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lunedì 21 marzo 2016

Allarme di Assocarta, SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM: a rischio l’industria cartaria italiana

Assocarta e le OO.SS. nazionali, SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, hanno inviato ieri una comunicazione congiunta al Rappresentante permanente dell’Italia presso UE, Carlo Calenda, al Vice Ministro Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, al Direttore Generale per la Politica Commerciale Internazionale, Amedeo Teti, in occasione del convegno odierno organizzato, a Bruxelles, dalla DG Commercio della Commissione UE sugli strumenti di difesa commerciale contro la Cina. Il potenziale riconoscimento dello stato di economia di mercato (MES) alla Cina che l’Unione Europea potrebbe riconoscere nel dicembre 2016 comporterebbe un rischio di perdita di 25 mila addetti (incluso l’indotto) solo per la Filiera italiana della carta stampa editoria e trasformazione.
“Se l’Unione Europea riconoscesse tale status alla Cina” evidenzia Paolo Culicchi Presidente Assocarta “gli impatti della conseguente perdita di efficacia degli strumenti di difesa commerciale sarebbero devastanti per l’industria cartaria europea, in particolare per quella nazionale. Il settore cartario italiano, con 19.500 addetti diretti (40 mila incluso l’indotto) ed un fatturato di 7 miliardi di euro, rappresenta il primo anello di un’importante filiera produttiva, che ha un’occupazione complessiva diretta di 197 mila addetti, e un indotto di circa 490 mila, per un totale di 687 mila unità”. La filiera ha prodotto nel 2015 un fatturato di oltre 30,6 miliardi di euro.
Se alla Cina venisse riconosciuto lo status di economia di mercato (MES) dall’Unione Europea l’attuale sovraccapacità produttiva cinese di carta (circa 21 milioni di tonn, di cui 2 di carte grafiche), sussidiata dallo Stato, verrebbe riversata sull’Europa, considerato che paesi come gli USA hanno già