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venerdì 24 giugno 2016

Brexit: Cgil, o l’Europa rinasce sul lavoro o è inevitabilmente destinata al fallimento

“L’esito del referendum in Gran Bretagna è la certificazione del fallimento delle politiche economiche e sociali dell’Europa, che – nel vivo della crisi che si prolunga da ormai quasi un decennio – hanno prodotto il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l’attacco al modello sociale europeo, l’aggravarsi del debito pubblico nei paesi europei più in difficoltà, la crescita delle diseguaglianze e della povertà, l’aumento della disoccupazione (specie giovanile e femminile) a livelli che mai l’Europa aveva conosciuto”. Così in una nota la Cgil.
Secondo il sindacato di corso d’Italia: “Proseguire in questa direzione porterebbe al definitivo divorzio tra i cittadini e l’Unione Europea. Le scelte che la Commissione e i governi devono compiere sono chiare e urgenti: cambiare i trattati e le politiche. E’ necessario puntare sulla lotta alle diseguaglianze, sulle politiche sociali, sul welfare, sugli investimenti pubblici per la crescita, sull’occupazione stabile e di prospettiva legata a istruzione avanzata e formazione di qualità, sulla tutela dei diritti civili e del lavoro, sull’integrazione”.
“Anche per la Confederazione Europea dei Sindacati – conclude la Cgil – siamo a un bivio: la Ces non può più rinviare la scelta di rilanciare la dimensione sociale dell’Europa, di pretendere il ritorno alla centralità del lavoro e del suo valore nel contesto europeo, di insistere sul cambiamento delle politiche economiche e sociali sbagliate della Commissione europea, di chiedere la ripresa del progetto di integrazione europea all’insegna dei valori della solidarietà e della condivisione e non della concorrenza tra i lavoratori e del dumping sociale tra i diversi Stati.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 1 giugno 2016

Forum OCSE: Durante (Cgil), bene Gurria su crisi e disuguaglianze, governi cambino politiche economiche

Fausto Durante
Negli anni scorsi l’OCSE ha spesso supportato politiche economiche che hanno accentuato gli effetti della crisi, oggi ammette che se la crescita economica e i vantaggi ad essa collegati non vengono distribuiti in maniera più equa c’è il rischio di un circolo vizioso che condanna le fasce più basse alla povertà e all’esclusione sociale. Salutiamo positivamente questa presa di coscienza, vederemo se e come i governi e le istituzioni internazionali reagiranno”. Così Fausto Durante, responsabile Politiche europee e internazionali della Cgil, a margine del Forum OCSE di Parigi, che riunisce i leader politici, gli attori sociali e i diversi portatori di interessi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Negli anni scorsi – continua Durante – l’OCSE, con i suoi studi e le sue ricerche, ha spesso supportato le politiche economiche realizzate a livello globale, che hanno accentuato gli effetti della crisi economica internazionale e che, lungi dall’offrire soluzioni e vie di uscita alla crisi stessa, hanno causato l’aumento della povertà e delle disuguaglianze, il diffondersi di squilibri nella distribuzione della ricchezza,