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martedì 22 ottobre 2019

Quota 100: Cgil, 7 mld di risparmio da ridestinare a pensioni

Da ‘Quota 100’ e dalle altre misure previdenziali, contenute nel decreto 4/2019, verranno risparmiati ben sette miliardi di euro. Risorse importanti che dovranno essere necessariamente ridestinate al capitolo pensioni”. Questa la richiesta della Cgil Nazionale in base alla stima sui risparmi previdenziali elaborata dall’Osservatorio Previdenza della Fondazione di Vittorio e della Confederazione.
Nel dettaglio, il responsabile Previdenza della Cgil nazionale, Ezio Cigna spiega come le risorse verranno risparmiate nel corso dei tre anni: “1 mld e 516 mln nel 2019; 2mld e 953 mln nel 2020; 2 mld e 628 mln nel 2021. Tale risparmio – sottolinea – sarà dovuto ad un coinvolgimento del 35% della platea stimata dal precedente Governo, solo 341.266 persone, anziché 973mila”.
Anche le misure ape sociale e precoci, così come rilevato dall’analisi, raggiungono purtroppo poche persone. “In particolare – prosegue il dirigente sindacale –  dal 2017 ad oggi sono 51.732 le persone alle quali è stata riconosciuta l’ape sociale, solo il 45% del totale delle domande (114.302); 36.411 le pensioni dei cosiddetti  ‘precoci’ pari al 38% del totale delle domande (95.582)”. Secondo Cigna “sono i vincoli normativi previsti, in particolare per i lavoratori gravosi, a non permettere a molti soggetti, nonostante la gravosità del lavoro svolto, di accedere a tale strumento. È necessaria, quindi, una immediata rivisitazione e aggiornamento normativo”.
Tenendo conto sia delle proposte contenute nella Piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, che della disponibilità del Governo ad una riforma complessiva del sistema chiediamo – afferma il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli – che venga realizzata una riforma previdenziale volta a garantire flessibilità in uscita per tutti dopo i 62 anni, con interventi che tengano conto della condizione delle donne, dei lavoratori discontinui e precoci, dei lavoratori gravosi e usuranti, del lavoro di cura, e degli esodati. Chiediamo infine – conclude Ghiselli – che venga introdotta una pensione contributiva di garanzia per i più giovani”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 9 settembre 2015

Cgil, intollerabile lo scippo agli esodati

"È intollerabile che, a fronte di un dramma ancora non risolto del tutto quale è quello degli esodati, il ministero dell'Economia comunichi di aver incamerato le risorse del Fondo relativo". Così la segretaria confederale della Cgil Vera Lamonica a margine dell'audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei deputati sui progetti di legge in merito alla flessibilità dell'età pensionabile.
"Le sei salvaguardie effettuate e per le quali sono stati stanziati quasi 12 miliardi - prosegue Lamonica - non sono sufficienti a coprire tutta la platea degli interessati. Secondo gli stessi dati INPS restano fuori almeno altri 49.500 lavoratori e lavoratrici". "Su quei 12 miliardi è stato effettuato un risparmio di almeno 3: è scandaloso - sostiene Lamonica - che oggi si dica che sono stati utilizzati per altri fini, nonostante la legge istitutiva del Fondo esodati preveda espressamente che i risparmi siano destinati al Fondo stesso per il completamento delle salvaguardie, e nonostante le dichiarazioni ben diverse fatte finora".
"Vale lo stesso per l'opzione donna, in vigore dal 2004 e finanziata a tutto il 2015, che non si applica perché l'Inps ha dato un'interpretazione sbagliata della norma", aggiunge la dirigente sindacale. "Norma che penalizza ferocemente le donne che vi fanno ricorso ma che, dopo la legge Fornero, è stata per molte l'unica via d'uscita".
"Il governo aveva già incamerato i risparmi assurdamente effettuati sui lavori usuranti e continua sulla stessa strada". "Il Parlamento faccia chiarezza - conclude Lamonica - e impedisca questo vero e proprio scippo agli esodati".
Fonte: Ufficio Stampa Cgil