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giovedì 28 novembre 2019

Pensioni: Cgil, rapporto Ocse evidenzia la necessità di riforma per giovani

Anche l’Ocse riconosce che le attuali norme di accesso alla pensione in Italia sono fra le più restrittive al mondo: si può andare in pensione di vecchiaia solo a 67 anni, rispetto ad una media internazionale di 64,2, e i più giovani, con la crescita della speranza di vita, potranno andarci a 71 anni di età”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commenta il rapporto ‘Pensions at a glance 2019’ dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.In realtà, il quadro è ben peggiore rispetto a quello descritto dall’Ocse. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 – spiega il dirigente sindacale – se non riuscirà a maturare una pensione superiore a 690 euro, e sono tantissimi i casi e lo saranno sempre di più in futuro, è costretto, già oggi, ad aspettare i 71 anni, per i giovani quella soglia si sposterà oltre i 73”.
Inoltre, in merito ai dati relativi alla spesa previdenziale, Ghiselli afferma “quanto calcolato dall’Ocse (16% del Pil) contiene anche alcune spese di natura assistenziale, parte del Tfr, e le imposte che per lo Stato non sono altro che una partita di giro. L’incidenza della spesa pensionistica effettiva, calcolata dall’Inps, è invece del 12%. La spesa previdenziale è sotto controllo, anche in prospettiva, e vi sono margini per una riforma che renda più sostenibile socialmente il sistema, e che guardi soprattutto a donne, giovani, precoci, lavori più faticosi, esodati”.
L’Ocse sollecita inoltre misure a favore delle persone che svolgono lavori poveri o discontinui, che sono soprattutto giovani e donne, una richiesta che da anni abbiamo avanzato ai vari governi”. Infine, il segretario confederale ha ribadito che “‘Quota 100’ è una misura a termine, del tutto inadeguata a rispondere alle esigenze complessive, e seppur poche le persone interessate, non è giusto eliminarla, anche perché – conclude – il costo reale di tale misura, secondo le nostre stime, sarà di circa 7mld inferiore a quanto preventivato”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 13 aprile 2018

Ocse: Cgil, patrimoniale necessaria per ridurre disuguaglianze

La patrimoniale può ridurre le disuguaglianze sociali, anche l’Ocse lo sostiene. Da tempo la Cgil avanza la proposta di inserire una tassazione sui patrimoni per affrontare quella che ormai è diventata un’emergenza sociale: il divario sempre crescente tra ricchi e poveri”. Così Cristian Perniciano responsabile delle politiche fiscali della Cgil nazionale commenta il rapporto dell’Ocse ‘The Role and Design of net wealth taxes’ sulla tassazione della ricchezza, uscito oggi.
L’Italia – sottolinea il dirigente sindacale – è tra i Paesi europei in cui le disuguaglianze sono più acute, soprattutto patrimoniali, una delle cause principali è la concentrazione di patrimonio improduttivo che distrae risorse dal virtuoso circolo della produzione-redistribuzione. Per questo riteniamo indispensabile un intervento che tassi le grandi ricchezze per ripristinare l’equità fiscale nel nostro Paese”.
Dall’imposizione della tassa patrimoniale – conclude Perniciano – si ricaverebbero importanti risorse che potrebbero essere investite nel finanziamento di un Piano straordinario di creazione di occupazione, in particolare giovanile, e favorire così la riduzione delle disuguaglianze”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 6 dicembre 2017

Pensioni: Cgil, dati Ocse confermano nostre preoccupazioni per i giovani

Anche i dati diffusi dall’Ocse confermano che il tema della previdenza deve essere affrontato diversamente, a partire da questa legge di Bilancio. Deve essere garantito un futuro previdenziale ai giovani attraverso una pensione di garanzia nel sistema contributivo”. Così Ezio Cigna responsabile previdenza pubblica della Cgil nazionale commenta quanto rilevato quest’oggi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Nel dettaglio, Cigna sottolinea: “i dati rivelano che l’Italia sarà uno dei Paesi europei che manderà in pensione a 71 anni e 2 mesi il ventenne nato nel 1996 che inizia a lavorare nel 2016, supponendo una carriera lavorativa senza interruzioni. Nella pubblicazione però – prosegue il dirigente sindacale – non si tiene conto di come è congeniato il nostro sistema, che in realtà, per tutti i soggetti che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995, che hanno quindi un sistema previdenziale contributivo, andranno in pensione molto più in là. Il rischio reale per coloro che non raggiungeranno un certo importo di pensione è quello di arrivare a percepire un assegno di vecchiaia a 75 anni”.
La discontinuità del lavoro dei giovani è già un dato di fatto. Per questo abbiamo avanzato più volte al Governo la richiesta di rivedere le attuali soglie previste del 2,8 e 1,5 volte l’assegno sociale, che penalizzano nuovamente il lavoro povero e discontinuo”.
In merito alla spesa pensionistica, sottolinea il responsabile previdenza pubblica della Cgil nazionale come l’Ocse non consideri la composizione della spesa previdenziale: “diversa da quella di altri Paesi europei poiché tiene conto anche di quella assistenziale”.
Affinché si possa confrontare seriamente la nostra spesa previdenziale è necessaria una comparazione a livello internazionale al fine di escludere quelle voci che non hanno attinenza alcuna con le prestazioni pensionistiche. Per questo – conclude Ezio Cigna – chiediamo al Governo che si impegni a promuovere in sede comunitaria una verifica dei criteri di rappresentazione della spesa pensionistica”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 5 ottobre 2017

Ocse: Cgil, innovazione e qualità del lavoro per innalzare competenze

“Investimenti per promuovere uno sviluppo basato su innovazione e qualità del lavoro, e innalzamento del livello delle competenze di giovani e adulti”. Sono questi per il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra gli interventi necessari per superare il “circolo vizioso” evidenziato dal rapporto Ocse sulla ‘Strategia per le competenze’, “determinato dalla scarsa domanda di competenze da parte del nostro sistema produttivo e dalla conseguente bassa offerta delle stesse”.
Per Massafra “gli obiettivi indicati dall’Ocse possono essere raggiunti investendo nel sistema pubblico, assicurando a tutti i giovani le competenze chiave per l’apprendimento permanente, qualificando i percorsi di alternanza scuola lavoro e di apprendistato”. “Inoltre – aggiunge – è necessario innalzare il numero dei laureati e potenziare i percorsi terziari professionalizzanti, realizzando anche nel nostro Paese un sistema integrato dell’apprendimento permanente per migliorare le competenze degli adulti, a partire da quelli con bassi livelli di istruzione”.
Il segretario confederale della Cgil conclude sottolineando che “i processi di innovazione in corso pongono con forza e urgenza questo tema. Motivo per cui è necessario che il Governo risponda con un’iniziativa politica nazionale che coinvolga parti sociali e stakeholder al fine di individuare le priorità di intervento”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 1 giugno 2016

Forum OCSE: Durante (Cgil), bene Gurria su crisi e disuguaglianze, governi cambino politiche economiche

Fausto Durante
Negli anni scorsi l’OCSE ha spesso supportato politiche economiche che hanno accentuato gli effetti della crisi, oggi ammette che se la crescita economica e i vantaggi ad essa collegati non vengono distribuiti in maniera più equa c’è il rischio di un circolo vizioso che condanna le fasce più basse alla povertà e all’esclusione sociale. Salutiamo positivamente questa presa di coscienza, vederemo se e come i governi e le istituzioni internazionali reagiranno”. Così Fausto Durante, responsabile Politiche europee e internazionali della Cgil, a margine del Forum OCSE di Parigi, che riunisce i leader politici, gli attori sociali e i diversi portatori di interessi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Negli anni scorsi – continua Durante – l’OCSE, con i suoi studi e le sue ricerche, ha spesso supportato le politiche economiche realizzate a livello globale, che hanno accentuato gli effetti della crisi economica internazionale e che, lungi dall’offrire soluzioni e vie di uscita alla crisi stessa, hanno causato l’aumento della povertà e delle disuguaglianze, il diffondersi di squilibri nella distribuzione della ricchezza,

martedì 1 dicembre 2015

Pensioni: Cgil, nessun rischio per tenuta finanziaria, solo per equità, serve riforma radicale

"La tenuta finanziaria del nostro sistema previdenziale non è a rischio, di certo lo è l'entità delle prestazioni per ampie fasce della popolazione: basta ad allarmi e a 'riforme' per fare cassa, modificare radicalmente la normativa vigente per restituire equità e solidarietà al sistema. La mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil continua e il 17 dicembre terremo grandi attivi interregionali per aprire una vera e propria vertenza con il Governo". Con queste parole Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, interviene sul tema della previdenza in seguito alla diffusione del rapporto OCSE 'Pensions at a glance 2015'.
"Non c'è un rischio di tenuta finanziaria per il sistema previdenziale italiano - spiega Lamonica - se è vero che, come dice la stessa OCSE, le riforme realizzate negli ultimi anni hanno portato l'età pensionabile al livello più alto in Europa, e che la spesa pensionistica è calcolata comprendendo tutta la parte assistenziale, in altri Paesi non caricata sulla previdenza". "Peraltro nel nostro Paese - sottolinea - per effetto dell'aggancio automatico al meccanismo dell'attesa di vita, dato medio che non tiene conto della differente longevità dovuta a condizioni sociali e attività

martedì 24 novembre 2015

Università: Cgil, dati Ocse preoccupanti, intervenire su diritto allo studio in Stabilità

"I dati relativi al nostro sistema universitario sono preoccupanti: occorre intervenire sul diritto allo studio e prevedere risorse aggiuntive nella legge di stabilità". Così il segretario confederale della Cgil Gianna Fracassi commenta il rapporto Ocse 'Education at a glance 2015', che analizza i sistemi di istruzione dei trentaquattro paesi membri.
"Abbiamo la maglia nera per numero di laureati, ultimi rispetto alla media, e siamo penultimi per quanto riguarda la percentuale di Pil dedicata alla spesa per l'istruzione universitaria", evidenzia Fracassi. "Il nostro sistema - sottolinea la dirigente sindacale - ha poi una allarmante disomogeneità territoriale, con un calo notevole degli iscritti nelle università meridionali".
"Il nodo prioritario da affrontare per ridurre le disuguaglianze - conclude Fracassi - è quindi intervenire sul diritto allo studio, sia universitario che scolastico, attraverso una legge quadro nazionale e procedere ad un incremento di risorse, a partire dalla legge di stabilità".

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 26 maggio 2015

Lavoro: Cgil, parliamo delle persone basta polemiche sui numeri

I dati sull'occupazione vanno analizzati e contestualizzati. Quelli del ministero sulle attivazioni dei rapporti di lavoro del mese di aprile evidenziano un aumento del divario di genere e che i contratti a tempo determinato restano la forma prevalente di rapporto di lavoro". Così Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, commenta i dati diffusi ieri dal dicastero guidato da Giuliano Poletti.
Secondo i calcoli effettuati dal sindacato di corso d'Italia, infatti, "vediamo una ripresa dell'occupazione maschile ma una caduta di quella femminile: nell'aprile del 2014 – spiega Sorrentino – il totale delle attivazioni per le donne è stato di 31.1528, sceso a 310.117 nell'aprile di quest'anno, con una riduzione quindi di 1.411 contratti. Quelli attivati per gli uomini, invece – continua – sono aumentati di 40.382 unità: sono stati 406.427 nell'aprile 2014 e 446.809 nello stesso mese del 2015".
Per quanto riguarda il totale delle attivazioni, la dirigente sindacale evidenzia che "la differenza tra aprile 2014 e aprile 2015 è di 38.971, su cui incide il saldo negativo dell'occupazione femminile".
Stando alle tipologie contrattuali, "si registra un calo di 5.892 attivazioni sull'apprendistato, che è comunque un contratto a tempo indeterminato – sottolinea la segretaria Cgil – e di 9.314 attivazioni