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martedì 9 novembre 2021

«Reddito di Cittadinanza, serve più attenzione alle famiglie numerose e diorigine straniera»

Il Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presieduto dalla professoressa Chiara Saraceno, ha illustrato, oggi, le proposte di modifica del Reddito di Cittadinanza elaborate sulla base di dati reali disponibili sui beneficiari la misura.
Queste proposte, in parte analoghe, si aggiungono a quelle formulate e presentate al Ministro Orlando dall’Alleanza contro la Povertà, anch’esse basate sulle ricerche empiriche svolte dal nostro Comitato Scientifico, che a giudicare dalle indiscrezioni circolate, non trovano riscontro nella legge di bilancio.
L’Alleanza chiede che tali proposte possano essere inserite nella Legge di Bilancio nel corso del suo iter parlamentare. La manovra sembra, infatti, dar credito prevalentemente alla narrazione distorta sui percettori “fannulloni” inasprendo le misure punitive verso le persone in povertà, invece di implementare i percorsi di inclusione sociale e lavorativa, rafforzando la presa in carico di chi è in una situazione di bisogno, necessita di percorsi di formazione mirati ed è in cerca di occupazione.
È necessario modificare la legge di bilancio per contrastare la povertà, il disagio sociale, i gap formativi e il lavoro povero.
L'Alleanza contro la Povertà in Italia (www.alleanzacontrolapoverta.it) - nata alla fine del 2013, raggruppa un ampio numero di soggetti sociali che hanno deciso di contribuire in maniera collettiva alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta nel nostro Paese. L’Alleanza è composta da molte realtà – associazioni, rappresentanze dei Comuni e delle Regioni, enti di rappresentanza del terzo settore, e sindacati – che portano in dote sensibilità ed esperienze legate ai soggetti che svolgono su tutto il territorio nazionale attività a favore di chi vive condizioni d’indigenza.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 7 ottobre 2021

Alleanza contro la povertà: serve Reddito di cittadinanza 2.0

Il Reddito di Cittadinanza ha costituito, soprattutto nel corso della crisi pandemica, un argine fondamentale al dilagare della povertà nel nostro Paese. Eppure il dibattito politico intorno a questo strumento continua ad essere acceso. Lo strumento va rafforzato piuttosto che indebolito in termini finanziari anche attraverso la prossima Legge di Bilancio, che non dovrebbe dunque solo limitarsi a destinare le risorse necessarie a coprire il previsto aumento della platea degli aventi diritto”. È quanto dichiara l’Alleanza contro la povertà in Italia, di cui la Cgil fa parte.

Nel comunicato stampa, che si invia in allegato, l’Alleanza riepiloga le otto proposte sottoposte al Governo e al Parlamento sul Reddito di Cittadinanza: “non penalizzare le famiglie con minori o numerose, né quelle non italiane; requisiti di accesso più razionali; reintrodurre i punti unici di accesso previsti per il Rei; presa in carico personalizzata tra Centri per l’impiego e servizi sociali; Puc mirati e volontari per i più fragili; percorsi mirati di aggiornamento e riqualificazione delle competenze per i beneficiari; nuovo disegno della compatibilità tra Rdc e reddito da lavoro”.

→ Per scaricare il documento con le proposte dell’Alleanza: www.alleanzacontrolapoverta.it    
→ Scarica il comunicato stampa
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 7 luglio 2021

Alleanza contro la Povertà: presentate a Ministro Orlando richieste di modifica RdC

Il Reddito di Cittadinanza ha costituito un importante argine al diffondersi della povertà, ma deve essere aggiornato per rispondere a vecchi e nuovi bisogni. Occorre ampliare la platea dei beneficiari; investire nei percorsi di inclusione sociale e lavorativa; superare la trappola della povertà”. Sono queste le richieste di modifica al RdC presentate ieri al Ministro Orlando dall’Alleanza contro la Povertà dopo i primi risultati della ricerca che sta svolgendo il cartello di soggetti sociali, tra cui la Cgil, e che sarà terminata il prossimo autunno. → Primi risultati ricerca

Per l’Alleanza, come si legge nel documento consegnato al Ministro e nel comunicato stampa è necessario migliorare l’efficacia della misura “superando penalizzazioni per le famiglie numerose con figli minori e quelle composte da stranieri” e intervenire sui percorsi di inclusione sociale, “implementandoli attraverso l’analisi preliminare per la presa in carico multidimensionale dei beneficiari”, e sui percorsi di inclusione lavorativa, che vanno rafforzati per affrontare l’impatto della pandemia.

Evitare la trappola di povertà nel Reddito di Cittadinanza” è l’ultimo punto affrontato nel documento, in cui si chiede di “favorire un adeguato sostegno economico che permetta di fuoriuscire da una condizione di povertà con la progressiva emancipazione per chi ha redditi bassi e irregolari” e di “garantire nel medio periodo il cumulo tra reddito da lavoro e beneficio di RdC”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


lunedì 16 novembre 2020

Rdc: Alleanza contro la povertà, non è il momento di togliere il sostegno a chi ha bisogno

Comunicato Stampa 16 novembre 2020 RDC          

ALLEANZA CONTRO LA POVERTÀ: NON È IL MOMENTO DI TOGLIERE
IL SOSTEGNO A CHI HA BISOGNO 

I dati diffusi da INPS relativi al Reddito di Cittadinanza ci confermano che circa 400 mila nuclei beneficiari della misura di contrasto alla povertà hanno perso la mensilità di ottobre, pur avendo i requisiti per avere il rinnovo.
La previsione normativa del RdC dispone infatti la durata di erogazione nei limiti dei 18 mesi, a prescindere dalla sussistenza della condizione di bisogno, con la possibilità di chiedere il rinnovo del beneficio ma con la certezza di perdere un mese di erogazione. Non è il momento storico di togliere un sostegno economico a chi permane in una condizione di bisogno!
Nei prossimi mesi saranno altre centinaia di migliaia le famiglie che si vedranno interrompere il Reddito di Cittadinanza pur restando nei parametri economici per riceverlo, così come è e sarà drammaticamente crescente il numero di persone che vedrà la propria condizione di vita peggiorare per le conseguenze economiche e sociali della crisi. A queste migliaia di persone il Governo deve

venerdì 11 gennaio 2019

Reddito cittadinanza: Cgil, non combatte povertà e non crea lavoro

Una misura complicata nell’accesso e con forti elementi di iniquità, quasi esclusivamente improntata all’inserimento lavorativo. Non combatte la povertà perché non affronta tale condizione nella sua complessità attraverso i necessari interventi multidisciplinari, sottrae la presa in carico dei beneficiari al Servizio Sociale Professionale dei Comuni, e non crea occupazione. Nei confronti dei cittadini stranieri è gravemente discriminatoria”. 
Questo in estrema sintesi il giudizio espresso dalla Cgil Nazionale in merito al Reddito di cittadinanza, misura avanzata dal Governo nella legge di Bilancio 2019. “Misure di sostegno economico o di contrasto all’esclusione sociale – prosegue la Confederazione – sono inefficienti se non precedute e accompagnate da investimenti volti a creare lavoro stabile e di qualità e se non si investe nelle infrastrutture materiali ed immateriali del Paese”. 
Per la Cgil il provvedimento proposto dall’Esecutivo “non è equo” perché, spiega “i criteri di accesso reddituali e patrimoniali danneggiano innanzitutto le famiglie più numerose e con minori”. “Inoltre – aggiunge – è insopportabile l’idea che qualunque misura di sostegno ai soggetti più deboli debba trasformarsi in un sistema di incentivazione per altri, come ad esempio per le imprese o per i soggetti accreditati”. 
In merito alla pensione di cittadinanza, ossia il Reddito per gli over 65, la Confederazione chiarisce che “non rappresenta in alcun modo una misura che innalzerà le pensioni minime o le pensioni sociali”. “Infine – conclude la Cgil – l’impostazione del decreto sottende un intollerabile approccio punitivo della condizione di disagio economico reso evidente dagli obblighi di accettazione di un posto di lavoro a centinaia di chilometri da casa, senza tenere adeguatamente conto delle differenti situazioni, oltre che dalle sanzioni previste”. 
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 24 gennaio 2018

La grande disuguaglianza

In occasione del Forum Economico Mondiale di Davosdenunciamo sempre più fortemente le mancanze del sistema economico attuale, che consente solo a una ristretta élite di accumulare enormi fortune, mentre centinaia di milioni di persone lottano per la sopravvivenza con salari da fame, e chiediamo ai governi e ai candidati alle prossime elezioni nazionali di prendere impegni concreti contro la disuguaglianza.
Fino a quando per il sistema economico globale la remunerazione della ricchezza di pochi rimarrà un obiettivo predominante rispetto alla garanzia di un lavoro dignitoso per tutti, non sarà possibile arrestare la crescita di questa estrema e ingiusta disuguaglianza.
L’82% dell’incremento di ricchezza globale registrato l’anno scorso è finito nelle casseforti dell’1% più ricca della popolazione, mentre la metà più povera del mondo (3,7 miliardi di persone) ha avuto lo 0%. In Italia a metà 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta. 
Nel periodo 2006-2016, il reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuito del 23,1%.

Ogni due giorni nasce un nuovo miliardario: ma a fare le spese sono i più poveri e vulnerabili, molto spesso donne. Il costante incremento dei profitti di azionisti e top manager infatti corrisponde a un peggioramento altrettanto costante dei salari e delle condizioni

giovedì 9 marzo 2017

Povertà: Risultato importante, ora avanti verso una maggiore inclusione

Dopo il passaggio alla Camera dello scorso luglio 2016, con l’approvazione da parte del Senato della Legge delega sulla povertà, per la prima volta nella storia del nostro paese il Parlamento ha definito una reale misura di contrasto alla povertà assoluta.
Si tratta di un deciso passo in avanti, pur nella consapevolezza della necessità di una decretazione attuativa all’altezza della sfida: vale a dire uno strumento di lotta alla povertà capace di includere le persone e le famiglie più povere.
Va riconosciuto l’impegno del Parlamento e delle forze politiche che, anche attraverso l’ascolto dell’appello della Alleanza contro la povertà in Italia dello scorso 28 dicembre, hanno sostenuto - in diversi modi – questa battaglia. Così come vanno ricordate con gratitudine le parole d’incoraggiamento che, in occasione del suo Messaggio di fine d’anno, il Presidente della Repubblica, ha rivolto a chi si batte per contrastare la povertà in Italia.
La sfida che emerge dall’approvazione della legge delega è duplice: sviluppare una decretazione efficace per una misura che è contestualmente di sostegno al reddito e di inclusione sociale; dall’altra, predisporre un Piano nazionale contro la povertà che definisca strategie attuative e di finanziamento incrementali, che consentano il progressivo ampliamento dell’utenza sino a raggiungere tutta la popolazione in povertà assoluta. È necessaria una legge di contrasto alla povertà effettivamente universale, tale da superare anche gli attuali e drammatici differenziali territoriali.
L’Alleanza ha sempre sollecitato l’adozione di uno strumento fondato su due pilastri: il sostegno

mercoledì 1 giugno 2016

Forum OCSE: Durante (Cgil), bene Gurria su crisi e disuguaglianze, governi cambino politiche economiche

Fausto Durante
Negli anni scorsi l’OCSE ha spesso supportato politiche economiche che hanno accentuato gli effetti della crisi, oggi ammette che se la crescita economica e i vantaggi ad essa collegati non vengono distribuiti in maniera più equa c’è il rischio di un circolo vizioso che condanna le fasce più basse alla povertà e all’esclusione sociale. Salutiamo positivamente questa presa di coscienza, vederemo se e come i governi e le istituzioni internazionali reagiranno”. Così Fausto Durante, responsabile Politiche europee e internazionali della Cgil, a margine del Forum OCSE di Parigi, che riunisce i leader politici, gli attori sociali e i diversi portatori di interessi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Negli anni scorsi – continua Durante – l’OCSE, con i suoi studi e le sue ricerche, ha spesso supportato le politiche economiche realizzate a livello globale, che hanno accentuato gli effetti della crisi economica internazionale e che, lungi dall’offrire soluzioni e vie di uscita alla crisi stessa, hanno causato l’aumento della povertà e delle disuguaglianze, il diffondersi di squilibri nella distribuzione della ricchezza,

venerdì 29 gennaio 2016

Povertà: Cgil, una delusione il ddl delega del governo, aprire confronto per cambiarlo

"Il disegno di legge delega è una delusione, non sembra esserci un vero piano contro la povertà né si definiscono le tappe per raggiungere, anche con gradualità, l'obiettivo di una misura nazionale strutturale e universale di contrasto alla povertà assoluta". Questo il giudizio di Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, sul ddl delega contro la povertà approvato ieri dal Consiglio dei ministri.
"Le risorse aggiuntive previste dalla legge di stabilità - spiega Lamonica - non solo non coprono l'intera popolazione in povertà assoluta, ma si limitano ad estendere la sperimentazione di strumenti già in atto, il SIA e l'ASDI".
"Inoltre - aggiunge - si annuncia un intervento di razionalizzazione sulle attuali prestazioni sociali, non meglio specificate, dalle quali bisognerebbe ricavare le risorse per l'implementazione delle misure contro la povertà negli anni successivi al 2016".
"Il rischio - sostiene la segretaria confederale - è che per effettuare i risparmi si costruisca una fase di nuovi tagli, e invece di estendere l'area di intervento di welfare e assistenza si spostino risorse da una platea all'altra".
"Il ministro Poletti ha annunciato di voler aprire un confronto con l'Alleanza contro la povertà, di cui la Cgil fa parte. Ci auguriamo che questo avvenga, ribadiamo la nostra proposta di Reddito di Inclusione Sociale e - conclude Lamonica - contrasteremo ogni tentativo che va nella direzione di ridurre anziché ampliare la copertura del welfare".
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 15 luglio 2015

Povertà: Cgil, troppo alta, subito Piano nazionale di contrasto

"Sulla povertà la notizia è che in Italia rimane una fascia molto estesa di persone in grande sofferenza, maggiormente concentrate nel Mezzogiorno e di cui oltre un milione sono minori. L'indice si stabilizza ma, comunque, i numeri dicono che i poveri sono il doppio di quanti erano all'inizio della crisi: il governo non gioisca ma intervenga". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, commenta i dati diffusi oggi dall'Istat.
"Sulla povertà assoluta, che riguarda famiglie e persone in grave deprivazione materiale - continua Lamonica - è urgente e necessario intervenire con una misura di sostegno al reddito e di rilancio dei servizi sociali sui diversi aspetti della condizione che bisogna affrontare: istruzione, casa, salute, formazione, lavoro".
Per la dirigente sindacale "le sperimentazioni in atto, come social card e SIA, non hanno sortito alcun effetto, sono frammentarie e di piccola entità e quindi inefficaci". "Peraltro - sottolinea - il loro allargamento alle regioni del Mezzogiorno, deciso nel 2013, non è ancora partito, e non un euro è stato speso".
La segretaria confederale si rivolge poi all'esecutivo: "Chiediamo al governo un vero Piano Nazionale che si ponga l'obiettivo del superamento della povertà assoluta, che sia effettivamente universale ed implementato anche con un rilancio delle politiche sociali di cui c'è straordinaria

giovedì 21 maggio 2015

Reis: Alleanza contro la povertà, bene parole Poletti, ora passare a scelte politiche

Roma, 21 maggio - “Il ministro Poletti ha riconosciuto l'importanza del nostro lavoro e della nostra proposta sul Reddito di Inclusione Sociale. Noi apprezziamo le sue parole, e chiediamo che queste si traducano al più preso in precise scelte politiche, di modo da confluire in autunno nella prossima legge di stabilità”. Così L'Alleanza contro la Povertà in Italia commenta le dichiarazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel corso dell'incontro avvenuto ieri a Roma con i 33 organismi promotori del Reis.
Per i soggetti che compongono l'Alleanza “è il tempo delle scelte sulla lotta alla povertà, e se davvero il ministro considera il Reis un buon punto di partenza con una larga base di condivisione, noi siamo pronti”.
Le associazioni ricordano che “uno dei punti più interessanti del progetto del Reis, come ha riconosciuto lo stesso Poletti, è che non si rivolge a categorie particolari ma è uno strumento universalistico che usa il metro della povertà assoluta per individuare la platea dei beneficiari. Inoltre prevede un'attuazione graduale, che consente di partire, il primo anno, con un impegno di spesa di 1,8 miliardi e costruire progressivamente l'infrastruttura per un nuovo welfare che si prenda carico dei poveri non solo attraverso un sostegno al reddito, ma soprattutto con una serie di servizi e misure di inclusione e attivazione”. “Si tratta di una sfida per i Comuni che coinvolge direttamente i corpi

venerdì 3 aprile 2015

«La coalizione sociale a Brescia esiste già» - Intervista di Damiano Galletti al BresciOggi

Damiano Galletti segretario generale
Camera del Lavoro di Brescia
Il sindacato alle prese con le sfide del lavoro e del rinnovamento, iniziando dai temi balzati al centro della cronaca nel Paese (il «duello» Landini-Camusso e la coalizione sociale in primis) fino alle questioni più strettamente territoriali che partono dal Patto per Brescia fino all´occupazionale. Questioni ben chiare nell´agenda di Damiano Galletti, segretario generale della Camera del lavoro di Brescia, alla base di analisi e nuovi impegni.
Galletti, partiamo dall´attualità: lei si è espresso favorevolmente alla proposta di una «coalizione sociale», lanciata dal leader nazionale della Fiom Maurizio Landini, bocciando invece la posizione contraria di Susanna Camusso che guida la Cgil. Perchè?
«Non credo si possa non essere d´accordo con Landini quando dice che il sindacato deve cambiare: il contesto sociale si è molto modificato in questi ultimi anni, tanto più dopo l´introduzione di un Jobs Act che stravolge lo Statuto dei lavoratori. Non è immaginabile un sindacato che non inizia a ripensarsi. Proprio queste considerazioni, unite alla conferenza organizzativa della Cgil in programma da giugno, daranno il segnale della nostra volontà di aprirci al nuovo. Riguardo poi al fatto che il sindacato, come corpo intermedio, debba interloquire sempre di più con le altre associazioni che affrontano le emergenze, per esempio in ambito sanitario, della

mercoledì 22 ottobre 2014

Legge Stabilità: Cgil, nessuna risposta ai bisogni sociali.

Vera Lamonica
Nessun vero investimento sul sociale, anzi un arretramento nelle politiche di finanziamento dei diversi capitoli d'intervento”. E’ quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, commentando quanto previsto dalla bozza della legge di stabilità della quale si ha notizia.“
“Sui principali capitoli che compongono gli interventi al sostegno del nostro sistema di welfare per le politiche sociali e dell'assistenza - precisa la dirigente sindacale - non si intravede alcuna svolta e si continua a perseguire la strada di un sotto-finanziamento, evitando di ristabilire un adeguamento dei fondi che poi saranno ripartiti alle regioni”.
Il fondo per le politiche sociali - prosegue Lamonica - sarà finanziato con una dotazione di 300 milioni di euro, inferiore allo stanziamento per il 2014. Il fondo per le non-sufficienze avrà una dotazione di 250 milioni di euro, comprensivo per gli interventi di sostegno per le persone affette da sclerosi laterale amiotrofica: ben 90 milioni in meno rispetto al 2014 quando la dotazione era stata di 340 milioni di euro. Sugli interventi di contrasto alla povertà ci si limita al rifinanziamento della cosiddetta social card - per 250 milioni di euro - e

lunedì 27 maggio 2013

Documento unitario di Cgil, Cisl e Uil sulla crisi, il lavoro, regole di rappresentanza sindacale


La crisi del nostro Paese è sempre più drammatica. La riduzione dell’apparato produttivo, la disoccupazione e la perdurante assenza di investimenti, connotano la condizione attuale dell’economia italiana. La disattenzione ai temi del lavoro impedisce di intraprendere una strada che, frenando la caduta libera della nostra economia, permetta di riprendere fiducia e di tornare a crescere.
CGIL CISL e UIL ritengono urgente che il tema del lavoro, in tutte le sue componenti, torni al centro delle scelte politiche ed economiche e indicano i provvedimenti urgenti ed indispensabili per aprire una nuova fase:
  1. dare soluzione a quelle emergenze che alimentano la disoccupazione. In particolare serve:
A - il rifinanziamento della CIG in deroga;
B - il completamento dell’effettiva salvaguardia degli “esodati”.
  1. Ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e alle imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, destinando automaticamente a tale scopo le risorse derivanti da un’efficace lotta all’evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.
  1. rilanciare politiche anticicliche prevedendo ad esempio la possibilità per i Comuni che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già