concreta riforma del sistema radiotelevisivo e dei media in generale, regolandone i meccanismi, il mercato, i finanziamenti.
Non da ultimo la Rai, come principale industria culturale del Paese, non può disconoscere e non valorizzare l’enorme patrimonio professionale, creativo e produttivo dei propri dipendenti, favorendo la realizzazione di contenuti innovativi, legati al territorio ed alla cultura del nostro paese, riconosciuta ed amata in tutto il mondo.

Programma

Presiede: Antonio Filippi (Cgil Dip. Area Contrattazione)

Relazione: Massimo Cestaro (segretario generale Slc Cgil)

Intervengono:

Sen. Massimo Cervellini (Vicepresidente VIII Commissione Senato)

Sen. Raffaele Rannucci (relatore DDL 1880 – Riforma Rai)

lunedì 30 marzo 2015

Contro il Jobs Act: direttivo aperto di Cgil Brescia: gli interventi.

Lunedì 23 marzo presso la Camera del Lavoro di Brescia si è tenuto un Direttivo Cgil aperto ai delegati per trattare il tema "Contro il Jobs Act". Erano presenti all'incontro la Prof. Cristina Alessi dell'Università agli studi di Brescia e il Prof. Vincenzo Bavero dell'Università degli studi di Bari. Qui puoi scaricarli (file zip) . Qui sotto è possibile ascoltare gli interventi:

1) Relazione di Silvia Spera della segreteria provinciale della Camera del Lavoro di Brescia

2) Intervento Prof. Cristina Alessi  dell'Università agli studi di Brescia

3) Intervento Prof. Vincenzo Bavaro dell'Università degli studi di Bari.

4) Interventi dei delegati Cgil

5) Risposte dei Prof. Alessi e Bavaro

6) Chiusura di Damiano Galletti segretario provinciale della Camera del Lavoro di Brescia

martedì 2 dicembre 2014

Nuovo ISEE: Cgil, prestazioni a rischio per ritardi e inadempienze

"La legge che prevede il nuovo ISEE è una norma importante, nata per garantire equità e giustizia nell'accesso alle prestazioni e ai servizi gratuiti e/o agevolati. Ma questi obiettivi rischiano di essere traditi a causa delle inadempienze e dei ritardi del Governo nella predisposizione degli atti e delle condizioni che ne devono consentire un corretto utilizzo". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, in merito alla riforma dell'indicatore della situazione economica delle famiglie che entrerà in vigore il 1° gennaio 2015.
"Ad oggi non è stato predisposto il sistema dei controlli previsto dalla legge per accertare la veridicità della situazione economica dichiarata: molti contribuenti onesti - spiega Lamonica - continueranno ad essere esclusi dai servizi cui avrebbero diritto a vantaggio degli evasori fiscali".
"La legge prevede cambiamenti significativi nel metodo di calcolo dell'indicatore e gli effetti concreti di questa modifica debbono essere valutati attentamente e affrontati con i regolamenti degli enti che erogano servizi e prestazioni". "Ma - sottolinea la dirigente sindacale - i tempi brevi previsti per l'adeguamento di questi ultimi alle nuove soglie (30 giorni), l'assenza di un periodo di sperimentazione nonostante la ripetuta e vana richiesta del sindacato, e i diversi punti ancora non chiariti (ad esempio come i vari enti interessati possano dialogare tra loro) ci fanno temere che il 'nuovo' ISEE partirà con i 'vecchi' regolamenti".
Per Lamonica "l'incrocio tra vecchi e nuovi criteri, l'approssimazione con cui si avvia il percorso, metteranno ancora una volta in difficoltà i cittadini, in particolare quelli più deboli, che più di altri hanno diritto e bisogno a che le sempre più scarse risorse per il welfare vengano impiegate bene ed equamente".
"Il nuovo ISEE - continua la segretaria - non può diventare un'altra occasione di complicazione della vita degli italiani, né tanto meno una modalità surrettizia per ridurre e limitare l'accesso ai servizi e alle prestazioni. Per essere il segno di una svolta positiva è necessario che parta correttamente e che, in tempi e modi chiari e certi, se ne possano valutare gli effetti e correggere eventuali criticità". "Per questo - conclude Lamonica - la Cgil chiede l'immediata convocazione del tavolo di monitoraggio composto da tutti i soggetti interessati, istituzioni, Enti Locali e parti sociali, previsto dalla normativa e mai convocato".

lunedì 20 ottobre 2014

Cgil: Sondaggio Tecnè-sindacato, larga condivisione italiani su 25 ottobre

'Lavoro, Dignità, Uguaglianza'. Le 'parole d'ordine' scelte dalla Cgil per la sua manifestazione in programma sabato 25 ottobre a Roma registrano una larghissima condivisione non solo tra gli iscritti al sindacato ma tra tutti gli italiani, così come i giudizi espressi dal sindacato di corso d'Italia sul Jobs Act e, più in generale sui temi del lavoro, sono sostenuti da una fetta maggioritaria di italiani. E' quanto emerge da un sondaggio dell'Istituto Tecnè (su un campione di 1.000 iscritti alla Cgil e 1.000 non iscritti ed effettuato tra il 10 e il 13 ottobre) promosso dall'associazione Bruno Trentin e dalla Cgil, sulle proposte, gli obiettivi e i giudizi del sindacato di corso d'Italia in vista della manifestazione, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa sull'appuntamento di sabato nella capitale.
La prima domanda del sondaggio (La Cgil ha indetto per il 25 ottobre una manifestazione il cui slogan è 'Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l'Italia'. Qual è il suo giudizio sullo slogan scelto dalla Cgil?) registra un giudizio positivo, un sostegno alle ragioni del sindacato guidato da Susanna Camusso, pari al 70% del campione rappresentativo di 'tutta la popolazione' e del 79% tra gli 'iscritti Cgil', mentre è negativo il giudizio per il 26% del primo e il 16% del secondo campione. Al centro del sondaggio anche il riscontro sui giudizi della Cgil circa le scelte del governo e sulle sue ricette alternative. 
La Cgil infatti sostiene la necessità di una riforma che non riduca le tutele per i neo assunti ma le estenda a tutti. Questo giudizio registra il favore del 54% di tutta la popolazione e del 75% degli iscritti Cgil. Al contrario, chi crede sia meglio ridurre le tutele per favorire l'occupazione, 'pesa' il 37% sul primo campione e il 18% sul