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lunedì 19 febbraio 2018

Rifiuti: Cgil, scandali favoriti da ritardi e mancanze sistema normativo

I recenti scandali sulla gestione degli appalti per i rifiuti in Campania dimostrano quanto già più volte abbiamo denunciato, ossia gravi ritardi e mancanze nel sistema normativo che dovrebbe invece impedire in modo definitivo l’infiltrazione malavitosa nei processi di trattamento dei rifiuti”. Così in una nota Domenico Di Martino, responsabile ambiente, territorio e paesaggio Cgil Nazionale e Luciano Silvestri responsabile legalità e sicurezza Cgil Nazionale.Per i due dirigenti sindacali “tali mancanze sono da rintracciare nei continui rinvii nella piena applicazione del Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti che, nonostante la sua complessità, dovrebbe garantire il benessere dell’ambiente e delle popolazioni”. “Inoltre – proseguono – le semplificazioni introdotte dal decreto n.32 dell’8 febbraio, relative alla raccolta e al trasporto dei rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi, non favoriscono il funzionamento della gestione dei rifiuti”.Per questo – concludono Di Martino e Silvestri – richiamiamo l’interesse delle Istituzioni affinchè attraverso una politica seria ed efficace si combatta il malaffare isolando le organizzazioni mafiose e criminali che oggi alimentano le ecomafie nel nostro Paese e si ristabilisca così la legalità”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 17 luglio 2015

Jobs Act: Cgil, Cisl, Uil, mantenere autonomia gestionale e di indirizzo dei Fondi interprofessionali

"Non intendiamo abiurare al nostro ruolo di indirizzo e di scelta delle strategie di intervento dei Fondi interprofessionali, per questo, a differenza di quanto previsto dallo schema di Decreto attuativo del Jobs Act, chiediamo che sia mantenuta l'autonomia di indirizzo e gestionale dei Fondi per la formazione continua, distinguendo la loro azione dall'intervento più propriamente pubblico, stante il positivo ruolo svolto dai Fondi per migliorare l'azione di sostegno formativo ai lavoratori occupati e in cerca di nuova occupazione”. Questa la posizione di Cgil, Cisl e Uil in merito alle disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive dello schema governativo di decreto di attuazione del Jobs Act, esposta in una posizione comune (in allegato) sottoscritta da tutte le parti sindacali e datoriali che hanno dato vita ai Fondi, inviata al ministero del Lavoro e alle forze politiche nel Parlamento.
A confermare la forza dei Fondi gestiti dalle parti sociali e del ruolo sussidiario della bilateralità sono i numeri, spiegano i sindacati confederali: "le cifre riferite al 2014 parlano chiaro: complessivamente il sistema fondi ormai rappresenta quasi il 70% delle imprese potenzialmente

mercoledì 13 maggio 2015

Rai: Cgil e Slc-Cgil, DDL riforma, fuori partiti perché entra il governo

Roma, 14 maggio - La delegazione Cgil e Slc Cgil, composta dal dirigente di corso d'Italia Antonio Filippi e dalla segretaria nazionale della categoria Barbara Apuzzo, audita oggi in VIII Commissione del Senato - Lavori pubblici, comunicazioni, ha avanzato le prime cinque osservazioni sul testo del Ddl di riforma della Rai presentato dal governo.
Innanzitutto desta molta preoccupazione la proposta di doppia delega in bianco al Governo, una in materia di finanziamento e l’altra relativa alla riscrittura del testo unico radio-televisione. Non vengono infatti nel Ddl menzionati i principi decisivi dell’indipendenza e delle risorse così come nessun accenno viene fatto sugli strumenti necessari per combattere l’evasione del canone.
La prima osservazione attiene al fatto che si provvede ad un intervento sulla RAI in assenza di una visione organica relativa a tutto il sistema dell’informazione e della comunicazione, a partire dallo sviluppo delle nuove piattaforme digitali, al sistema delle reti, fino al mercato pubblicitario che interessa direttamente tutto il settore editoriale, mantenendo invariate le storture introdotte dalla legge Gasparri.
Sembrerebbe inoltre eliminato il tetto pubblicitario per la RAI. Ciò risulterebbe “a compensazione” dell’evidente minor gettito del Canone. Questo produrrà una ulteriore penalizzazione del settore editoriale e dell’emittenza locale senza peraltro dare certezza delle entrate