"Se venisse approvata, la norma sulla portabilità dei fondi pensione inserita nel ddl concorrenza indebolirebbe ulteriormente la previdenza complementare per soddisfare gli appetiti di banche e assicurazioni, mortificando i lavoratori aderenti ai fondi negoziali e intervenendo in maniera maldestra sulla libertà contrattuale e sui poteri della contrattazione". Questo il giudizio della Cgil sulla norma riguardante i fondi pensione contenuta nel Ddl 3012, espresso oggi nel corso dell'audizione presso la X Commissione Attività produttive della Camera dei deputati.
In questa occasione, come si legge nella memoria consegnata all'organo parlamentare, "la Cgil ha confermato la sua tradizionale contrarietà a provvedimenti omnibus come quello in discussione, che aumentano confusione e incertezza normativa, favoriscono l'attività di lobbing e disincentivano la propensione all'investimento" e ha ribadito il proprio parere negativo circa la portabilità automatica dei fondi pensione. "Il governo, dopo aver alzato con la legge di stabilità il prelievo fiscale sui rendimenti della previdenza complementare, ora introduce l'obbligo per il datore di lavoro del versamento del contributo posto a suo carico, oggi previsto dalla contrattazione collettiva solo per i casi di adesione a un fondo negoziale, anche per il trasferimento della posizione individuale a un fondo di previdenza promosso da una banca o a un Piano Individuale
