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mercoledì 3 febbraio 2016

Lavoro: Cgil, forzatura parlare di successo Jobs Act, dati preoccupanti

"Leggiamo commenti entusiastici da parte di autorevoli esponenti del Governo e della politica sui dati diffusi dall'Istat e sugli effetti salvifici del Jobs Act: non solo non convincono, ma analizzando i numeri, a ben guardare, c'è di che preoccuparsi. Per quanto riguarda gli occupati, infatti, il saldo positivo del 2015 è esattamente lo stesso di quello del 2014, anno in cui Jobs act e sgravi non erano in vigore, e gli inattivi continuano a crescere mese dopo mese". Così Serena Sorrentino in seguito alla diffusione dei dati provvisori Istat su occupati e disoccupati a dicembre 2015.
"Nel dicembre 2014 - spiega Sorrentino - l'Istat registrava un aumento in valore assoluto di +109 mila occupati su base annua, con una crescita dello 0.5%: si tratta esattamente dello stesso saldo del 2015, +109 mila persone occupate e +0.5% (vedi immagine). Al di là della paradossale coincidenza - prosegue - viene da chiedersi se davvero si può parlare di effetto miracoloso del Jobs act e di riuscita delle politiche di elargizione alle imprese dell'esonero contributivo se la tendenza è uguale all'anno precedente, anno in cui non c'erano né i vantaggi fiscali né i licenziamenti illegittimi facilitati".
La segretaria confederale della Cgil sottolinea che "la cancellazione dei diritti fatta con il Jobs act e 3,5 miliardi di euro alle imprese in tre anni attraverso l'esonero contributivo hanno prodotto +48 mila posti di lavoro: parlare di successo appare una forzatura".
"La politica - sostiene Sorrentino - ha la responsabilità di verificare l'efficacia delle iniziative legislative, e se questi sono i dati occorre riflettere sulla reale portata del Jobs act". "Anche perché -

lunedì 2 novembre 2015

Risultato votazione assemblee PCL Brescia - ottobre 2015

Riportiamo i risultati emersi dai verbali delle assemblee tenutesi lo scorso mese di ottobre, nei CPD/CSD della Provincia di Brescia, in merito all'ipotesi di accordo sulla riorganizzazione del recapito a giorni alterni.
Lavoratori partecipanti: 300 
Favorevoli all'ipotesi di accordo: 142 
Contrari: 87
Astenuti: 66
Nel comunicare i predetti dati alle Segreterie Nazionali, abbiamo evidenziato che il dato degli astenuti è significativo in quanto rappresenta il disagio di un'organizzazione del lavoro che a Brescia poggia sulla laboriosità, disponibilità dei colleghi a servire i propri clienti in presenza di una elevata, costante e ingiustificata carenza di personale che viene colmata, solo occasionalmente, con assunzione di personale a tempo determinato (CTD).
In tutte le assemblee è emerso la carenza o l'assoluta copertura della scorta, della manutenzione precaria dei motomezzi/automezzi, la mancanza delle assunzione per lunghe malattie, maternità astensioni facoltative, infortuni...
Tra i colleghi che hanno votato contro è emersa, invece, la difficoltà di dover mettersi in discussione (servire due zone), mancanza di garanzia/certezza circa i trasferimenti a livello nazionale, possibilità di dover lavorare il sabato, incertezza circa l'immediato passaggio alla sportelleria/sviluppo di carriera ecc.