"Non intendiamo abiurare al nostro ruolo di indirizzo e di scelta delle strategie di intervento dei Fondi interprofessionali, per questo, a differenza di quanto previsto dallo schema di Decreto attuativo del Jobs Act, chiediamo che sia mantenuta l'autonomia di indirizzo e gestionale dei Fondi per la formazione continua, distinguendo la loro azione dall'intervento più propriamente pubblico, stante il positivo ruolo svolto dai Fondi per migliorare l'azione di sostegno formativo ai lavoratori occupati e in cerca di nuova occupazione”. Questa la posizione di Cgil, Cisl e Uil in merito alle disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive dello schema governativo di decreto di attuazione del Jobs Act, esposta in una posizione comune (in allegato) sottoscritta da tutte le parti sindacali e datoriali che hanno dato vita ai Fondi, inviata al ministero del Lavoro e alle forze politiche nel Parlamento.
A confermare la forza dei Fondi gestiti dalle parti sociali e del ruolo sussidiario della bilateralità sono i numeri, spiegano i sindacati confederali: "le cifre riferite al 2014 parlano chiaro: complessivamente il sistema fondi ormai rappresenta quasi il 70% delle imprese potenzialmente
